[Caravanserraglio]
Pensieri, parole, opere e... viaggi (reali e mentali) di Latifah
 











Creative Commons License
I testi di questo blog
e le foto con firma "Latifah"
sono tutelati da
Creative Commons License.

Gran parte delle immagini
presenti su questo blog
sono state reperite in rete
dai principali motori di ricerca.
Se qualcuno pensa
che siano stati violati diritti,
me lo segnali.
Le immagini saranno subito rimosse.

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder



BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Feed XML offerto da BlogItalia.it
Blog Aggregator 3.0 - The Filter

Smettiamola!







martedì, 03 gennaio 2006

Un bilancio

Tutte le mie visioni del 2005

Devo cominciare a fare un po’ di pulizia nella colonna a sinistra. Comincio quindi dalle “visioni”: raccolgo qui i link alle mie “schede”, appunti su un taccuino utili più che altro alla mia memoria. La maggior parte di questi film li avrei già dimenticati, soprattutto quelli visti in casa, se non avessi fermato qualche impressione in questo mio Caravanserraglio...

Nel 2005 ho visto 28 film al cinema, contro i 20 del 2004. Avrei voluto vederne molti di più, ma sto comunque migliorando.

Visti in sala
Voto: 9,5

Ferro 3 - La casa vuota
Vivement dimanche

Voto 8,5
Il segreto di Vera Drake

Voto 8
A history of violence
La marcia dei pinguini
Romanzo criminale
Sin City
Profondo blu
Private
Les Choristes

Voto 7,5
Viva Zapatero!
La guerra dei mondi
Una lunga domenica di passioni
Million Dollar Baby

Voto 7
Lavorare con lentezza
Le crociate
La febbre
La morte sospesa
Il mercante di Venezia
Melinda e Melinda

Voto 6,5
I fratelli Grimm e l'incantevole strega
La bestia nel cuore
Quo vadis, baby?
Le avventure acquatiche di S.Zissou
Un bacio appassionato

Voto 6
The legend of Zorro
Batman begins

Voto: 5
Che pasticcio, Bridget Jones!

Visti in casa:
- DVD:
C’era una volta in America, Strange days, La vendetta dei Sith, Nightmare Before Christmas, Titanic, Il grande sonno, The day after tomorrow, Matrix, Alexander, Manhattan, Dracula di Bram Stoker, Fight Club.
- VHS:
Notorius, Open Water, L'imbalsamatore, Shreck 2, Donnie Darko.
- TV:
Quattro sotto zero, Man on fire, La maschera di Zorro, School of rock, Ritorno a Cold Mountain, Snow dogs - 8 cani sotto zero, La ragazza con l'orecchino di perla, Vi presento Joe Black, E' già ieri, Dillo con parole mie, Il popolo migratore.

parole di Latifah | 13:22 | commenti (5) | visioni2005

giovedì, 22 dicembre 2005

Un film

A history of violence

Quando si sono accese le luci in sala, la mia prima reazione è stata: “Ma dai!” (sottotesto: che ca**ata).
Anche lui è apparso subito un po’ deluso, ma il suo primo commento è stato: “E’ un film da rivedere” (sottotesto: sembra una ca**ata ma non lo è).
Usciti dal cinema, nel breve tragitto a piedi verso casa, abbiamo convenuto sulla bravura degli attori, in particolare Ed Harris, il gelido Viggo Mortensen e lo strepitoso William Hurt (sottotesto: David Cronenberg quantomeno sa dirigere).
Poi abbiamo cominciato a confrontarci su alcuni apparenti buchi di sceneggiatura (sottotesto: non è tutto vero ciò che appare).
Un paio di giorni dopo, ripensandoci a lungo, mi sono detta: “E’ un gran film” (sottotesto: i giudizi impulsivi non sempre sono azzeccati).
E poi, insomma, ha ragione lui: è un film da rivedere.

Perché questo film è una storia di violenza, sì, ma è soprattutto una storia che violenta la nostra tranquillità, i nostri punti fermi. Quella “famiglia felice”, così mielosa e persino disturbante all’inizio, incarnazione del sogno americano più stereotipato, si rivela essere una piccola cellula mafiosa, dove la violenza è solo nascosta, “sottotesto”, ma pronta ad esplodere, per essere poi riseppellita, per salvare l’apparenza.

Voto: 8

Contatore: 26 film visti al cinema nel 2005 (più 2 ancora da recensire).

parole di Latifah | 12:08 | commenti (13) | visioni2005

sabato, 26 novembre 2005

Un film

La marcia dei pinguini

Premesso che:

- il pinguino, in particolare l’Imperatore, è uno dei miei animali preferiti;
- ho visto decine di documentari sui pinguini;
- il mio mousepad raffigura due pinguini imperatore;
- nei parchi marini e negli acquari (da Genova a Biot) resto incantata a guardare i recinti dei pinguini;
- il cartone animato “Pingu” per me è un must;
- ho sempre desiderato avere un pinguino come animale domestico (e, visti i 16 gradi che avevo stamattina in casa, non si troverebbe poi così male…).


Tutto ciò considerato, ho regolarmente avvisato in anticipo il mio accompagnatore che avrei scandito la visione del film con svariati “oooohhh”, “macheccariiiniiii”, “doooolciiii”, ecc.ecc. Devo dire, invece, che sono prevalsi gli sbadigli.

Insomma, “La marcia dei pinguini” è mirabile per l’eccezionalità delle riprese, ma lascia perplesso chi, come me, vorrebbe capire meglio e saperne di più: infatti, non è un documentario. Però non accontenta nemmeno chi pensa di andare a vedere un simil-cartone animato stile Disney: tra l’altro, ci sono un paio di scene violente che rattristano non poco il pubblico più giovane. Tra queste, la morte di un pinguino-pulcino, con la mamma-pinguina che cerca disperatamente di rianimarlo finché non capisce che non c’è nulla da fare e quindi cerca di superare il lutto tentando il rapimento di un altro cucciolo.

Poi, parliamo della voce narrante di Fiorello… (contro, per dire, un Morgan Freeman nell’edizione Usa e tre voci nell’originale francese). Il registro favolistico è assolutamente insopportabile. Riesce comunque a strappare un paio di sorrisi - stile “oggi le comiche” - quando commenta le goffe cadute dei pinguini sul ghiaccio.

