[Caravanserraglio]
Pensieri, parole, opere e... viaggi (reali e mentali) di Latifah
 











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Smettiamola!







martedì, 04 marzo 2008

Una libreria reale e virtuale

Alla ricerca dei titoli perduti

Sono caduta anch'io nella rete di aNobii. E mi sento già un po' addicted...

Il lavoro di catalogazione nuda e cruda (ovvero la digitazione dei codici ISBN) l'ha fatto qualcun altro per me. Io ora sto cercando di aggiungere le altre annotazioni, come il voto, le categorie, un eventuale commento.

Ma la vera potenzialità di questo strumento, per me, è di poter cominciare a tenere traccia dei miei ex-libri. Ovvero dei libri che ho quasi posseduto, in passato, ma che sono rimasti nella mia vita precedente.

Un aspetto buffo di aNobii è che, appena entrata, e non so nemmeno come, sono subito incappata nelle librerie di persone che conosco, de visu o via blog.

Il mondo è proprio piccolo. Sia reale che virtuale.

parole di Latifah | 17:57 | commenti (1) | blog, letture2005, letture2006, letture2007, letture2008

venerdì, 15 febbraio 2008

Uno scarno bilancio

Posso solo migliorare

Un po' di soppiatto, copio-incollo qui i titoli dei sei (sic!) libri di narrativa che ho letto nel 2007.
In compenso, ho la libreria invasa da manuali di puericultura e riviste del genere "Io e il mio bambino".
Prometto che nel 2008 riprenderò un buon ritmo di lettura... mi sto già impegnando.

R. Carver - Se hai bisogno, chiama (7,5 - Rilettura)
T. Ben Jelloun - L'ultimo amore è sempre il primo? (7)
K. Hosseini - Il cacciatore di aquiloni (7)
T. Fischer - Viaggio al termine di una stanza (6)
B. Severgnini - L'italiano. Lezioni semiserie (6)

M. Faber - Natale in Silver Street (n.c.)

parole di Latifah | 19:30 | commenti (1) | letture2007

domenica, 30 dicembre 2007

Due libri

Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini
Viaggio al termine di una stanza
di Tibor Fischer


Questi due libri erano in attesa da oltre un anno di essere letti, e finalmente ce l'ho fatta.

"Il cacciatore di aquiloni" mi è stato prestato (mia sorella è molto paziente, devo dire...) perché avevo sempre resistito all'acquisto. Sono un po' prevenuta sui "fenomeni letterari", e spesso a ragione. Anche in questo caso.

Per carità, è un romanzo che si fa leggere, e speditamente. Però mi sa tanto di "americanata"... Ogni capitolo si conclude lasciandoti in sospeso e "costringendoti" a proseguire la lettura, in pieno stile "thriller".

Infine, un'altra pecca per me molto grave: il libro è infarcito di termini arabi, ma non c'è una legenda e nemmeno qualche "N.d.T.". Io li conoscevo tutti, e in effetti, anche se non si capisce cosa vogliano dire certe parole, non è che si perda chissà che della trama. Però per me è una pecca, punto.

Il vero punto di interesse, per me, è la descrizione della vita in Afganistan prima dei talebani. Ma c'è troppa "furbizia" in questo romanzo, e nulla dello stile tipico della scrittura mediorientale.
Voto: 7

Viaggio al termine di una stanza mi è stato regalato (quando ancora avevo il pancione) con la dedica "Tutti hanno una stanza da cui uscire". E io dalla mia "stanza" ero uscita neanche un anno prima.

La trama è interessante, ma la struttura sembra rivelare un assemblaggio di tre "idee" che potevano reggere un romanzo breve, o un racconto lungo, ciascuna.
1. Una ragazza vive a Londra senza mai uscire di casa.
2. (flashback) La ragazza, prima di diventare agorafobica, aveva lavorato qualche mese a Barcellona in un locale di spettacoli a luce rossa, ma anche in quel caso senza mai uscire dall'edificio, dove dormiva e passava tutta la giornata. Improvvisamente, una strana serie di incidenti fa morire alcuni dei protagonisti del sex-show.
3. La ragazza comincia a ricevere delle lettere da un ex morto anni prima, e invia un amico in un paese esotico in cerca della chiave del mistero.

Un libro sostanzialmente inutile.
Voto: 6

parole di Latifah | 11:34 | commenti (2) | letture2007

domenica, 28 ottobre 2007

Un libro

"L'ultimo amore è sempre il primo?" di Tahar Ben Jelloun

Mi chiedo quale sia la strategia editoriale che ha portato a cambiare il titolo, da affermativo a interrogativo, e rovesciandone proprio il senso. In originale, infatti, è "Le premier amour est toujours le dernier", diventato in italiano "L'ultimo amore è sempre il primo?".
Titolo a parte, questa raccolta di racconti di Tahar Ben Jelloun tratteggia in modo efficace i rapporti d'amore (e sesso) tra uomini e donne arabi.
Vi ho ritrovato lo stile asciutto, ma al contempo favolistico, di un autore da me molto amato. E vi ho ritrovato tre città che per me hanno rappresentato tappe fondamentali nel percorso di crescita che mi ha portato ad essere dove sono ora: Barcellona, Tangeri e Parigi.

