[Caravanserraglio]
Pensieri, parole, opere e... viaggi (reali e mentali) di Latifah
 











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Smettiamola!







venerdì, 07 marzo 2008

Uno spazzolino da denti

Quando gli oggetti sono in rivolta

Pioveva forte, stanotte. Ma non è stato il ticchettio della pioggia a svegliarmi. Erano da poco passate le 5 quando dal bagno si è levato un rumore metallico. Sembrava che il lavandino stesse tremando.
Intontita dal sonno, ho pensato che fosse la tempesta, a creare una sorta di pressione nei tubi. Succede, a volte.

Ma quel rumore era ritmico, insistente.
Come se qualcuno stesse battendo con un attrezzo sul lavabo.
Ero persino un po' spaventata, quando ho deciso di alzarmi.

Non credevo ai miei occhi, quando ho scoperto l'autore di quel baccano.
Era lo spazzolino da denti.

Ho preferito non chiedermi come si potesse essere acceso da solo. E perchè fosse lì, dentro al lavandino.
L'ho spento, riposto nel bicchiere e sono tornata a letto.

Stavo quasi per riaddormentarmi quando ho sentito una sommessa vibrazione. Sono tornata in bagno e lo spazzolino stava pulsando nervosamente, quasi per farsi spazio tra il dentifricio e il rasoio.
L'ho preso, spento e riposto su un mucchietto di panni sporchi.

Io non ho più preso sonno. Lo spazzolino, invece, sì. Per fortuna.

Stamattina - lo ammetto - avevo un po' di timore ad entrare in bagno.
Forse è meglio tornare ad uno spazzolino manuale...

parole di Latifah | 15:42 | commenti (3) | personale

martedì, 06 novembre 2007

Un breve dialogo

Il telefonino visto da uomo e donna

D: "Sai, oggi ho visto un regalo che mi potrei fare a Natale... E' il nuovo telefonino griffato Mandarina Duck, di Alcatel. Guarda che carino!"

U: "Ah. E che cos'ha di speciale? A parte il colore, intendo... Caratteristiche tecniche?"

D: "Uh. E che ne so? E' carino... ogni tanto un oggetto fru fru ci vuole, no?"

Anche in questo, gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere...

parole di Latifah | 17:18 | commenti (3) | personale

sabato, 05 maggio 2007

Un riepilogo

Blog in sonno

Ho aperto il Caravanserraglio più di tre anni fa, ormai. Per me è stata un'esperienza interessante, stimolante e soprattutto rivoluzionaria: se la mia vita, un paio di anni fa, ha subito un capovolgimento, lo devo proprio a questo blog.

Ma da mesi, ormai, non ho più il tempo né la voglia per aggiornarlo.

Che fare, allora?

No, non voglio chiuderlo. Perché, come scrivevo nel primo post, il caravanserraglio è un "luogo recintato e talvolta protetto da tettoie dove si ricoverano le carovane per la notte o il riposo". E "anche qui, nel mio caravanserraglio, ci si può fermare per una breve sosta, o più a lungo, in attesa di partire per una nuova meta. E ci si può sempre tornare…".

Lo lascio dunque aperto, ma momentaneamente "in sonno".

Intanto, la mia vita continua altrove.

parole di Latifah | 07:23 | commenti (4) | blog, personale

venerdì, 02 febbraio 2007

Due anni

Ma anche di più

Certe volte mi capita di dire: "Nella mia vita precedente...". Per poi cogliere nell'interlocutore uno sguardo preoccupato, o perlomeno incuriosito.
No, non parlo di mie incarnazioni passate. Ma soltanto della mia vita prima del 2 febbraio 2005. Che è poi soltanto una data convenzionale, quella che ho scelto come spartiacque definitivo tra il prima e il dopo, tra la mia vecchia vita e la mia nuova vita. Potrei considerare il mio personale capodanno anche il primo luglio 2004, oppure addirittura il 20 marzo 2004, giorno di apertura del Caravanserraglio. Be', anche il 20 dicembre è una data importante di questa mia nuova vita, o il 5 gennaio, oppure...

Il calendario è una convenzione, e così lo è questa data: 2 febbraio.

Fatto sta che sono passati due anni, da quel giorno.

Ora sono qui, con il cucciolo di due mesi e mezzo che ronfa beato nella sdraietta.

Non permettere mai che qualcuno ti dica che non puoi fare qualcosa. Se hai un sogno lo devi proteggere. Se vuoi qualcosa vai e conquistalo”.
(Da "La ricerca della felicità" di G.Muccino)

parole di Latifah | 17:57 | commenti (7) | personale

giovedì, 04 gennaio 2007

Una poesia

Da "Ode al giorno felice" di Pablo Neruda

Questa volta lasciatemi
esser felice.
Non è successo nulla a nessuno,
non sono in alcuna parte,
accade solamente
che son felice
in tutte le parti
del cuore, camminando,
dormendo o scrivendo.

Che ci posso fare? Sono
felice...


Questi versi mi sono capitati sotto gli occhi ieri sera, sfogliando la raccolta "Todo el amor", antologia di Pablo Neruda pubblicata qualche anno fa da Repubblica. In realtà, cercavo il testo di una bella lirica molto diffusa su internet, in particolare sulla blogosfera ma non solo: "Lentamente muore", nota anche come "Ode alla vita".


Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce (...)

Un testo che proprio ieri mattina, dal parrucchiere, mi è capitato di ritrovare come editoriale dell'ultimo numero della rivista "Donna moderna" e tranquillamente attribuito a Neruda.

Peccato che quella poesia non sia compresa in nessuna raccolta ufficiale di Neruda... Insomma, si tratta di un bel falso, che però il passaparola in rete rende vero. Un falso diffusissimo non solo in italiano, ma anche in inglese e in spagnolo, per citare le lingue in cui ho fatto una veloce ricerca. Soltanto qua e si leggono voci fuori del coro.

Ma si sa, nessuna smentita riesce a fermare il tam tam. Proprio come successe a Gabriel Garcia Marquez, a cui venne attribuito uno scritto, "La marionetta", una sorta di addio in quanto lo scrittore sarebbe stato malato di cancro e in punto di morte. Poiché Gabo è invece ancora vivo, ha potuto rilasciare personalmente una piccata smentita (qui in italiano).

Insomma, mai fidarsi di quel che si trova in rete, e in particolare nei blog!

Certo, ci sono le eccezioni...

Io vi ho trovato l'amore.

E il nostro cucciolo, in fondo, è nato già blogger.


(...)
Oggi lasciate
me solo
esser felice,
con tutti o senza tutti,
esser felice
con l'erba
e con la sabbia,
esser felice,
con l'aria e con la terra,
esser felice,
con te, con la tua bocca,
esser felice.


Buon 2007!

parole di Latifah | 17:16 | commenti (6) | parole, personale, leggende metropolitane, letture2007

mercoledì, 29 novembre 2006

Fiocco azzurro


Il mio piccolo Lenticchia (2,735 kg, 49 cm) è nato martedì 21 novembre, alle 9.12, in una splendida mattina di sole.

...e ora???


Oh oh... sono mamma!


parole di Latifah | 11:24 | commenti (25) | personale

lunedì, 13 novembre 2006

Una Tatiana

Aggiornamento

L'inizio non è stato dei migliori: due settimane fa, infatti, Tatiana mi ha chiamata due ore prima dell'appuntamento stabilito per dirmi che non sarebbe riuscita a venire. SGRUNT!

Lunedì scorso, invece, è arrivata puntuale. Per fortuna non si è presentata una Stefanenko, ma una ragazzotta tondina, sui 25 anni, con una buona padronanza dell'italiano.
Le ho fatto vedere la disposizione della casa e dove tengo l'occorrente per pulire.
Con nonchalance, Tatiana mi ha subito chiesto, indicando i cappelli sopra la libreria, con tono vagamente preoccupato: "Ma suo marito è militare?".
No, non è un soldato dell'Armata Rossa... ha soltanto studiato in Unione sovietica.
Non so se abbia capito, ma si è messa subito al lavoro.

Dopo mezz'ora sono scappata di casa e l'ho lasciata sola. Non sopportavo l'odore di viakal! Ne ha usato un flacone intero... però ce n'era bisogno, mi sa.

Oggi pomeriggio torna. O almeno credo...

parole di Latifah | 08:16 | commenti (8) | personale

venerdì, 27 ottobre 2006

Una colf

Lunedì arriva Tatiana, sconosciuta dall'ex Urss

Comincio ad avere bisogno di un aiutino in casa, e tra poche settimane anche di più. Così ho chiesto ad una vicina di casa se la sua "donna" (a Bologna le colf si chiamano così) potesse avere una mezza giornata libera. La prima risposta è stata "no, è piena anche di domenica", ma sono bastati due giorni per far cambiare l'agenda settimanale alla donna in questione, che ha trovato un buco il lunedì pomeriggio.

E così, lunedì alle 15 arriva Tatiana. Non ho la più pallida idea di chi sia. La vicina me l'ha definita come "moldava, mi pare". Di sicuro viene dall'ex blocco sovietico.
Ma dove abita? "Non lo so".
Ha la macchina? "Boh, non credo, mi pare giri in autobus...". 
Ma tu le hai chiesto referenze? "No, me l'ha mandata quella che avevo prima".
Alla faccia della fiducia...

Non ho quindi osato chiedere maggiori informazioni, tipo l'età o l'aspetto fisico. Basta che non mi si presenti una tipa alla Kournikova... più che altro perché mi riuscirebbe difficile smollarle una pila di biancheria da stirare. Ancora peggio se fosse una laureata in ingegneria costretta ad emigrare e fare la domestica. Insomma: spero sia una signora, un po' cicciotta magari, con la faccia rubizza, genere nonna contadina. Ma non mi illudo.

Il problema vero è che non so proprio da dove cominciare. Farle un colloquio? Chiederle nomi e numeri di altri suoi datori di lavoro? Esigere il permesso di soggiorno? Se avete visto "La sconosciuta" di Tornatore, potete capire queste mie perplessità, specie con un bimbo in arrivo.

E dopo, cosa faccio? Le mostro dove stanno scope e detersivi? Stabilisco con lei la corvée? Tipo: prima i bagni e la cucina, poi spolveri tutta la casa, spazzi e lavi per terra, e mi raccomando butta via la spazzatura. Altri dubbi: le chiedo quanto prende all'ora? O propongo io una tariffa? Non ho la più pallida idea di quanto costi una domestica per tre ore di lavoro a settimana!