Però, che teeeeneriiii, quei pulcini simil-peluche

Da rivedere in dvd, sperando nei contenuti speciali con qualche informazione in più. Il mio giudizio, comunque, è positivo perché è una media tra il 10 per le riprese (ma che noia, quelle immagini quasi fotografiche dei ghiacci…) e il 6 per la delusione.

Voto: 8

Contatore: 25 film visti al cinema nel 2005 (più 2 ancora da recensire).


N.B. Immagini tratte da Trovacinema

parole di Latifah | 11:42 | commenti (10) | animali, visioni2005

martedì, 15 novembre 2005

Due film

I fratelli Grimm e l’incantevole strega

Ma che noia… Il fantastico non è il mio genere, però si tratta pur sempre di un film di Terry Gilliam e andava visto. L’idea di partenza non è male: in breve, i fratelli Grimm sono due imbroglioni che si spacciano per “ghostbusters” sfruttando i creduloni e cacciando finte streghe. Finché non incappano in una strega vera e diventano vittime di sortilegi di ogni tipo. Alla fine, sfrutteranno le loro avventure per scrivere favole, qui presentate “in nuce”: da Cappuccetto Rosso ad Hansel e Gretel, da Biancaneve alla Bella addormentata, fino al Gingerbread Man (ignoro come si dica in italiano; tra i protagonisti anche di Shreck 2).

Matt Damon è insopportabile, qui come altrove (mi sta antipatico, non ci posso fare nulla); Monica Bellucci sempre bellissima, anche se si intravede in poche scene; l’altra protagonista femminile, tale Lena Headey, caruccia ma fuori parte.

Nulla da eccepire sugli effetti speciali, ma ormai – tra Potter, Signore degli anelli e fantasy vari - non provocano più meraviglia. Il picco narrativo e spettacolare è nell’ultimo quarto d’ora, con la strega-regina che cade vittima del tormentone “specchio, specchio delle mie brame…”. E tutti vissero felici e contenti (o no?).

Voto: 6,5

Nightmare before Christmas (in dvd)

Ma che carino! Un piccolo capolavoro di Tim Burton. Se poi verso la fine della visione, sparapanzata sul divano e avvolta da un caldo abbraccio, mi sono addormentata, non dipende dal film… Così avrò la scusa per rivederlo, magari in inglese. Anche se credo che questo sia uno dei pochi casi in cui il doppiaggio in italiano ha aggiunto e non tolto: il personaggio di Jack Skelet(r)on sembra creato per Renato Zero, non solo per la voce ma anche per le movenze.

Da segnalare, tra i contenuti speciali del dvd, i documentari sulla realizzazione, dagli schizzi di Burton fino alla costruzione dei pupazzi. Strabiliante l’animazione in stop motion: altro che digitale!

Ora sono pronta a vedere “La sposa cadavere”. E quando tornerò a Parigi, andrò subito in quella libreria e farò incetta di pupazzetti e gadget vari dedicati a queste straordinarie creature: ho lasciato gli occhi su una borsetta con la facciotta di Jack…

Voto: 8 

Contatore: 24 film visti al cinema nel 2005 (più 2 ancora da recensire).

P.S. Rinnovo l’invito all’appuntamento al buio per stasera…

parole di Latifah | 13:49 | commenti (8) | visioni2005

lunedì, 14 novembre 2005

Un appuntamento al buio...

...della sala cinematografica

L'idea me l'ha data Matilde, che l'altra sera mi ha invitata "via commento" a raggiungerla al cinema. Purtroppo al primo spettacolo serale sono ancora al lavoro, quindi non ho potuto raccogliere quel gradito invito dell'ultim'ora.

Ora ci provo io. L'invito è rivolto soprattutto ai miei blog-amici e blog-conoscenti (così evito di mandare sms a tutti). Astenersi marpioni, insomma.

Domani sera (martedì), esco dalla palestra alle 22.15.
Alle 22.30, al Rialto, danno "Tutti i battiti del mio cuore".
C'è qualcuno?

parole di Latifah | 11:47 | commenti (9) | visioni2005

venerdì, 11 novembre 2005

Due film

La maschera di Zorro (in tv)
A Carnevale, nella mia classe, metà delle femmine si vestiva da fatina (me compresa) e la metà dei maschi da Zorro. Per la mia generazione, insomma, il fascinoso eroe, ricco nobile che combatte per difendere i più poveri, è un mito. E’ il telefilm che ha contrassegnato la mia infanzia, come Happy Days ha accompagnato la mia pubertà.

E’ quindi con un misto di curiosità e nostalgia che, qualche giorno fa, ho visto “La maschera di Zorro” su Canale 5. Anthony Hopkins è sempre un grande, Catherine Zeta-Jones è bella come Claudia Mori al massimo del suo splendore, Antonio Banderas invece non è al top (la maschera non gli dona) ma se la cava con la consueta espressione sorniona.

Tutto sommato, è un bel film di cappa e spada, rivisitato e arricchito con il rito dell’iniziazione.
Voto: 7

The legend of Zorro
“Sembra un film di Bud Spencer e Terence Hill”. Il commento, all’uscita del cinema, non è mio ma lo condivido in pieno. Io aggiungo che il nostro eore, in "The legend of Zorro", ha i poteri dei fantastici 4, di Superman e di Batman messi assieme. Per non parlare del filo-americanismo che aleggia per tutto il film, con un tripudio di bandiere a stelle e strisce e un nemico visionario che viene da lontano per distruggere il nuovo continente con un'arma da distruzione di massa... vi ricorda niente?

Insomma, il classico sequel deludente (ma perché distribuirlo con il titolo in inglese? Bah...). E la delusione maggiore è Banderas: ormai sembra il sosia di Renato Zero.

Non manca qualche sorriso, ma bisogna far finta di tornare alle elementari. Altrimenti ci arrabbiamo!
Voto: 6

Contatore: 23 film visti al cinema nel 2005 (più 2 ancora da recensire).

parole di Latifah | 14:23 | commenti (12) | visioni2005

sabato, 08 ottobre 2005

Due film

Romanzo criminale

Buon ritmo, buona recitazione (ogni tanto avrei avuto bisogno di sottotitoli per seguire i dialoghi in romanesco, ma ci si può passare sopra), buona regia, attori ‘boni’ (il che non guasta), un ottimo spaccato di storia e misteri d’Italia. Non me la sono mai sentita di affrontare la lettura del romanzo di Giancarlo De Cataldo, anche se più persone me lo avevano segnalato come uno dei migliori libri “di genere” usciti negli ultimi 10 anni. E ora, naturalmente, mi è venuta voglia di leggerlo.