Voto: 7

Dello stesso autore ho letto: Creatura di sabbia; Amori stregati; Giorno di silenzio a Tangeri; Lo scrivano; L’hammam; Nadia; Il razzismo spiegato a mia figlia.

parole di Latifah | 07:30 | commenti | viaggi, parigi, marocco, letture2007

giovedì, 18 ottobre 2007

Un libro e un film

A volte ritornano

Da un paio di settimane sono tornata ad una vita "normale". Insomma, non sono più concentrata solo su pappe e pannolini come ho fatto negli ultimi 10 mesi.
Sarà un caso, ma il mio ritorno al lavoro ha coinciso anche con la ripresa della lettura. E sono pure andata al cinema.
Per cui mi sono detta: be', è tempo di riaprire quel taccuino che giace chiuso da mesi.
Eccomi qui.

In questi primi 10 mesi del 2007 avevo letto soltanto una breve raccolta di racconti: "Natale in Silver Street" di Michel Faber. Era un regalo natalizio e mi sono sentita quasi in obbligo di leggerli.
Il mio giudizio è n.c. (non è "di merito": semplicemente, non mi hanno lasciato nessun ricordo; ero ancora troppo presa dalle poppate notturne).

Poi sono seguite varie letture "tecniche", come "Il linguaggio segreto dei neonati" di Tracy Hogg (la mia "guru"), e innumerevoli riviste dedicate alla mammitù. Ma narrativa, zero.

Non so cosa mi abbia spinto, un paio di settimane fa, a comprare "L'italiano. Lezioni semiserie" di Beppe Severgnini. Fatto sta che però mi ha sbloccata. E l'ho letto in poche sere.
Il mio voto è 6: l'autore non mi sta simpatico (troppo saputello), e non ho imparato nulla di nuovo. Ha solo il merito di avermi nuovamente interessato ad un libro che non trattasse di puericultura.

Domenica scorsa è stata la volta del cinema.
In realtà, nel 2007 ci siamo andati altre 5 o 6 volte (devo fare mente locale sui film visti, così la prossima volta che entro nel Caravanserraglio me li appunto).
Ma ora è cominciata la nuova stagione, e non potevo perdermi George Clooney. Che è sempre un bel vedere, anche in questo "Michael Clayton", decisamente tarato su di lui. Due ore piacevoli, senza troppo impegno: quel che mi ci vuole, in questo periodo.

Voto: 7,5.

parole di Latifah | 12:08 | commenti (2) | letture2007, visioni2007

giovedì, 04 gennaio 2007

Una poesia

Da "Ode al giorno felice" di Pablo Neruda

Questa volta lasciatemi
esser felice.
Non è successo nulla a nessuno,
non sono in alcuna parte,
accade solamente
che son felice
in tutte le parti
del cuore, camminando,
dormendo o scrivendo.

Che ci posso fare? Sono
felice...


Questi versi mi sono capitati sotto gli occhi ieri sera, sfogliando la raccolta "Todo el amor", antologia di Pablo Neruda pubblicata qualche anno fa da Repubblica. In realtà, cercavo il testo di una bella lirica molto diffusa su internet, in particolare sulla blogosfera ma non solo: "Lentamente muore", nota anche come "Ode alla vita".


Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce (...)

Un testo che proprio ieri mattina, dal parrucchiere, mi è capitato di ritrovare come editoriale dell'ultimo numero della rivista "Donna moderna" e tranquillamente attribuito a Neruda.

Peccato che quella poesia non sia compresa in nessuna raccolta ufficiale di Neruda... Insomma, si tratta di un bel falso, che però il passaparola in rete rende vero. Un falso diffusissimo non solo in italiano, ma anche in inglese e in spagnolo, per citare le lingue in cui ho fatto una veloce ricerca. Soltanto qua e si leggono voci fuori del coro.

Ma si sa, nessuna smentita riesce a fermare il tam tam. Proprio come successe a Gabriel Garcia Marquez, a cui venne attribuito uno scritto, "La marionetta", una sorta di addio in quanto lo scrittore sarebbe stato malato di cancro e in punto di morte. Poiché Gabo è invece ancora vivo, ha potuto rilasciare personalmente una piccata smentita (qui in italiano).

Insomma, mai fidarsi di quel che si trova in rete, e in particolare nei blog!

Certo, ci sono le eccezioni...

Io vi ho trovato l'amore.

E il nostro cucciolo, in fondo, è nato già blogger.


(...)
Oggi lasciate
me solo
esser felice,
con tutti o senza tutti,
esser felice
con l'erba
e con la sabbia,
esser felice,
con l'aria e con la terra,
esser felice,
con te, con la tua bocca,
esser felice.


Buon 2007!

parole di Latifah | 17:16 | commenti (6) | parole, personale, leggende metropolitane, letture2007

grazie a squidfingers x gli sfondi (background)