[Caravanserraglio]
Pensieri, parole, opere e... viaggi (reali e mentali) di Latifah
 











Creative Commons License
I testi di questo blog
e le foto con firma "Latifah"
sono tutelati da
Creative Commons License.

Gran parte delle immagini
presenti su questo blog
sono state reperite in rete
dai principali motori di ricerca.
Se qualcuno pensa
che siano stati violati diritti,
me lo segnali.
Le immagini saranno subito rimosse.

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder



BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Feed XML offerto da BlogItalia.it
Blog Aggregator 3.0 - The Filter

Smettiamola!







domenica, 28 ottobre 2007

Un libro

"L'ultimo amore è sempre il primo?" di Tahar Ben Jelloun

Mi chiedo quale sia la strategia editoriale che ha portato a cambiare il titolo, da affermativo a interrogativo, e rovesciandone proprio il senso. In originale, infatti, è "Le premier amour est toujours le dernier", diventato in italiano "L'ultimo amore è sempre il primo?".
Titolo a parte, questa raccolta di racconti di Tahar Ben Jelloun tratteggia in modo efficace i rapporti d'amore (e sesso) tra uomini e donne arabi.
Vi ho ritrovato lo stile asciutto, ma al contempo favolistico, di un autore da me molto amato. E vi ho ritrovato tre città che per me hanno rappresentato tappe fondamentali nel percorso di crescita che mi ha portato ad essere dove sono ora: Barcellona, Tangeri e Parigi.

Voto: 7

Dello stesso autore ho letto: Creatura di sabbia; Amori stregati; Giorno di silenzio a Tangeri; Lo scrivano; L’hammam; Nadia; Il razzismo spiegato a mia figlia.

parole di Latifah | 07:30 | commenti | viaggi, parigi, marocco, letture2007

sabato, 12 novembre 2005

Una rabbia

La genesi della rivolta delle periferie

Tutto comincia il 27 ottobre, proprio il giorno del nostro arrivo a Parigi. Quella sera, mentre noi entriamo alla Gare d’Orsay per ammirare gli impressionisti, a Clichy Sous Bois due ragazzi di 15 e 17 anni muoiono folgorati (il termine francese è ancora più agghiacciante: électrocutés) in una cabina elettrica dove si erano rifugiati per sfuggire ai poliziotti che li inseguivano per un tentato furto in un cantiere. La sera stessa, nella cittadina a 15 km a est di Parigi, 200 giovani scendono in strada e sfogano la loro rabbia incendiando 23 auto e compiendo atti di vandalismo in un centro commerciale e in alcuni edifici pubblici (municipio, posta, scuola).

Ecco, tutto è cominciato così. Con una reazione rabbiosa a un episodio gravissimo, come la morte di due adolescenti, all’inizio negato dalle autorità: la prima versione dava infatti la polizia in arrivo sul posto dopo la notizia della morte dei ragazzi, e non prima.

Quello che mi chiedo io, anche guardando le 50 immagini della galleria fotografica pubblicata da Repubblica.it, è: dov’era sepolta tutta questa rabbia? Questo drago che percorre e incendia tutta la banlieu parigina, dove ha dormito per tutti questi anni? E qual è, il vero bersaglio di questa rabbia collettiva? Ma soprattutto: c’è un bersaglio, o è soltanto uno sfogo senza altri obiettivi? Un puro, gigantesco urlo di odio incondizionato.

Non ho risposte, e non sta a me rispondere. Anch’io ho la mia rabbia, piccola piccola, un draghetto assopito che si sta svegliando. Ma al massimo oggi risponderò male a qualcuno, o piagnucolerò un po’. Poi, mi basterà qualche coccola, stasera, per ritrovare il sorriso.

Ecco, forse bisognerebbe "coccolare" le periferie urbane degradate... Era anche nel programma elettorale di Cofferati, che intendeva fare di Bologna "una città affettuosa". Finora non ci è riuscito molto bene.

Aggiornamento

"Bologna come Parigi". Questa una delle scritte comparse nella notte tra sabato e domenica in città. Ne dà conto Repubblica.it nell'ambito di un resoconto sull'ultima notte di scontri in Francia e in altri Paesi.


Questo il testo dell'articolo:
"Bologna come Parigi" e "La rivolta è necessaria, solidarietà ai 'casseurs' parigini". Due scritte, dietro il rogo di un cassonetto che però ha seguito e preceduto altri incendi apparentemente isolati scoppiati nella notte nel capoluogo emiliano, richiamano le violenze urbane che stanno sconvolgendo le banlieue della capitale francese, anche se non si esclude il gesto di emulazione o anche il tentativo di burla.

Ok. Penso anch'io che si tratti di emulazione.
Come per i sassi dal cavalcavia, come per le lettere all'antrace, come per le bottiglie avvelenate. Però gli incendi ci sono stati, le scritte pure, e la parola casseurs non mi fa pensare a un burlone qualsiasi. Forse Prodi, quando ammoniva che "è solo questione di tempo, la rivolta arriverà anche da noi", non sbagliava. Ma tanto non c'è da preoccuparsi: sta per arrivare la "casa per tutti"...

parole di Latifah | 12:13 | commenti (8) | pensieri, bologna, parigi, notizie

venerdì, 04 novembre 2005

Un souvenir

Bip bip!