Nel film, in due ore e mezza, l’attenzione non cala mai, non c’è un momento di noia, una scena superflua. Ecco, forse mi è sembrato un po’ forzato il personaggio della ragazza perbene (Jasmine Trinca) che si innamora del cattivo (il “Freddo”, Kim Rossi Start, qui al livello del ruolo in “Cuore cattivo” che dieci anni fa lo consacrò, almeno nel mio giudizio, come “attore vero”). Ma si sa, per noi donne le ragioni del cuore prevalgono sul cuore della ragione…

Applausi a Michele Placido e a tutta la banda di attori. Con un premio speciale al “Nero”, Riccardo Scamarcio, che diventa il mio nuovo sogno erotico insediando il posto a Valerio Mastandrea, grande assente in questo film.
(Be’, che c’è di male ad avere Mastandrea come sogno erotico? Ognuno c’ha i sogni erotici che si merita…).

Qualcuno di voi forse si sarà accorto che c’è un errore nella scena dello scoppio della bomba alla stazione di Bologna. Io non ci avevo fatto caso, lo ammetto, ma ad esplodere, nel film, è l’ala a destra dell’ingresso, non quella a sinistra. La produzione si è giustificata con “motivi tecnici” dovuti agli effetti speciali. 

Voto: 8



 

Viva Zapatero

Ci sono andata un po’ prevenuta, e invece… Mi sono non soltanto divertita, ma scandalizzata, angosciata, vergognata. Anche se Sabina Guzzanti eccede nell’auto-incensarsi (e nel farsi incensare), assumendosi il ruolo della “grande censurata”. Dello stile Michael Moore hanno già detto tutti, io aggiungo che comunque non è facile pensare un documentario sulla cancellazione di un programma televisivo e trasformarlo in una presa di coscienza collettiva sui problemi della censura e dell'informazione. Insomma, non era un’operazione facile, ed è riuscita.

Dal cinema è invece facile uscire con un pensiero triste, almeno per chi la pensa come me. Questa sinistra, anche se vince, è perdente. Memorabili, al proposito, almeno tre spezzoni: l’intervento di Luciano Violante alla Camera (che svela candidamente tutte le promesse fatte a Berlusconi & co. Tipo “lo sapete benissimo che vi avevamo assicurato che non avremmo toccato le televisioni”. Tornerò a vederlo anche solo per godermi fino in fondo questa scena…); poi c’è un Claudio Petruccioli, allora presidente della Commissione Vigilanza sulla Rai, che si arrampica sugli specchi semi-balbettando quando parla di censura; infine, Lucia Annunziata che motiva il suo voto favorevole alla cancellazione di Raiot anche perché infastidita dalla parodia che le aveva dedicato la Guzzanti. Parodia che, tra l’altro, è davvero difficile distinguere dall’originale.

Voto: 7.5 

Contatore: 22 film visti al cinema nel 2005 (più 2 ancora da recensire).

parole di Latifah | 14:05 | commenti (45) | visioni2005

Una soluzione

And the winner is...

E' kAy979 la vincitrice del mio quiz cinematografico. A lei, al più presto, va la possibilità di andare al cinema assieme a me (però il film lo scelgo io, eh! Magari si va in una delle due sale vicine a casa mia...).

Ecco la soluzione, con i voti:

1) Romanzo criminale, 8
2) Viva Zapatero, 7.5
3) Lavorare con lentezza, 7
4) La bestia nel cuore, 6.5

Prossimamente, su questi schermi, anche i miei appunti sui film (quando avrò un po' di tempo per buttarli giù...)

parole di Latifah | 11:31 | commenti (3) | visioni2005

giovedì, 06 ottobre 2005

Un quiz cinematografico

Il mio voto a quattro film italiani

Gli ultimi tre film che ho visto al cinema sono, in ordine cronologico dal più recente (ieri sera), Viva Zapatero, Romanzo criminale e La bestia nel cuore. In estate ho visto anche Lavorare con lentezza, di cui non ho ancora scritto la mia classica "schedina". Quattro film italiani, dunque, ma di genere molto diverso.

Provate a indovinare il mio voto a ognuno di loro, oppure - vi vengo incontro - almeno l'ordine di preferenza.

Cosa si vince? Nulla, è solo un gioco  (però, se abitate dalle mie parti, vi potrei offrire una serata al cinema...)

Prossimamente, su questi schermi, la soluzione.

parole di Latifah | 15:15 | commenti (23) | visioni2005

mercoledì, 05 ottobre 2005

Un film che non vedrò

Benigni ti voglio bene, ma...

Non andrò a vedere "La tigre e la neve", l'ultimo film di e con Roberto Benigni. Mi è bastato il trailer. Già "La vita è bella" mi sembrò un'operazione, in due parole, facilona e ammiccante. Ora 'sta storia di un poeta in Iraq, con l'immancabile e insopportabile Nicoletta Braschi, proprio non m'ispira.

Stasera, invece, dovrei finalmente riuscire a vedere "Viva Zapatero". Sempre che colui che si è offerto di accompagnarmi sopravviva ai miei esperimenti culinari pseudo indiani... Il menù prevede infatti riso gange con zenzero fresco, pollo al curry e lenticchie speziate. Il problema è che mi manca il cumino: ho girato tutti i negozi paki della zona, e non sanno nemmeno cosa sia. Mi dovrò accontentare di curcuma, zenzero e peperoncino. Male che vada, c'è sempre un piadinaro sotto casa...

parole di Latifah | 16:49 | commenti (34) | cibo, visioni2005

sabato, 01 ottobre 2005

Un libro e un film

Il grande sonno

"Erano pressappoco le undici del mattino, mezzo ottobre, sole velato, e una minaccia di pioggia torrenziale sospesa nella limpidezza eccessiva là sulle colline. Portavo un completo blu polvere, con camicia blu scuro, cravatta e fazzolettino assortiti, scarpe nere e calzini di lana neri con un disegno a orologini blu scuro. Ero corretto, lindo, ben sbarbato e sobrio, e me ne sbattevo che lo si vedesse. Dalla testa ai piedi ero il figurino del privato elegante. Avevo appuntamento con quattro milioni di dollari."  
(Traduzione: Oreste del Buono)

E’ così che Philip Marlowe si presenta, in prima persona, nell’incipit del romanzo Il grande sonno. Non avevo mai letto nulla di Raymond Chandler (1888-1959), se non – distrattamente – un paio di racconti. E anche questo libro l’ho letto – devo ammettere – con un po’ di discontinuità, diciamo più che altro nei weekend. Così non sono riuscita a seguire bene l’intreccio, che ho trovato un po’ complicato. Ma pare che io non sia l’unica, se persino gli attori del film diretto da Howard Hawks, a produzione ultimata, confessarono di non aver capito del tutto la trama...

