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lunedì, 31 luglio 2006 Una curiosità
parole di Latifah | 17:21 | commenti (9) | sport, ascolti lunedì, 13 marzo 2006 Una canzone
Breve saggio su "Ya rayah", aspettando il Caimano parole di Latifah | 17:03 | commenti (10) | ascolti, araberie, visioni2006, danza orientale venerdì, 03 marzo 2006 Una storiaIn direzione ostinata e contraria parole di Latifah | 16:54 | commenti (11) | pensieri, ascolti lunedì, 05 dicembre 2005 Un covo da bloggersAl concerto dei Baustelle parole di Latifah | 15:53 | commenti (9) | ascolti mercoledì, 14 settembre 2005 Un concertoGrande Battiato, grandissimo Sgalambro parole di Latifah | 19:14 | commenti (14) | ascolti giovedì, 25 agosto 2005 Un concerto
Metti una sera di fine estate due blogger a Reggio Emilia Play. Breve introduzione musicale. Parte il recitato: "Ho fatto l’esame di seconda elementare nel 1975. Il socialismo era come l’universo: in espansione". Rimango folgorata. kAy conferma: "Succede a tutti: al primo ascolto, o li ami o li odi". Conosco così il gruppo reggiano Offlaga Disco Pax e il loro cd "Socialismo tascabile", che diventa la mia colonna sonora dell’estate, in ufficio e sul mio nuovo lettore mp3. Ieri sera, io e kAy affrontiamo l’A1 per una trasferta blog-musicale: alla Festa de l’Unità di Reggio Emilia c’è un concerto degli Offlaga, non possiamo mancare. Al primo stand mangereccio acchiappo una piada con salsiccia (3,70 euro per un pezzetto sbruciacchiato di carne in un’ostia insipida: non esistono più i cuochi-compagni di una volta…) e una birra italiana in lattina (3,50 euro, ammappete! Però ci sta, se serve per mandare a casa il Cav.). Un’occhiata veloce al Liga-Point, zeppo di memorabilia tra lambrusco, popcorn e dischi d’oro in vista del mega-evento del 10 settembre (i palchi sono da scenografia di Spielberg, ve lo assicuro), poi entriamo nell’arena "underground". Ci accolgono un paio di esponenti della fauna locale con uno scontato "ciao, belle!" (a girare con kAy l’abbordaggio è assicurato…). L’approccio si ripeterà alle due di notte: i tipi cambiano, il saluto è sempre quello (nella bassa reggiana si vede che hanno poca fantasia e si ispirano ad antichi inni resistenti). Da segnalare, però, anche un: "Ma chi sono queste due bionde dall’aspetto nordico che conversano con te?", detto al cantante degli Offlaga (mitico Max, solo tu puoi sapere chi è Tatò!) da un sedicente discografico armato di immancabile lambrusco ("la bottiglia me l’ha regalata il Liga, non me ne separo mai". E io penso: spero che si cambi le mutande con maggiore assiduità). Sul palco sale la prima indie-band della serata: i torinesi Disco Drive. Pum-pum-pum, il mio stomaco deve ancora digerire l’ostia salsicciata e consiglia di allontanarsi dalle casse. Saranno 20 anni che non vado a un concerto rock, i miei timpani non sono attrezzati per attutire il frastuono. Meglio andare al bancone: caiprinha (bicchiere pieno per tre quarti di ghiaccio amaro), 5 euro. Versiamo l’obolo alla causa. Tocca alla seconda band: i Perturbazione (hanno anche un blog: chi non ce l'ha, ormai?). Sono un po’ prevenuta, mi aspetto qualcosa tipo zung-tang-sdang, e invece il genere sta tra i Negramaro e i Tiromancino (forse il paragone perturberà la band, ma io la penso così). A metà del secondo brano kAy si fionda al banchetto e compra l’ultimo loro cd (ne hanno già quattro all’attivo). Non hanno ancora finito la canzone che anch’io decido l’acquisto: opto per il cd precedente, per diversificare. Il cantante è un vero animale da palcoscenico. Alla fine lo abbordo (io, stavolta: ad andare con gli zoppi…) per un autografo e si rivela o dislessico o ubriaco perso: si schermisce ai miei complimenti e scarabocchia qualcosa che interpreto come un "Tommi thanxalot" sul cd (scopro poi che si chiama Tommaso Cerasuolo). Finalmente