COME SI FA IN QUESTI CASI???

Però di sicuro le farò fare un giretto illustrativo dell'appartamento. Anche perché ci sono alcuni reperti che potrebbero farle venire dei dubbi.

Come qualche berretto...




Una matrioska...




E vari libri...




Riuscirò a convincerla che non si trova a casa di una coppia di spie o di nostalgici impenitenti, ma solo di un laureato in slavistica e di una giornalista???


parole di Latifah | 17:39 | commenti (16) | pensieri, personale

lunedì, 28 agosto 2006

Un rientro

Con crisi di panico

...e per fortuna che ho il sole dentro, perché quello fuori non si è mica sforzato tanto in queste tre settimane! Per non parlare delle mareggiate e dell'invasione di meduse, che mi hanno permesso un solo, fugace, bagnetto.
In compenso, ho dormito tanto, come non facevo da anni, e oltretutto su un materasso anni '50 così morbido e sfatto da sembrare ad acqua, quando io sono abituata a dormire quasi per terra.
Poi, in serate fredde e piovose, ho visto due film (Superman returns e Slevin - Patto criminale) e, nonostante il freddo e la pioggia, anche due concerti (Goran Bregovic e Ivano Fossati).
Insomma, vacanza positiva.
Con tanto amore.


Però... la pancia cresce, la bilancia mi sgrida e la schiena duole.

E, al rientro, crisi di panico da gravida inadeguata: ce la farò a preparare tutto per il cucciolo in tempo? Mancano tre mesi, e quella che dovrebbe essere la cameretta è ancora uno studio/deposito: dobbiamo sgomberarla, imbiancarla, arredarla. Di corredo ho appena un paio di tutine regalo della nonna. E quante cose dovrò comprare? Biberon? Ciucci? Lenzuoline? Copertine? Servirà la sdraietta? E il passeggino della zia, quando arriva???

Mancano ancora tre mesi, lo so...
O mamma, mancano SOLO tre mesi!!!
Devo muovermi, sbrigarmi, AGIRE.


Ecco, ora so cosa fare.

Vado a sdraiarmi un po' sul divano, così ci penso, eh.

parole di Latifah | 10:10 | commenti (14) | personale, meteo

giovedì, 03 agosto 2006

Una vacanza per due

Buone ferie!

Devo ancora occuparmi dei piccoli dettagli, come il beauty-case e la bigiotteria, ma le valigie ormai sono pronte. Oggi pomeriggio si parte, destinazione Liguria. Speriamo che il tempo sia clemente, ma non mi importa più di tanto: questa è una vacanza speciale. E mi basta il sole che mi splende dentro.

(Ci rileggiamo a fine agosto)

parole di Latifah | 09:57 | commenti (9) | personale

giovedì, 27 luglio 2006

Una ricetta d'estate

Pomodori e uova sode con ripieno di tonno

Senza quasi accorgermene, sto lentamente scivolando in maternità. Infatti sono dovuta stare qualche giorno a riposo (ma ora va tutto bene), e da martedì sono ufficialmente in ferie fino alla fine di agosto. Dovrei quindi tornare a lavorare per quattro settimane in settembre, ma non è detto...

In ogni caso, in questi giorni sono a casa e, oltre a riposarmi, gioco a fare la casalinga. Così mi trovo a pensare: che si mangia stasera? Sarà la gravidanza, sarà l'afa, ma l'altro giorno mi è venuta un'improvvisa voglia di pomodori al tonno. Li preparava mia madre nelle giornate più calde dell'estate, quando era impossibile persino pensare di stare davanti ai fornelli. Ed erano almeno 15 anni che non li mangiavo, visto che è un piatto che o lo mangi in casa, oppure fuori non lo trovi proprio, nemmeno ai buffet freddi del self service. Così mi sono fatta dare la ricetta dalla mamma (chi mi conosce sa bene che la cucina per me è un optional) e ieri mi sono cimentata nella preparazione. Gradita anche dal mio compagno: "Li faceva così anche mia madre... e anch'io era da tanti anni che non li mangiavo".

Così ho scoperto che i pomodori al tonno possono fungere da madeleinette.

Ma ho anche scoperto che io, lentamente, mi sto "mammizzando".




Ed ecco la ricetta per "cuochi inetti" come me.

Ingredienti (per 2 persone):
- 3 pomodori da insalata non troppo maturi
- 1 scatola di tonno sott'olio grande (circa 170 g.)
- 2 uova sode
- pasta d'acciughe, prezzemolo, maionese, capperi

Rassodare le uova (10 minuti di cottura a partire dal bollore) e farle raffreddare.
Tagliare a metà i pomodori, togliere i semi e parte della polpa (utilizzando un coltellino e un cucchiaino), asciugarli con carta cucina, salarli all'interno e metterli a sgocciolare in uno scolapasta.
Tagliare le uova sode a metà.
Sgocciolare il tonno per togliere l'olio, pestarlo in una terrina con la forchetta, unire i tuorli delle uova sode, un po' di pasta d'acciughe, qualche cappero sminuzzato, prezzemolo e qualche cucchiaino di maionese, fino ad ottenere un composto cremoso.
Riempire i pomodori e le uova sode con il ripieno e guarnire con maionese e capperi.


parole di Latifah | 09:31 | commenti (10) | personale, cibo

sabato, 15 luglio 2006

Un saluto dal passato

Diciassette anni in un cassetto

Stavo per buttarlo via, quel sacchetto di carta ormai liso. L’avevo portato in ufficio un mesetto fa, in pieno trasloco. Dentro c’erano alcuni cd-rom che ho archiviato nel cassetto della scrivania, poi il sacchetto l’avevo accartocciato e appoggiato in un angolo. Ma in fondo c’era un rullino fotografico. Non ricordo da dove fosse spuntato, forse dal comodino in camera da letto. Ma prima, dov’era? Ho traslocato quattro volte, negli ultimi 12 mesi… Non ricordo tutte le collocazioni degli oggetti.