Ma, intreccio a parte, quel che ho apprezzato di più del romanzo (oltre all’indubbio fascino di Marlowe) è la sorprendente modernità del linguaggio. Forse la traduzione di Odb non rende pienamente giustizia allo stile di Chandler: perché, ad esempio, definire Marlowe un “privato”, e basta? Trovo questa parola irritante. Nessun Tom Ponzi, in Italia, si presenterebbe usando questa parola: “Salve, sono un privato”, ma dai! Non amo certo l’uso esagerato di parole straniere, quando sono traducibili, ma in questo caso “detective” sarebbe più che accettabile, oppure “investigatore privato”, ma privato e basta NO! Anche perché nell’incipit la frase originale è questa: “I was everything the well-dressed private detective ought to be”.
(Eh, lo so, non ho un carattere facile…).

A ruota, ho visto – ehm, sempre un po’ distrattamente, sdraiata sul divano, con qualche pisolino qua e là… - anche il dvd del film, con gli splendidi Humphrey Bogart e Lauren Bacall. Anche in questo caso, l’atmosfera, i personaggi e i dialoghi battono decisamente l’intreccio, oltretutto “sfumato” nelle parti più scabrose relative al traffico di materiale pornografico: non per niente, siamo nel 1946.

Tornando al romanzo, soltanto a lettura ultimata, e facendo alcune ricerche in vista di scrivere questa mia umile schedina, ho scoperto che esistono dei rimandi non casuali tra la produzione marlowiana di Chandler e l’opera di T.S.Eliot, l’autore che mi ha fatto innamorare della poesia, e della letteratura in generale, al liceo.

Ma il titolo – continuavo a chiedermi mentre leggevo il libro – cosa c’entra? Bisogna arrivare all’ultima pagina del romanzo per scoprirlo, mentre la “chiave” si perde del tutto nel film:

“Cosa importa dove si giace quando si è morti? In fondo a uno stagno melmoso o in un mausoleo di marmo alla sommità di una collina? Si è morti, si dorme il grande sonno e ci se ne fotte di certe miserie”.

Voto: 8 (al libro e al film)

Contatore: 14 libri letti nel 2005 (più altri 3 o 4 ancora da recensire... e 3 o 4 in lettura ora. Sono diventata un po' discontinua, ma negli ultimi mesi ho cambiato più volte casa, e la mia abitudine alla lettura ne risente parecchio).

parole di Latifah | 17:07 | commenti (3) | visioni2005, letture2005

mercoledì, 07 settembre 2005

Due film

La guerra dei mondi e Matrix

Una strana accoppiata? Non tanto. Sarà che ho visto questi due film a pochi giorni di distanza (anche se ormai sono passati due mesi, ma ho avuto altro da fare, e da scrivere, ahimè), e ho trovato alcuni punti di contatto: “La guerra dei mondi” al cinema, “Matrix” in dvd. Due modi diversi di proporre la lotta del bene contro il male.

Comincio dal filmone di Steven Spielberg. Che – lo dico subito - mi ha deluso… Mi aveva comunicato molta più tensione il trailer, in cui gli extraterrestri non si vedono ma si possono soltanto intuire. Quello che non funziona, in questo film, sono proprio loro, i “marziani”: i tripodi che spuntano dal sottosuolo, dove sono rimasti “addormentati” per chissà quanti secoli, fanno molto fantascienza anni ’50 (e forse l’effetto è voluto). Ma soprattutto i “formiconi”, evoluzione malvagia del buon vecchio E.T., sono ridicoli e pure un po’ noiosi.
Per il resto, Tom Cruise incarna il ragazzone immaturo che, nella tragedia, riscopre i valori della paternità e della famiglia: una moralina disturbante molto made in Usa. Bravissima la bimba (Dakota Fanning), vera protagonista del film, da Oscar. Il resto è un mix tra l’11 settembre e the day after, con un pizzico di Vietnam. Déja vu.
Certo, qualche brivido resta. All’uscita del cinema, soffiava un vento strano… e mentre tornavo a casa speravo che non si fermasse l’auto. E pochi giorni dopo, sul balcone, osservavo i fulmini che annunciavano l’ennesimo temporale di questa strana estate, e ho provato un senso di inquietudine che non mi abbandona ancora. In questo Spielberg è maestro: nell’indagare, e mettere a nudo, le paure della nostra epoca. La minaccia alla nostra civiltà, ora, può arrivare sia dall’alto che dal sottosuolo… New York e Londra lo confermano.
Voto: 7,5

Anche in “Matrix” ci sono dei “formiconi”: non vengono da un altro mondo, ma sono macchine create dall’uomo e che all’umanità si sono ribellate. E’ possibile che non esista un altro modo non insettomorfo per rappresentare l’alieno, o comunque il cattivo e diverso da noi? Bah. Però il film è intrigante e gli effetti speciali notevoli. Probabilmente sono una delle poche persone che ha aspettato sei anni per vederlo… Cambiare vita serve anche a questo: allargare i propri orizzonti un po’ in tutti i campi.
Voto: 8

Contatore: 20 film visti al cinema nel 2005.

parole di Latifah | 19:12 | commenti (12) | visioni2005

venerdì, 15 luglio 2005

Un film (in dvd)

Dogma

La battuta più bella è nei titoli di testa, una sorta di disclaimer per prevenire eventuali accuse di blasfemia: "Anche Dio ha senso dell'umorismo: guardate l'ornitorinco".

