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mercoledì, 20 settembre 2006 Un'intesa
parole di Latifah | 09:34 | commenti (2) | religione, notizie, islam giovedì, 27 aprile 2006 Un film e un libro sui mujaheddin
Terrorismo islamico, la religione è un pretesto parole di Latifah | 16:32 | commenti (3) | egitto, islam, visioni2006, letture2006 sabato, 18 giugno 2005 Un libro e un fumetto parole di Latifah | 17:14 | commenti (11) | notizie, islam, letture2005 lunedì, 10 gennaio 2005
parole di Latifah | 16:18 | commenti (16) | islam, visioni2005 giovedì, 16 dicembre 2004 Un mistero svelato Temevo di avere mostrato ad un musulmano osservante una scritta blasfema, ma per fortuna non è così, e devo ringraziare la mia parrucchiera per avermi chiarito un dubbio preoccupante. L’episodio incriminato risale a qualche settimana fa: ero in una pizzeria, e un cameriere egiziano, fino a quel momento molto cordiale, reagì con fastidio, quasi offeso, quando gli feci vedere un adesivo con alcune parole arabe. Avevo comprato quel foglietto giorni prima in un’edicola di Livorno: per me erano solo dei ghirigori ed ero curiosa di conoscerne il significato, ma lui, accigliato, mi disse "sono robe di Corano", lasciandomi senza risposta. Fiuuuuu Ma soprattutto ho imparato che bisogna sempre rispettare i comandamenti, anche se si è atei: perciò cercherò di non nominare il nome di Dio invano. (E prometto che non comprerò MAI adesivi curiosi scritti in hindi, wolof o altre lingue a me sconosciute...) parole di Latifah | 22:29 | commenti (7) | parole, viaggi, personale, islam venerdì, 19 novembre 2004 Una gaffe Succede che vai in edicola in una città diversa dalla tua a comprare il giornale e vedi esposti degli adesivi curiosi, tutti colorati e catarifrangenti, che ti sembrano delle parole in lingua araba, e ne compri uno. Succede che, tornata nella tua città, una sera vai in una pizzeria dove non sei mai stata prima e scopri che il capocameriere e due pizzaioli sono egiziani. Succede che capisci che c’è ancora molta, molta strada da fare per la comprensione reciproca… Però di una cosa sei orgogliosa: all'uscita, un pizzaiolo ti chiede di dove sei veramente. (Ho i testimoni: Lizaveta per l’acquisto dell’adesivo in edicola; PlacidaSignora per la gaffe con l’egiziano) parole di Latifah | 10:29 | commenti (16) | personale, islam lunedì, 27 settembre 2004 Una guida turistica Referrers su Marocco, Tunisia ed Egitto Il Caravanserraglio è un luogo molto frequentato da turisti in cerca di informazioni su paesi come il Marocco, la Tunisia e l’Egitto. Ecco, allora, qualche risposta diretta alle richieste del mese arrivate tramite Shinystat. Gite Tangeri: la so! A pochi chilometri di distanza c’è una bella spiaggia (di cui non ricordo il nome, ma c’è anche un bar che vende panini farciti di patate fritte, lo consiglio): fare il bagno nell’oceano è un’esperienza, l’acqua è spumeggiante e le onde sono alte due metri. Io ci ho passato un pomeriggio e il 90% dei bagnanti erano uomini, quasi tutti ragazzini impegnati in estenuanti sfide calcistiche. Le donne tutte vestite e velate, solo tre ragazzine erano in costume (intero) e per fare il bagno si sono messe un pareo sui fianchi. Turisti: solo il mio gruppo. Tornando invece sul versante Mediterraneo di Tangeri, a circa un’ora di macchina (60 chilometri) c’è Tetouan, città dall’architettura moresca, sede di un bel Palazzo Reale. Il suq è immenso e decisamente incasinato, genere mercato delle pulci. Vale molto di più una visita un’altra cittadina, Chefchaouen, a 125 km da Tangeri (quindi un’altra ora di viaggio da Tetouan), nel mezzo delle montagne del Rif e della produzione del Kif (=hascisc). Ancora ignorata dai grandi circuiti turistici, Chaouen (come la chiamano i locali) ha un’architettura intatta (protetta dall’Unesco) e vanta anche un funduq, ovvero un caravanserraglio, l’unico che finora ho visto “dal vivo”. Non molto affascinante: in pratica è il cortile di alcune macellerie, con galline vive che corrono da tutte le parti e galline morte penzolanti sui muri. Sempre meglio di certe nostre piazze medievali deturpate da banche e negozi in franchising... Hammamet ottobre caldo o freddo: la so! Novembre Sharm 2004 tramonto sole: la so! Superstizioni arabe: be’, dipende... parole di Latifah | 13:53 | commenti (18) | viaggi, tunisia, referrers, egitto, meteo, islam, mar rosso, marocco martedì, 31 agosto 2004 Un velo Anche l’integralismo laicista è un errore Io sono per la libertà di ostentazione di simboli religiosi e contro questo “proibizionismo” che si trincera dietro il laicismo. Perché non è vietando alle studentesse di coprirsi