Ieri mattina quel rullino mi è tornato tra le mani, salvato in extremis dal cestino della carta. Pensavo che fosse una prova di caricamento della mia vecchia reflex finito male. Insomma, che fosse una pellicola vuota, o bruciata. Ma l’ho portata comunque al laboratorio.

“Mi sviluppi solo i negativi, tanto credo che non ci sia nessuna foto dentro”.
“Come desidera, ma è meglio chiedere che si stampino direttamente le fotografie buone, altrimenti le ristampe costano care”.
“Va bene, facciamo così, ma vedrà, non c’è nessuna foto”.
“Passi domani dopo mezzogiorno, saranno già pronte”.

Sono stata dal fotografo un’ora fa. E soltanto adesso mi sto riprendendo dallo choc.
Perché quel rullino risale al settembre 1989. E ritrae il matrimonio di mio padre con la sua compagna.

Sono immagini sbiadite, come il ricordo che ho di quella giornata. Non fu un’occasione felice. Mia madre addirittura ignora che io e mia sorella partecipammo a quella cerimonia. Non so nemmeno chi abbia scattato quelle fotografie. E al momento sono riuscita a guardarne solo un paio, perché sono scoppiata in lacrime.

Due mesi dopo quel giorno, mio padre se ne andò per sempre.

E oggi, dopo 17 anni, ne sono sicura, è tornato per salutarmi. Con un’ideale carezza alla mia pancia, dove sta crescendo il suo primo nipotino.

parole di Latifah | 13:21 | commenti (16) | personale

venerdì, 07 luglio 2006

Quarantun anni

Il regalo più prezioso

Due giorni fa la mia PlacidaCugi ricordava il proprio compleanno più bello: quello dei 20 anni, su un barchino tra Camogli e San Fruttuoso, con una sorta di festa a sorpresa sull’acqua. E chiedeva ai lettori quale fosse stato il loro compleanno più bello.

Non ho avuto dubbi nel rispondere: il mio compleanno più bello
... sarà quello di quest'anno!

Ed eccolo arrivato.


Un compleanno davvero speciale, con il regalo più prezioso che abbia mai ricevuto: una vita che cresce dentro di me.

parole di Latifah | 09:03 | commenti (20) | personale

mercoledì, 05 luglio 2006

Un acquisto

Manolo può attendere

Ieri mi sono incantata a guardare una vetrina. Come un bambino con un'esposizione di giocattoli, o un affamato davanti ad una tavola imbandita. Credo di avere spalancato la bocca e sgranato gli occhi, se persino il titolare del negozio, che mi conosce di vista, è uscito per chiedermi: "...Posso aiutarti?".

Ma quei sandali di vernice rossa di Prada, con tacchi alti 10 centimetri, ora non fanno per me.

Svoltato l'angolo, sono entrata in una sanitaria e ho comprato un paio di orride Birkenstock, modello Kairo.



Ma l'anno prossimo, un acquisto così non me lo leva nessuno!


parole di Latifah | 13:48 | commenti (10) | personale

lunedì, 03 luglio 2006

Una breve

Comunicazione di servizio

Ci sono, eh.
Ma in questi giorni ho troppo caldo per concepire un post...

parole di Latifah | 12:46 | commenti (6) | personale, meteo

lunedì, 26 giugno 2006

Un post per punti

Di corsa, con un po' di affanno

- Fa caldo.
- Venerdì sera ho trovato la mia tessera elettorale (in una cartellina con la scritta "cose da fare", che non farò mai...) e stamattina ho votato nel mio vecchio liceo. Ho pensato che potrebbe essere l'ultima volta che varco quella soglia, ma lo stesso pensiero lo ebbi il giorno dell'orale della maturità. Allora non pensavo che un giorno avrei abitato a poche decine di metri dalla scuola. Mai dire mai: chissà dove abiterò (anzi, dove abiteremo...) in occasione del prossimo appuntamento elettorale.
- Fa caldo. Molto caldo.
- E' iniziato lo scrutinio del referendum e, visto l'imminente calcio d'inizio di Italia-Australia, potrebbe concludersi a tempo di record. Ma non mancano le proiezioni, e sono proprio curiosa di vedere di quanto sbaglieranno stavolta gli istituti demoscopici. Si è cominciato con un improbabile "intention poll" di Sky che dà i No al 52%, poi è stato un continuo crescendo e ora siamo attorno al 60%.
- Fa un caldo che stanotte ho dormito poco e male. Il mio compagno, invece, si è svegliato male perché - dice - russavo. Quindi dormivo. Abbiamo una percezione diversa del dormire. Nessuna coppia è perfetta.
- Mancano pochi minuti all'inizio della partita e io sono contenta perché ho sentito che c'è Del Piero nella formazione che Lippi non ha voluto svelare a quegli str...i di giornalisti ficcanaso che osano disturbarlo la sera, tzè! Non capisco un'acca di calcio, però Del Piero è carino e mi piace tanto nella pubblicità dell'acqua minerale, mentre la Miss Italia che piange perché il fidanzato l'ha lasciata la manderei a lavorare come operaia al turno di notte.
- Fa troppo caldo. Mi sudano anche le dita delle mani...