Per il resto, Dogma di Kevin Smith è una boiata pazzesca. Un film noioso che vuole prendere in giro il cattolicesimo e i dogmi religiosi in generale, con un'accozzaglia di figure pseudo-bibliche: due angeli ribelli che vogliono tornare in paradiso (Ben Affleck e Matt Damon), un 13° apostolo nero che vuole far riscrivere la bibbia, l'ultima discendente di Gesù Cristo che lavora in un consultorio per donne che vogliono abortire (Linda Fiorentino), una musa che ha perso l'ispirazione (Salma Hayek), vari demoni e un dio femmina (Alanis Morissette) che si diverte a prendere sembianze umane per giocare a flipper.

Ai cinefili che amano il genere "famolo strano" sarà piaciuto. Questo conferma che io non capisco nulla di cinema. Per fortuna, almeno in questo campo non esistono dogmi...

Voto: 5

parole di Latifah | 12:12 | commenti (17) | visioni2005

lunedì, 27 giugno 2005

Una serie di film

Brevi “schedine” (non ho tempo!)

Visto che ormai aggiornare il blog per me è un lusso, provo a buttare giù poche righe di appunti sulle ultime visioni al cinema. Altrimenti, nel giro di poche settimane rischio di dimenticare che cosa ho visto. Colpa del super-lavoro, e dell’età che avanza...

La febbre di Alessandro D’Alatri
Filmino carino, di quelli che vedi volentieri perché ti ci identifichi. In fondo, siamo tutti geometri con l'ambizione di diventare artisti, o di aprire un locale alternativo, no? Fabio Volo mi piace, lo avevo apprezzato anche in "Casomai", e qui si conferma un non-attore che sa tenere la scena meglio di tanti altri attori. Cameo di Arnoldo Foà nella parte del presidente della Repubblica. Fastidio per l'ingombrante presenza pubblicitaria di una birra italiana, con il marchio sempre in primo piano.
Voto: 7

Le crociate di Ridley Scott
Questo me lo sono già dimenticato o quasi. Non amo i film "cappa e spada" e nemmeno i kolossal, però - semplificando - mi è piaciuto di più rispetto a "Il gladiatore". Solita parata di attoroni, da Liam Neeson a Jeremy Irons, da Edward Norton (ottimo e riconoscibilissimo nonostante la maschera sul volto) a Orlando Bloom. Belle le scene di battaglia (anche se le migliori, nel genere, per me restano quelle iniziali di "Giovanna d'Arco" di Luc Besson). E Saladino non è poi così feroce...
Voto: 7

Sin City di Frank Miller e Robert Rodriguez più Quentin Tarantino
Non conoscevo il fumetto, quindi non posso giudicare la trasposizione sullo schermo. Ma tecnicamente è un gran film. Violento, sì, ma non fastidioso, grazie alla preponderanza del bianco-bianco/nero-nero, con qualche macchia di colore. Troppo lungo, difetto che accomuna quasi tutti i film che ho visto ultimamente. Una gioia per gli occhi maschili, grazie alla parata di bellezze capitanata da Jessica Alba e Rosario Dawson, e parata di attoroni, con un irriconoscibile Mickey Rourke, il solito Bruce Willis e un Benicio Del Toro ciccione.  
Voto: 8

Quo vadis, baby? di Gabriele Salvatores
Me ne avevano parlato molto bene, così avevo aspettative alte che sono andate deluse, come spesso accade in questi casi. Tratto dall'omonimo romanzo della scrittrice-attrice-cantante bolognese Grazia Verasani, offre un'immagine noir di Bologna forse un po' stereotipata. Se non lo boccio con un'insufficienza è per motivi affettivi, sia legati alla città che alla protagonista Angela Baraldi, un po' attrice, un po' cantante, magari diventerà scrittrice pure lei, chi lo sa... Di lei ho un ricordo legato ai suoi esordi di recitazione: frequentammo assieme un seminario di tango argentino e per due settimane fu la mia tanguera, visto che - come al solito - di ballerini maschi non c'era manco l'ombra. Salvatores l'ha imbruttita a dismisura, ma continua ad esercitare un fascino un po' maudit. E' l'unica donna per cui abbia mai provato una specie di attrazione... Ignobile, invece, la recitazione della co-protagonista Claudia Zanella, che sfigurerebbe persino in una televendita di pentole e "cucchiò". Si salva Gigio Alberti. Ma sono tutti poco credibili.
Quel che mi è piaciuto di più di questo film è il filo conduttore della potenza dell'immagine: dal filmino in super8 (per rendere i ricordi d'infanzia) all'obiettivo fotografico (l'occhio attraverso il quale la detective Baraldi spia mogli infedeli), dalle videocassette (che riportano "in vita" la sorella della protagonista, suicidatasi anni prima) al fascino del grande schermo (il titolo è una citazione da "Ultimo tango a Parigi", il protagonista maschile è un regista, manifesti cinematografici sono un indizio per svelare la trama, che d'altra parte si intuisce dopo 10 minuti). Fino all'immagine riflessa nei vetri e negli specchi. Tutto è finzione, insomma. Ma è anche, molto spesso, banalità trita e ritrita.
Voto: 6,5

Batman Begins di Christopher Nolans
Si dice che chi ben comincia è a metà dell'opera. Qui, invece, si comincia bene, ripercorrendo i primi anni di vita di Bruce Wayne (un insipido Christian Bale) e le motivazioni che lo porteranno a diventare l'uomo pipistrello per salvare Gotham dalla corruzione. La morale è che bisogna affrontare le paure per vincerle (ma dai?). Poi sarà stata la stanchezza accumulata con i ritmi di lavoro che sono costretta a sopportare negli ultimi tempi, sarà stata l'ora tarda, ma da quando sulla scena appare Batman mi sono addormentata, e del film non so dirvi altro. Anche questo dura troppo, comunque, e i big (Michael Caine, Morgan Freeman, Liam Neeson, Rutger Hauer) reinterpretano loro stessi senza un guizzo. Noia nonostante la profusione di effetti speciali.
Voto: 6

Contatore: 19 film visti al cinema nel 2005. 

parole di Latifah | 12:00 | commenti (7) | visioni2005

martedì, 14 giugno 2005

Un film

Una lunga domenica di passioni

[L’ho visto ormai due mesi fa, e il ricordo delle emozioni si è già annacquato. Sono rimasta indietro in tutto, travolta dalla mia nuova quotidianità, eppure sto trovando un nuovo equilibrio: perciò voglio sforzarmi di riprendere ad aggiornare anche questo mio “taccuino” con le schede dei libri letti (troppo pochi...) e dei film visti.]