il capo con l’hijab che sarà sconfitto l’integralismo islamico, anzi, si suscita esattamente la reazione opposta: scuole private separate, odio verso i “cristiani” intolleranti, e via così. In gioco non c’è un pezzo di stoffa. Lo spiegava bene Tahar Ben Jelloun, scrittore marocchino e musulmano, in un intervento pubblicato ieri su la Repubblica: La legge francese contro l'ostentazione dei simboli religiosi nelle scuole “è stata raffazzonata e votata in un clima di odio. Da ciò la sensazione di una legge fatta contro i musulmani. Occorreva invece spiegare ai cinque milioni di musulmani di Francia che la posta realmente in gioco quando si porta il velo è la condizione della donna, la libertà della donna quale la Francia la promuove. Perché questo è il nocciolo del problema: alcuni immigrati vorrebbero che le loro donne, le loro figlie e le loro sorelle vivessero nelle medesime condizioni dei loro concittadini rimasti in patria, rifiutano i diritti di cui godono le donne occidentali e non accettano che le loro donne ne possano trarre giovamento. Questo equivale a dire che hanno paura della libertà della donna e per mascherare questa paura si rifugiano nell'Islam”. E per favore, smettetela di chiamarlo chador (che è il velo nero usato dalle iraniane) o burka (abito tradizionale delle afgane). Va bene chiamarlo “velo”, e basta. Conoscere aiuta a comprendere, e a dialogare. Anche se sembra ogni giorno più difficile. Credits: grazie a Lizaveta per la foto. parole di Latifah | 13:17 | commenti (47) | islam giovedì, 15 luglio 2004
Una religione Premetto che non sono un’esperta di Islam, tutt’altro. Ma da anni coltivo la passione per la cultura araba, ho leggiucchiato vari libri, ho parlato con diversi musulmani. Ho qualche nozione in più di altri, ecco. Però generalizzare sull’Islam è un errore, perché è come parlare in generale di religione cristiana: si va dai Testimoni di Geova ai Valdesi, passando per i seguaci di Mamma Ebe, tanto per dire. Allo stesso modo - mi si perdoni la banalizzazione - esistono diverse interpretazioni del Corano. Io non l’ho letto tutto (come non ho mai letto l’intera Bibbia), ma ne conosco diverse parti. E i problemi nascono con l’interpretazione letterale della parola del Profeta Maometto: dal jihad, alla poligamia, al velo per le donne. E’ sempre, comunque, un problema di interpretazione. Anche di un versetto come questo, che preso singolarmente ha un significato spaventoso, per i non musulmani: "…Combattano dunque sul sentiero di Allah, coloro che barattano la vita terrena con l'altra. A chi combatte per la causa di Allah, sia ucciso o vittorioso,daremo presto ricompensa immensa". (Corano, 4, 74) Jihad letteralmente significa "sforzo", "impegno", ma non indica soltanto lo "sforzo militare", ovvero la guerra santa, che è comunque intesa solo come "difesa". Il problema nasce dunque da cosa si considera "attacco"… ma il mio Caravanserraglio non è il luogo per affrontare un tema così delicato. Anche sul velo ho le mie idee, e sono capace di difenderle strenuamente. Io sono per la libertà individuale, anche per quanto riguarda i simboli religiosi. Se non è un obbligo, il velo lo accetto e lo rispetto. Anche a scuola, anche negli uffici pubblici. Recita il Corano: "... Oh Profeta, dì alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro veli, così da essere riconosciute e non essere molestate..." (33, 59) "... Di' alle credenti di abbassare i loro sguardi e di essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti (zinetahunna), se non quello che appare; di lasciare scendere il loro velo (bi-khoumourihinna) fin sul petto e non mostrare ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri, ai padri dei loro mariti, ai loro figli, ai figli dei loro mariti, ai loro fratelli, ai figli dei loro fratelli, ai figli delle loro sorelle, alle loro donne, alle schiave che possiedono, ai servi maschi che non hanno desiderio, ai ragazzi impuberi che non hanno interesse per le parti nascoste delle donne. (24, 30-31) Be’, sapete cosa dice San Paolo, nelle lettere ai Corinzi?"... Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poichè è lo stesso che se fosse rasata. Se dunque una donna non vuole mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi allora si copra..." Insomma, è una strada lunga e piena di ostacoli. Ci vorranno ancora sei secoli, forse: gli stessi che separano Gesù e Maometto. P.S. Scusate la riflessione lunga e noiosa. L'ho scritta soprattutto per me. Poi, tornerò ad argomenti più leggeri... parole di Latifah | 15:00 | commenti (25) | islam, marocco, araberie |
grazie a squidfingers x gli sfondi (background)