parole di Latifah | 16:54 | commenti (3) | politica, sport, personale, spot

martedì, 20 giugno 2006

Un inventario

Tutto quello che ho

- libreria alta
- mobiletto vetri
- tavolinetto tondo
- panchetto
- porta cd argento
- 2 sedie di legno
- comò
- porta piante verde
- scrittoio
- carrello alluminio
- tv
- radio-registratore
- seggiolino
- cestino
- 2 sedie gialle
- tavolino giallo
- scaletta
- stenditoio
- stereo

- 8 scatoloni medi
- 16 scatoloni grandi
- 10 valigie/borse
- 2 bauli
- 2 scatole rosse
- 2 scatole grigie
- 1 scatola marrone

E' quasi tutto a posto.
Ma la tessera elettorale non l'ho mica ancora trovata...

parole di Latifah | 16:59 | commenti (13) | personale

lunedì, 12 giugno 2006

Un quiz

Lavori in corso



Indovinate cosa sto facendo?

parole di Latifah | 08:59 | commenti (14) | personale

martedì, 30 maggio 2006

Annuncio a blog unificati

Villocentesi: tutto ok

...e aspetto un maschietto!!!




N.B. Accettasi suggerimenti per il nome...
Partecipate al sondaggio "Scegli un nome per Lenticchia"!

parole di Latifah | 13:36 | commenti (39) | personale

mercoledì, 10 maggio 2006

Un bilancio

Viva gli "anta"!

Qualcuno è entrato nel Caravanserraglio cercando "i bilanci della propria vita a 40 anni".

Be', nel volger degli "anta", in pochi mesi e dopo diversi anni di "immobilità", io ho cambiato:

- casa (due volte, e sta per arrivare la terza);
- amore;
- progetto di vita.

Insomma, il mio bilancio è decisamente positivo. E, se tutto va bene, entro l'anno vedrò anche arrivare un "dividendo"

parole di Latifah | 13:42 | commenti (16) | referrers, personale

lunedì, 08 maggio 2006

Quattro ruote

...e poco più  

La mia prima automobile è stata l'A112 della mamma. Gran macchina, ottima ripresa: mi divertivo a sgommare in partenza ai semafori (ma ero giovane...). In origine era bianca, ma prima che prendessi la patente mia madre pensò bene di farla ritinteggiare. Doveva essere azzurra, uscì un lilla sbiadito. Ma per me era già tanto avere quattro ruote a disposizione.

La mia seconda auto è stata una Fiat Panda nera 45s, comprata di seconda mano. E' forse la macchina a cui sono stata più affezionata, forse perché era la prima tutta mia. La dotai di un Garfield-vampiro penzolante (allora era un pupazzo molto di moda) e la ribattezzai Bat-Panda. La vendetti ad un meccanico per 250 mila lire, nel 1993.

Ed ecco la mia terza automobile: un'Opel Corsa griga metallizzata, cinque porte, chiusura centralizzata con telecomando. Nuova! Stavo entrando nel mondo del lavoro e pensavo che l'avrei utilizzata moltissimo. E scelsi le cinque porte perché pensavo che prima o poi avrei messo su famiglia e sarebbero state comode. Come non detto: trovai lavoro in centro, quindi l'auto mi è servita solo per brevi e saltuari spostamenti "ludici", tanto da avere totalizzato circa 33 mila chilometri in 13 anni. E per la famiglia...

Be', la famiglia pare che si stia per ingrandire ora. Quindi, ho optato nuovamente per cinque porte, che sono comode a prescindere. Ormai avevo deciso per una Matiz, dopo aver scartato la Fiat 600 (biporte) e il trittico Toyota Aygo-Citroen C1-Peugeot 107 (prezzo troppo elevato). Finché dieci giorni fa ho scoperto che esisteva lei:



La Hyunday Atos Prime: vista il venerdì, acquistata il sabato, ritirata stamattina. Grigia metallizzata, ma non ho avuto molta scelta: ho chiesto cosa c'era di pronto, ed eccola qua.

La mia migliore amica ha commentato: una macchina più brutta no, eh?

Be', per me l'importante è che un'auto abbia quattro ruote, un motore e un volante. E poi, era quella che costava meno

parole di Latifah | 13:34 | commenti (22) | personale

venerdì, 05 maggio 2006

Un'ultima Corsa

Demolizione

Mi è stata vicina per 13 anni.

Stamattina l'ho accompagnata nel suo ultimo viaggio.

Sul foglio che mi hanno consegnato c'è una scritta molto triste...



Stato del veicolo: rottame.

parole di Latifah | 11:43 | commenti (8) | personale

mercoledì, 03 maggio 2006

Un blog da cangura

Comunicazione di servizio

Nel Caravanserraglio continuerò a riversare "pensieri, parole, opere e... viaggi (reali e mentali)". Ovvero libri, film, notizie e ciò che mi passa per la testa.