Amore e guerra: un’accoppiata classica, quella di  “Una lunga domenica di passioni”, ma Jean Pierre Jeunet sa renderla in modo originale, pennellando sullo schermo i colori freddi della terribile vita di trincea, alternati alle tinte calde dei sentimenti, con un giusto equilibrio.

Non sono un’adepta del “Meraviglioso mondo di Amélie” (di Jeunet ho preferito “Delicatessen”), ma qui Audrey Tatou è perfetta nella parte della giovanissima orfana disabile, Mathilde, che resta vedova ancor prima di sposarsi, perché il fidanzato, Manech, viene dato per morto al fronte, condannato a morte perché si era ferito da solo per ottenere una licenza. Ma la nostra eroina non si rassegna e comincia la propria indagine...

Da segnalare un cameo di Jodie Foster, superlativa, qui alle prese con un tentativo di fecondazione eterologa d’antan: il marito, sterile, incarica un amico di metterla incinta, per ottenere – anche lui – la licenza per paternità, con la speranza che nel frattempo la guerra finisca.

Una curiosità: nel film i due innamorati, lei a casa, lui al fronte, si rifugiano nei ricordi tipici di una coppia. Uno di questi è la scritta “MMM”. Io l’ho capita solo a film finito: sta per “Matech aime Mathilde”, perché “aime” si pronuncia “em”, proprio come la lettera dell’alfabeto. Insomma, un TVB d’altri tempi...

Voto: 7,5

Contatore: 14 film visti al cinema nel 2005 (più altri 3 ancora da recensire).

parole di Latifah | 13:15 | commenti (6) | visioni2005

sabato, 23 aprile 2005

Un film

Le avventure acquatiche di Steve Zissou

(Della serie: proviamo a cambiare discorso...)

I film ambientati *nel* mare mi sono sempre piaciuti moltissimo, anche quando non sapevo nuotare e avevo paura dell’acqua. L’ultimo che ho visto è Profondo blu, ma il mio cult è Le grand bleu (invece non ricordo bene Atlantis, sempre di Luc Besson: lo vorrei proprio rivedere).

Non sono sicura se aggiungere a questa categoria anche “Le avventure acquatiche di Steve Zissou”, di Wes Anderson. Questo, infatti, è un film bizzarro, una sorta di parodia, dissacrante ma affettuosa, delle imprese di Jacques Cousteau, oceanografo e documentarista che per primo ha fatto scoprire al grande pubblico le meraviglie del “sesto continente”.


Qui il comandante Cousteu, è appunto, Steve Zissou, interpretato dall’ottimo Bill Murray (affiancato da un cast di stelle, tra cui Cate Blanchett, Anjelica Huston, Jeff Goldblum e Willem Dafoe).

Come si legge nel sito ufficiale, Zissou “è un leggendario esploratore subacqueo, notoriamente arrogante, nonché celebre in tutto il mondo per i suoi documentari sulla vita degli abissi”, ma in declino. Il suo socio e grande amico è stato appena divorato da uno “squalo giaguaro”, così il nostro eroe decide di partire per la grande impresa: uccidere (e filmare) la belva assassina.

La trama, però, è un po’ ingarbugliata, la sceneggiatura a volte “fa acqua”, si sorride ma spesso ci si annoia, e il finale lascia (volutamente?) freddi.

I veri punti di forza di questa avventura acquatica (inizialmente il film è stato distribuito con il titolo “Acquatici lunatici”), oltre agli attori, sono le immaginifiche creature marine (oltre allo squalo giaguaro, Anderson inventa meduse luminescenti, granchi caramellati e un graziosissimo cavalluccio multicolor). Da citare anche la colonna sonora, con celebri canzoni di David Bowie interpretate in portoghese da Seu Jorge, e le scenografie, in particolare la nave Belafonte e il sottomarino giallo stile Beatles. Ma la sensazione generale che mi ha lasciato è di perplessità.

Voto: 6,5

Contatore: 13 film visti al cinema nel 2005.

parole di Latifah | 15:33 | commenti (4) | subacquea, visioni2005

lunedì, 11 aprile 2005

Un film

Profondo blu

Se vi siete divertiti con gli insetti protagonisti di “Microcosmos”, se avete trattenuto il fiato seguendo i voli del “Popolo migratore”, se amate la natura e gli animali, se siete subacquei o semplici “snorkeler”, se siete perennemente sintonizzati sui canali di documentari, se gli occhi di un cucciolo di foca vi commuovono, se l’apparizione di una balena blu vi emoziona, se gli abissi vi incuriosiscono… per tutti questi e per tanti altri motivi, “Profondo blu” è un film da non perdere.

Qualche dato: è costato 5 milioni di dollari (prodotto dalla Bbc), i registi Alastair Fothergill e Andy Byatt hanno diretto 20 squadre di operatori specializzati, in 200 location sparse nei cinque continenti, per mille giorni di riprese in un arco di cinque anni, toccando la profondità di oltre 5000 metri grazie a batiscafi.

Un “kolossal” naturalistico, insomma, anche se è arduo chiamarlo documentario. Questo film, infatti, più che dare risposte, suscita domande, perché il commento della voce fuori campo è limitato al minimo. E’ quindi, soprattutto, un grandioso collage di immagini e musica, con una maestosa colonna sonora composta da George Fenton e interpretata dall’Orchestra Filarmonica di Berlino.

Lo spettacolo è sorprendente: dai tuffi degli albatros in apnea a caccia di sardine, ai voli dei pinguini imperatore che riemergono sulla lastra di ghiaccio dove “sverneranno” a –70 gradi; dalle orche che annegano un cucciolo di balena grigia, ai quasi sconosciuti organismi “elettrificati” che vivono nella profondità, dove la luce non penetra; e l’orso bianco che cerca di agguantare le balene beluga intrappolate nei ghiacci, e delfini, e squali, e tartarughe…

Ecco, mi è già venuta voglia di rivederlo!