C’è chi, da Parigi, si porta a casa una riproduzione in miniatura della Tour Eiffel: ne ho viste di luminose a intermittenza che più trash non si può. Poi c’è chi si porta a casa vini e formaggi: in aereo, al ritorno, c’era un notevole olezzo di roquefort.

Io, da Parigi, mi sono portata a casa un Bip Bip. Sì, lo so che non ha nulla di francese. Ma se fate un giro nel quartiere latino, in boulevard Saint Germain, e se anche voi siete venuti su a pane e fumetti, be’, rischiate di essere colti da infantile meraviglia davanti alle vetrine delle librerie Album.

Ce ne sono due, una di fronte all’altra (ai civici 67 e 84), e - oltre a collezioni impressionanti di bandes déssinées - offrono statuette dei principali personaggi dei cartoni e non solo.

Da perderci la testa, ad esempio, per i fans di Star Wars (con statue a grandezza reale!), ma si possono trovare anche riproduzioni di Al Pacino-Scarface, del Corvo-Brandon Lee, dei pupazzi creati dalla fantasia di Tim Burton… una galleria infinita.

Così, sono stata a lungo indecisa tra Felix, Titti e Silvestro, Tom e Jerry. Poi sono definitivamente capitolata su Wil Coyote e Road Runner:




(Dovrei decidermi a crescere, lo so…)

parole di Latifah | 17:22 | commenti (21) | viaggi, parigi

mercoledì, 02 novembre 2005

Un ritorno

Appunti sparsi

- Oggi sono tornata al lavoro dopo quasi due settimane di assenza, tra ricovero, convalescenza e vacanza parigina tête à tête. Non è una giornata facile.

- Non fumo da venerdì 21 ottobre alle 13, quando sono entrata in ospedale. Visto che mi dovevo disintossicare dal farmaco che mi aveva provocato l'allergia, ho pensato di disintossicarmi anche dalla nicotina. E' stato facile, come sempre. Ora il difficile è NON ricominciare.

- Ho capito perché sulla scatola del cortisone c'è una scritta in rosso: DOPING. Nei giorni scorsi ho camminato una media di 10 ore al giorno senza sentire stanchezza, anzi, con grande energia. Peccato che la cura sia finita già da due giorni. Be', no, meglio così...

- Anche se lui non era dopato, ha comunque dimostrato una resistenza fisica e psicologica notevole. Dopo sette ore consecutive al Louvre, quando gli ho fatto notare che non avevamo ancora visto la sezione di arte antica dei paesi islamici, non ha battuto ciglio e, con il sorriso sulle labbra, ha semplicemente detto: "Andiamo". Son cose.

- Parigi è sempre Parigi. Non sarà un'affermazione originale, ma è così. C'ero stata tre volte, nel 1982, 1983 e 1984, e su di me esercita uno charme immutato. A parte alcune novità evidenti, come le piramidi al Louvre e la Gare d'Orsay, la vera innovazione riguarda i parigini: mi sono sembrati in media estremamente cordiali, disponibili e sorridenti, quando me li ricordavo snob e scostanti. I bolognesi dovrebbero prendere qualche lezione dai "cugini" d'oltralpe.

(Seguirà post turistico più dettagliato. Ora devo almeno far finta di lavorare...)

parole di Latifah | 13:55 | commenti (18) | viaggi, personale, parigi

martedì, 27 settembre 2005

Un ponte a Parigi

Cerco albergo per un costo equivalente a 100 paia di calze…

Con il trasloco ho scoperto di possedere un centinaio di paia di calze, con una stima a occhio, ma per difetto. Collant velati e di microfibra, neri e colorati, a rete e a fantasia, autoreggenti o da reggicalze, per non parlare di calzini, tubolari e fantasmini. Calcolando una media (anch’essa per difetto) di 5 euro al paio, vuol dire che ho stivato nel cassetto del comò un capitale di 500 euro. Ovvero, l’equivalente di una breve vacanza in una capitale europea, con volo low cost e tre o quattro notti in albergo tre stelle.

Perciò prometto solennemente di non comprare un paio di calze fino a quando il cassetto non sarà quasi vuoto (anche perché è già stracolmo). E siccome tra un mese c’è il ponte di Ognissanti, be’, sto facendo un pensierino di trascorrerlo a Parigi. Ho proprio bisogno di una vacanzina post-trasloco

Visto che i blogger sono un po’ giramondo, e che grazie ai blog si trova di tutto, lancio un appello: conoscete un alberghetto o un bed and breakfast (“chambres d’hotes”), nel cuore della Ville Lumière, non troppo costoso, magari di charme?

parole di Latifah | 14:43 | commenti (15) | viaggi, personale, parigi

grazie a squidfingers x gli sfondi (background)