Per tutto ciò che riguarda la mia nuova esperienza di "cangura" (anche se la pancia per ora non è evidente, è così che mi sento!), invece, ho aperto una succursale... così qui non vi tedio oltre ;-)

parole di Latifah | 12:06 | commenti (12) | blog, personale

giovedì, 20 aprile 2006

Una scala di emozioni

Tu-tum, tu-tum, tu-tum

La mia prima Barbie sotto l'albero di Natale, a cinque anni.

Tu-tum, tu-tum, tu-tum

Un intero mazzo di palloncini in regalo per il mio decimo compleanno.

Tu-tum, tu-tum, tu-tum

La luna piena, grandissima, luminosa come non mai, che mi accolse negli Stati Uniti, a 20 anni.

Tu-tum, tu-tum, tu-tum

La mia prima immersione subacquea, a 38 anni, due anni dopo aver imparato a nuotare.

Tu-tum, tu-tum, tu-tum

L'ecografia all'ottava settimana di gravidanza, che mi ha fatto sentire per la prima volta il battito del cuore di mio figlio e vedere gli occhi lucidi del mio compagno, fradicio di felicità.

TU-TUM, TU-TUM, TU-TUM

parole di Latifah | 21:23 | commenti (26) | personale

lunedì, 10 aprile 2006

Un'ultima volta

Al voto nel mio vecchio liceo  

Ho votato stamattina, nel mio vecchio liceo, nel seggio in cui sono stata elettrice per una decina d'anni. Mi ricordo l'emozione di quella "prima volta", quando varcai nuovamente l'ingresso del liceo, dove non avevo più messo piede dopo l'esame di maturità. E la mia sezione era proprio in quel corridoio dove scrissi il tema, sulla traccia di atutalità. Era una frase di Amendola sugli esami della vita, e riuscii persino a infilarci quella pillola di saggezza di Eduardo De Filippo, "gli esami non finiscono mai". Presi 9, e ancora non me ne capacito.

Ma il voto di stamane, per me, rappresenta un'ultima volta. Perché tra una settimana cambierò residenza, e per la prima volta non sarò più cittadina del Comune in cui ho vissuto per 40 anni. Mi sposto di pochi chilometri appena, ma avrò un altro sindaco, un'altra carta d'identità, un'altra Azienda Usl, un'altra sezione elettorale. Un'altra vita.

Gli ultimi sondaggi (sia quelli "segreti" che quelli più o meno pubblici, diffusi dall'Ekma con un numero a pagamento tipo hot line) danno una coalizione in vantaggio di quasi cinque punti sull'altra. (*)

Spero di cominciare la mia nuova vita in un Paese "normale"...

(*) Aggiornamento
Visto che gli exit poll hanno confermato i sondaggi delle mie "fonti", comunico ai romani che per voi la festa comincia alle 18.30 in piazza Santi Apostoli, dove è già parcheggiato il tir giallo. E festeggiate un po' anche per me
 

Ri-aggiornamento
Ehm... mai fidarsi degli exit poll e nemmeno delle proiezioni. Festa rinviata di un'ora. Per ora...
 

Tri-aggiornamento
Altro che festa! Si profila il disastro. Il pareggio. L'ingovernabilità. Ebbene sì, siamo un popolo di coglioni. Bi-partisan, però

parole di Latifah | 13:29 | commenti (11) | politica, personale

sabato, 25 marzo 2006

Una settimana impegnativa

Presente, ma in banana

Insomma, ho passato giorni particolari, diciamo così, che mi hanno tenuta impegnata, fisicamente e psicologicamente. Ci sono, anche se mi vedete poco nel Caravanserraglio e per niente negli altri blog che mi piace frequentare. Appena riuscirò a restare concentrata per più di due minuti, cercherò di dire la mia sul Caimano di Nanni Moretti, che naturalmente ho visto ieri sera. Poi ne avrei da dire, oh se ne avrei! Basta solo un po' di pazienza...

parole di Latifah | 18:53 | commenti (16) | personale

mercoledì, 01 marzo 2006

Un depistaggio

(Chi vuole intendere intenda)

Allora, dicevamo, no? Che io mi chiamo Valentina, ho 27 anni, sono studentessa fuorisede e fuoricorso (al Dams) e sto cercando lavoro da commessa. Intanto mi arrangio con lavoretti saltuari e ho un sacco di tempo libero. Per fortuna ho un internet point gratuito in una biblioteca vicino a casa perché sono priva di computer, così ogni tanto riesco ad aggiornare il mio blog.

Sono alta 1.68, sono castana (con meches verdi) con occhi castani (porto gli occhiali da vista).
Da grande voglio fare la regista teatrale, ma un posto da impiegata in Comune mi andrebbe più che bene.
Vivo un po' fuori città con il mio cane Bubu.
Non mi interesso di politica e non leggo i giornali.
Sono un'appassionata di fitness e vado almeno quattro volte a settimana in palestra.
Ho registrato il festival di Sanremo in tv così lo posso rivedere quando voglio.
Questo è il mio profilo.

Più o meno...

parole di Latifah | 11:00 | commenti (30) | blog, personale

giovedì, 23 febbraio 2006

Una serata romana

Autocensura

Qui c'era una volta un post, dal contenuto a metà tra il personale e il gossip, che è stato ripreso da un servizio di segnalazione blog. Questo ha portato ad allargare ad alcune centinaia di persone, già dalle prime ore della mattina, la mia solita platea di 25 lettori.