Al film è abbinato anche un concorso di Legambiente rivolto agli alunni di elementari e medie. E’ inoltre
in commercio un libro (“Il pianeta blu. Storia naturale degli oceani”), ad un prezzo davvero eccessivo (47 euro), ma forse ci farò un pensierino… Informazioni sul sito ufficiale del film.

Voto: 8

Contatore: 12 film visti al cinema nel 2005 (che poi sarebbero 14, ma sono rimasta indietro con le mie schede…)

parole di Latifah | 12:24 | commenti (17) | animali, subacquea, visioni2005

sabato, 02 aprile 2005

Un film

Il mercante di Venezia

A volte un film rimane impresso nella memoria per un’atmosfera, un paesaggio, una battuta. Persino per un solo fotogramma. E’ quello che mi è successo con Il mercante di Venezia, il film tratto dall’opera shakesperiana e diretto da Michael Radford. Eccolo:

 

E’ Lynn Collins nel ruolo di Porzia, la protagonista femminile. Quando è comparsa sullo schermo sono rimasta senza fiato. Sembrava un ritratto rinascimentale, quasi un’opera del Ghirlandaio...
 

Poi, certo, c’è Al Pacino, grande interprete dell’ebreo Shylock. E ci sono anche Jeremy Irons (Antonio) e Joseph Fiennes (Bassanio), personaggi che risultano un po’ scialbi. E anche la trama è, come dire, un po’ out-of-date (non per niente, siamo alla fine del Cinquecento), ma i temi trattati sono attuali. Bassanio, per aspirare a diventare sposo di Porzia, chiede soldi in prestito all’amico Antonio (il mercante), il quale, a corto di liquidi, si rivolge all’usuraio ebreo Shylock. Questi chiede, in garanzia, una libbra di carne di Antonio. Storia d’amore, d’amicizia e di in-giustizia, ma soprattutto un anatema verso l’intolleranza religiosa e il razzismo.

"Non ha occhi un ebreo? non ha un ebreo mani, organi, membra, sensi, emozioni, passioni? non si nutre dello stesso cibo, non è ferito dalle stesse armi, non è soggetto alle stesse malattie, non è scaldato e gelato dalla stessa estate e dallo stesso inverno come un cristiano? se ci pungete, non facciamo sangue? se ci avvelenate, non moriamo?"

Il difetto principale di questo film sta proprio nella sua origine teatrale, e in particolare nel testo, quantomeno nella traduzione italiana (in particolare i verbi tronchi, insopportabili - per me - in un’opera cinematografica). Da ri-vedere, ma a teatro.

In compenso, mi ha fatto venire un desiderio fortissimo di rivedere Venezia, vera protagonista del film, magica e struggente come non mai grazie alla fotografia di Benoit Delhomme. L’ultima volta che ci sono stata risale a una decina d’anni fa, il giorno del mio compleanno, a passeggiare proprio per le strade del Ghetto con mia madre. Ma Venezia è stata soprattutto il mio rifugio solitario in due occasioni. In particolare, un soggiorno-studio di due settimane dedicato alla danza, ormai 20 anni fa: lezioni mattino e pomeriggio, sull’isola di San Giorgio, con maestri come André de la Roche e Lindsay Kemp. Allora pensavo che sarei diventata ballerina professionista o coreografa... Poi la vita mi ha fatto prendere una strada diversa. Ma i viaggi mentali (come dimostra anche il mio blog) non ho smesso di farli, e mai smetterò.

Voto: 7

Contatore: 11 film visti al cinema nel 2005. 

parole di Latifah | 17:36 | commenti (14) | viaggi, personale, visioni2005

martedì, 29 marzo 2005

Un film

La morte sospesa

Sono rimasta un po’ indietro con le mie “schede” sui film, così riprendo dall’ultimo che ho visto: “La morte sospesa”, diretto da Kevin MacDonald e tratto dall’omonimo libro scritto da Joe Simpson,  protagonista della vicenda assieme a Simon Yates. E’ il 1985 e i giovani Joe e Simon, alpinisti esperti, decidono di scalare una cima sino ad allora inviolata: la Siula Grande, nelle Ande peruviane. Ma è nella discesa che accade un incidente: Simon si spezza una gamba. Joe decide di calarlo con una corda, impresa di per sé difficilissima, ma un altro imprevisto è in agguato, tanto da mettere la vita di entrambi a repentaglio. Joe si trova a prendere una decisione estrema: tagliare la corda che lo lega all’amico (senza sapere se Simon sia già morto o no).

“La morte sospesa”, dunque, è un po’ film, un po’ documentario, ovvero – come si dice ora – è un docu-drama, girato tra il Perù e le Alpi. Due attori interpretano Joe e Simon, che raccontano davanti a una telecamera, in uno studio, la storia dai rispettivi punti di vista. Le interviste sono intercalate dalla ricostruzione della vicenda, con le parti di Joe e Simon affidate a due stuntmen (anche se, come rivela imdb, alcune scene in parete sono state interpretate dagli stessi Simpson e Yates, ritornati per la prima volta sulla Siula Grande per seguire le riprese).

Ma la vera protagonista del film è la montagna, grandiosa, affascinante e crudele. Io sono una creatura di pianura e di città: non scio, la neve mi sta antipatica e, soprattutto, soffro di vertigini. Al massimo mi concedo qualche tranquilla passeggiata montana d’estate, ma evitando gli strapiombi... Però sono riuscita ad identificarmi ugualmente con i protagonisti, perché pensavo alla subacquea, attività considerata “estrema” (spesso a torto) proprio come l’alpinismo. In entrambi gli sport, è fondamentale l’affiatamento con il compagno, unico mezzo di salvezza in caso di pericolo. Oltre alla preparazione fisica, è necessaria una grande freddezza mentale, perché le decisioni in situazioni d’emergenza vanno prese in pochi secondi. Anche le più difficili...

Tornando al film, c’è forse qualche scena di troppo nella parte finale, che può scadere un po’ nella noia. Tanto, il finale, anche se non lo si conosce, lo si può immaginare, visto che sia Joe che Simon possono raccontare quanto è successo... Il doppiaggio, poi, è vagamente fastidioso: nella prima scena è stato deciso di lasciare l’audio inglese in sottofondo, come si usa nei documentari, mentre in tutte le successive interviste gli attori sono stati doppiati. Attori che, peraltro, risultano un po’ “finti”. Le riprese in quota, invece, sono tecnicamente ineccepibili e mozzafiato.

Voto: 7

Contatore: 10 film visti al cinema nel 2005. 

parole di Latifah | 14:29 | commenti (4) | visioni2005

domenica, 20 marzo 2005

Un film

Donnie Darko (in VHS)

A me piace vedere i film senza avere letto recensioni prima, per non avere pre-giudizi: così a volte ho delle piacevoli sorprese, o persino la fortuna di ammirare dei capolavori. Stavolta, invece, rimpiango di non essermi informata prima di noleggiare, in vhs, Donnie Darko, di Richard Kelly.

E’ un banale film di fantascienza per ragazzini sullo stra-abusato mito del viaggio nel tempo. Ambientato nella provincia americana di fine anni ’80, è infarcito di figure stereotipate: il protagonista è un liceale di intelligenza nettamente superiore alla media e (perciò?) schizofrenico. Ha delle visioni ricorrenti: un coniglione con un teschio al posto del muso che costringe il nostro eroe - per salvarlo - a combinare delle cattiverie, come allagare la scuola o incendiare la casa dell’imbonitore che vende parole d’amore ma in realtà è un pedofilo carceriere di bambini. Tra i suoi compagni di scuola c’è la bellina-sfortunata-maledetta e il bellone-antipatico-cattivo. I professori sono in gran parte insensibili e antiquati. Poi c’è la classica festa di Halloween, la televisione che di notte “fa la neve” (citazione di Poltergeist?) e pure una “nonna morte” che era una scienziata, poi è diventata una viaggiatrice del tempo e sembra una zombie. Insomma, un pot-pourri di film “de (fanta)paura”, genere che a me non dice proprio nulla. Sarà che non capisco niente di cinema… ma possibile che qualcuno consideri questa roba un cult?

Per fortuna il noleggio della cassetta mi è costato solo 1 euro e mezzo, altrimenti sarei molto, ma molto più arrabbiata.
Si salva solo la colonna sonora, con pezzi dei Duran Duran e altri classici degli anni '80 che mi ricordano un po’ la mia adolescenza. Per il resto, era meglio se stiravo e facevo il bucato, in queste due ore.

Voto: 5

parole di Latifah | 21:34 | commenti (29) | visioni2005

mercoledì, 02 marzo 2005

Un film

Million Dollar Baby

Sono contenta per il vecchio Clint, che si è portato a casa un bel bottino di Oscar. Però… insomma, a me “Million Dollar Baby” non ha convinto del tutto. Certo, ho pianto un’ora, e se un regista riesce a suscitare emozioni così profonde, oltretutto senza colpi bassi, vuol dire che ci sa fare (ma io sono una gran piagnona, quindi non conta!). Clint Eastwood è di sicuro un grande pittore di sentimenti. Però… ecco, diciamo che questo film mi ha lasciato una sensazione di dèja vu.

Non voglio parlare della trama, perché se lo avete visto sapete già di cosa tratta, e se non lo avete visto è preferibile non sapere dove va a parare, questa storia di boxe e di solitudine, di vittorie e di sconfitte. Se volete una recensione puntuale, leggete quella di Emanuela Zini (ma dopo aver visto il film, mi raccomando!).

Bravi gli attori, belle luci, dialoghi intensi. Sì sì, nulla da dire. Ma paragonare il cinema “classico” di Clint Eastwood – come fanno alcuni cineblogger e parecchi critici – a quello di nomi come Tarantino, Kitano e Lynch mi sembra francamente esagerato.

Voto: 7,5.

Contatore: 9 film visti al cinema nel 2005. 
 

parole di Latifah | 12:14 | commenti (20) | visioni2005

lunedì, 21 febbraio 2005

Un film

Il segreto di Vera Drake

Se fossi un membro dell’Academy, saprei già a chi assegnare l’Oscar per la migliore attrice femminile: a Imelda Staunton, già vincitrice della Coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia, per “Il segreto di Vera Drake”. E confermo il mio giudizio anche dopo aver visto “Million Dollar Baby”: sì, Hilary Swank è brava, nulla da dire. Ma il personaggio di Vera Drake, la domestica buona e generosa che nell’Inghilterra degli anni ’50 “aiuta ragazze in difficoltà” (procurando aborti), è più profondo.

Già che ci sono, darei il mio voto a questo film anche come migliore regia e migliore sceneggiatura originale, entrambe firmate da Mike Leigh. E peccato che le nomination siano tutte qui... Secondo me, ne meritava almeno un’altra: per la fotografia.


Un altro pregio: la rappresentazione della stratificazione sociale, che mostra – semplifico - come l’aborto fosse considerato “legale” per una ragazza borghese, che può pagare lo psichiatra e la clinica, e forzatamente “illegale”, in quanto inavvicinabile, per le donne dei ceti
più bassi.


Un difetto? Quello che trovo in quasi tutti i film che mi sono piaciuti molto: un personaggio sopra le righe. E’ quello della cognata di Vera Drake, troppo “antipatica”, troppo “bellina”, troppo.


Voto: 8.5

Contatore: 8 film visti al cinema nel 2005.


parole di Latifah | 12:08 | commenti (19) | visioni2005

giovedì, 17 febbraio 2005

Un film
Ferro 3 - La casa vuota

Difficile dire se il mondo in cui viviamo sia realtà o sogno”.

Ormai, su questo film di Kim Ki-Duk, c’è poco da dire. Se l’avete visto, sapete già che è (quasi) un capolavoro. Se non l’avete visto, be’, fate presto…

Di mio posso aggiungere questo: vorrei tanto che il bel protagonista di “Ferro3 – La casa vuota” entrasse nel mio appartamento. Ho parecchia roba sporca da lavare e parecchi oggetti da riparare. Però, per favore, lasci stare la bilancia

Infine, un appello: qualcuno sa se la canzone che fa da leit-motiv alle varie “occupazioni” è araba? Perché parecchi visitatori, arrivati qui dai motori di ricerca, me lo chiedono. Io ho trovato solo il nome del compositore della colonna sonora: “musiche di Slvian”. Che sia David Sylvian?
A me, comunque, la canzone sembrava koreana…

Voto: 9,5

Contatore: 7 film visti al cinema nel 2005. 


Aggiornamento (ore 17.15)

Ebben