Siccome in questo periodo ho già abbastanza problemi di lavoro, mi ci manca soltanto una denuncia per diffamazione a mezzo internet per incasinare del tutto la mia posizione. Senza dimenticare che magari qualche collega, a partire da colui che era con me in trasferta, avrebbe potuto riconoscermi...

E poi, diciamolo, era un post assolutamente inutile. Come la maggior parte delle cose che scribacchio sul mio Caravanserraglio, che è e resta un mio taccuino personale, che mi consente però di rimanere in contatto con persone a me care, spesso fisicamente lontane, senza riempire la loro casella mail.

Ringrazio comunque la redazione di quel portale per aver prontamente rimosso il mio post. Magari la prossima volta sarebbe meglio chiedere l'autorizzazione prima...

parole di Latifah | 11:03 | commenti (4) | roma, personale

sabato, 18 febbraio 2006

Tre giornate

Finalmente domenica!

Ieri ero in fabbrica...

Oggi sotto un tir...

E c'è chi osa dire "sempre meglio che lavorare". Io non ne posso più! 


Per fortuna domani è domenica: per riprendermi, conto su una giornata di coccole e relax...



(Immagine gentilmente offerta da TYTTY_ sul blog gattimeolanti)

parole di Latifah | 17:16 | commenti (3) | personale, notizie

giovedì, 16 febbraio 2006

Una giornata

Martedì 14 febbraio

Ore 7.00:  sveglia; colazione. Lui è di pessimo umore causa sogno agitato. Meglio non parlare.
Ore 8.00:  lo accompagno dal meccanico. Gli consegnano preventivo. Grugnisce. Meglio non parlare.
Ore 9.00:  visita medica di controllo dopo
reazione allergica a farmaco. Tutto ok, di quel farmaco potevo pure fare a meno. Lui pronuncia le prime parole della giornata.
Ore 10.30: seconda colazione, al bar, con cappuccino, pasta alla nutella e lettura giornali. Primo sorriso della giornata.
Ore 11.00: biglietteria del teatro per vedere se ci sono ancora biglietti per la sera.
Ore 11.10: ci sono, prima galleria.
Ore 12.00: lo accompagno dal barbiere e lo aspetto su una panchina al sole.
Ore 13.00: pranzo e pausa relax.
Ore 14.30: lui in palestra, io doccia-capelli-smalto alle unghie.
Ore 16.30: ritiro auto. Suo gemito di dolore (preventivo è sempre diverso da consuntivo).
Ore 17.30: lui torna a casa, io torno a casa.
Ore 20.00: a cena da me.
Ore 21.00: a teatro, Marco Paolini, Il Sergente. Lui è bravo, lo spettacolo è interessante, ma io sono stanca e dormo per metà del primo atto.
Ore 22.30: intervallo. Per svegliarmi, scendo a prendere una boccata d’aria fresca (e di fumo), poi torno al mio posto. Da lontano vedo l’ex, in compagnia della nuova fidanzata (che intravedo per la prima volta) e di ex-nostri amici. Se lei ha la mia età, be’, li porto meglio io. Non capisco se lui mi ha vista. Buio in sala, secondo atto. Ora sono decisamente sveglia.
Ore 23.30: applausi, luci in sala. Lui mi guarda con insistenza, segno che mi aveva vista. Che faccio? Accenno un timido saluto con la mano, a distanza; lui ricambia. Un anno fa io e lui eravamo qui assieme, in questo stesso teatro, e durante il dopo-teatro, a cena, io capii che non eravamo più due, ma uno più uno. Tanto prima o poi doveva succedere, di incontrarsi, e non è un caso che sia avvenuto in questo luogo, in questo modo.
Ore 23.45: lui va a casa, io torno a casa. Lavo i piatti rimasti nel secchiaio. Pigiama, nanna. Mi addormento serena.

(Ah già, oggi era San Valentino)

parole di Latifah | 12:48 | commenti (7) | personale

martedì, 07 febbraio 2006

Tre indizi

E una sentenza

Quando la domenica mattina ti alzi con il mal di testa e ti metti a piangere per una sciocchezza, e resti con gli occhi gonfi tutta la giornata, e scatti per un nonnulla, e le amiche ti dicono “hai la faccia un po’ distrutta”, allora è un chiaro indizio di stress.

Quando il lunedì ti svegli alle 4 di notte, pur sapendo che alla mattina avresti potuto dormire fino alle 10 perché quel giorno non lavori, e non riesci a riaddormentarti, e durante la giornata non combini nulla, allora è un chiaro indizio di ansia.

Quando il martedì ti alzi a fatica alle 9 di mattina, pur sapendo che devi farti la doccia e asciugare i capelli, operazione che richiede oltre un'ora, ed essere al lavoro entro le 10, e barcollante, con gli occhi brucianti per lo sciampo che hai scambiato per latte detergente, vai a tentoni in cucina bramando un caffè, e sbatti contro lo stipite della porta che è sempre stato lì, in quel punto, non si è spostato improvvisamente, e ti ritrovi con una mano gonfia e dolorante come dopo un incontro di pugilato, allora è un chiaro indizio di stanchezza.

Se tre indizi fanno una prova, allora la sentenza è chiara: ho bisogno di ferie.

parole di Latifah | 12:35 | commenti (10) | personale

domenica, 05 febbraio 2006

Appunti sparsi

Uso privato di blog pubblico

(Visto che questo è il mio taccuino personale, e solo per sbaglio c'è qualcuno che lo legge oltre a me, riporto qui alcune considerazioni e appunti personalissimi. Le trasmissioni riprenderanno il prima possibile)

Berlusconi non è poi così nano, diciamo che sarà 1,72 come dice (con i tacchi). Però in faccia ha un colore un po' troppo scuro per i miei gusti. In compenso, ha una cera invidiabile: dopo ore di incontri e interviste, non ha un filo di lucido sulla pelle. Devo informarmi sulla marca del suo fondotinta.

Kaleda mi ha segnalato una macelleria islamica a Milano dove ti cuociono la carne alla griglia al momento. E' a Sesto San Giovanni in via Picardi 175. "Un po' fuori mano ma davvero incredibile", è il commento che mi ha mandato, entusiasta, via sms. Devo ancora assaggiare i dolcetti a base di mandorle e pistacchi che mi ha regalato: li tengo per un'occasione speciale (anche perché, se apro la scatola, li finisco tutti subito...).

Berlusconi ha un'energia invidiabile. Io, ieri, dopo una giornata di lavoro un po' movimentata e impegnativa, mi sentivo come se fossi stata investita da un Tir e sono praticamente svenuta sul divano. Lui, ieri, dopo una giornata di lavoro un po' movimentata e impegnativa, era fresco come un branzino appena pescato. Devo informarmi sulla marca del suo congelatore...

La danza araba ha su di me un effetto ristoratore. Visto che il pisolino serale sul divano e la scarsa dormita notturna non mi avevano tolto i postumi dell'effetto-Tir, per rilassarmi ho pensato bene di andare a un seminario di danza. Quattro ore a base di ritmi "classici": wahda, shiftiteli, masmoudi kebir e samai. Ho già dimenticato quali sono le caratteristiche di ciascuno, però mi sento rinata. L'inno di Forza Italia ieri non mi aveva fatto lo stesso effetto.

Berlusconi ha ampie possibilità di rivincere le elezioni. Perché ci crede e perché glielo fanno credere. Si fa fare sondaggi su misura, si fa mandare giovani figuranti ad applaudire al suo passaggio, e anche quando vede dei contestatori lui sorride e li saluta, perché è convinto che prima o poi cambieranno idea. E' raggelante, ma è così. E l'idea di un altro governo Berlusconi mi angoscia un po'. Devo informarmi sulle possibilità di emigrare in un altro Paese...

(segue)

parole di Latifah | 19:59 | commenti (9) | personale, notizie, araberie, danza orientale

mercoledì, 18 gennaio 2006

Una mattinata no

Speriamo nel pomeriggio...

Stamattina, appuntamento dal dentista alle 9.

Prima di uscire cerco il libretto degli assegni. Trovo quello del vecchio conto corrente, che ho chiuso, e il nuovo no. Probabilmente - mi dico - l'ho buttato per sbaglio.

Poi indosso il giubbotto, e in tasca trovo soltanto un guanto di pelle, il sinistro. Sono già in ritardo e ne prendo un paio dal cassetto. Esco e mi accorgo che il paio è composto da un altro guanto sinistro, di pelle, e da uno di cotone, bucato.

Mentre l'igienista mi fa la detartrasi, mi salta via un pezzo di un premolare. Sotto c'è "una voragine", dice (che poi è una carie). Devo tornare dal dentista tra due settimane: prima non c'è posto. Così ho un dente spezzato, e la lingua mi fa già male.

Arrivo in ufficio e prendo il caffè alla macchinetta (dovrei smettere, lo so…). Spingo su “caffè lungo”, e mi esce un bicchierino con tre millimetri scarsi di brodaglia scura.

Il capo mi fa: “Stasera bisogna che qualcuno resti in ufficio dopo le 21, in attesa che parli Fassino. Io non posso, grazie”.
A me non va, sinceramente, ho un appuntamento alle 20.30 con degli amici, magari se me lo dicevi prima…
“Be’, ti tocca restare, punto”.

E siamo soltanto a metà giornata...

parole di Latifah | 14:49 | commenti (17) | personale

lunedì, 16 gennaio 2006

Un estratto conto

Bilancia dei pagamenti

La mia banca ha inaugurato un nuovo servizio: l'estratto conto annuale. Il documento riporta la somma di tutte le entrate e di tutte le uscite dell'anno.

Risultato: nel 2005 ho speso 6 euro in più di quanto ho guadagnato.

Mi sa che non sono la persona più adatta a far quadrare il bilancio di un'azienda...

Per rifletterci su, mi sono presa una pausa dal lavoro e sono andata in erboristeria: argilla in polvere, deodorante e crema per il corpo, totale 34,10 euro. Poi ho comprato un po' di frutta e legumi: circa 10 euro. Quindi sono passata in farmacia per un prodotto da banco: 4,90 euro. Stasera devo pagare l'abbonamento mensile alla palestra: 54 euro più 15 di iscrizione annuale.

Forse ho capito. Devo tagliare i caffé alla macchinetta, giusto?