tocca a loro: gli Offlaga (blogger pure loro). Ormai posso recitare il loro socialismo tascabile a memoria: un mix della mia infanzia e della mia adolescenza tra i primi anni ’70 e i primi ’80, con una forte dose di nostalghia di comunismo all’emiliana, tra il busto di Lenin a Cavriago, la boccia delle ciungam con le palline colorate, il quartiere dove il Pci prendeva il 74% e la Dc era al 6%. Torno a casa alle tre di notte con un feticcio nella borsa: un pacchetto di wafer Tatranky, proveniente direttamente da Praga, e un involucro di una wrigley al gusto cinnamon. Tutto il resto è desistenza. (Probabilmente avrete capito poco o niente di questo post. Ma l’importante è che mi sono divertita, proprio tanto. Appuntamento con gli OfflagaDiscoPax il 30 settembre all’Estragon di Bologna: e chi non c’è, è un neocentrista...). parole di Latifah | 17:54 | commenti (17) | ascolti, blog venerdì, 08 luglio 2005 Un giorno dopoE' necessario... parole di Latifah | 20:32 | commenti (7) | ascolti, personale lunedì, 23 maggio 2005 Un tormentonePeggio di una catena di santantonio parole di Latifah | 12:46 | commenti (29) | ascolti, blog giovedì, 17 febbraio 2005 Un film parole di Latifah | 12:02 | commenti (34) | ascolti, visioni2005 venerdì, 14 gennaio 2005 parole di Latifah | 12:03 | commenti (16) | bologna, ascolti, personale domenica, 09 gennaio 2005
parole di Latifah | 19:00 | commenti (12) | ascolti venerdì, 26 novembre 2004 Un concerto Da alcuni mesi non ho voglia di ascoltare musica. E' molto strano. Forse ho bisogno di silenzio. Così, quando sono a casa da sola, il lettore cd resta spento. Ma quando non sono sola, c'è qualcuno che pensa alla colonna sonora. E da un paio di settimane, nella sua hit parade, c'è una presenza costante: Elegia, il nuovo cd di Paolo Conte. Uno dei pochi autori italiani che mi piace (gli altri sono Battiato e De André. Per il resto, prediligo musica strumentale, dalla classica al jazz passando per l'etnica). E ieri sera ho assistito, per la prima volta, ad un suo concerto. Premetto che ero storta. Brutta giornata, insomma (oggi è peggio, però). Quindi, nell'intervallo tra la prima e la seconda parte, mi sono dichiarata delusa. Non mi aveva dato nessuna emozione particolare: mi sembrava di ascoltare un suo cd dal vivo, e basta. Poi, forse, mi sono rilassata. Ma anche Conte è cambiato, nella seconda parte: non si è più "nascosto" dietro al pianoforte, ma ha finalmente aggiunto la sua presenza, camminando sul palco, suonando il vibrafono. E i brividi, allora, li ho sentiti anch'io (ma mi è sembrato che in generale gli applausi fossero più calorosi e più lunghi). Chissà se qualcuno ha visto lo stesso concerto di ieri sera... mi piacerebbe confrontare le mie impressioni. I miei compagni di ascolto non contano: sono stati rapiti sin dal primo momento. Durante l'intervallo i commenti erano tutti "è un grandissimo", "che orchestra", e così via. A me sembra che i fiati abbiano persino steccato, in un paio di momenti... Ma forse ero storta. Oggi, di più. parole di Latifah | 17:13 | commenti (14) | ascolti venerdì, 16 aprile 2004 Una canzoneMorire per delle idee Morire per delle idee, l’idea è affascinante
Per poco non morivo senza averla mai avuta. (…) Approfittando di non essere fragilissimi di cuore, andiamo all’altro mondo bighellonando un poco; perché forzando il passo finisce che si muore per delle idee che non han più corso il giorno dopo. (…) Gli apostoli di turno, che apprezzano il martirio, lo predicano spesso per novant’anni almeno; morire per delle idee, sarà il caso di dirlo, è il loro scopo di vivere, non sanno farne a meno. (…) E voi, gli sputafuoco, e voi, i nuovi santi, crepate pure per primi, noi vi cediamo il passo; però, per gentilezza, lasciate vivere gli altri. La vita è grosso modo il loro unico lusso. di Georges Brassens – traduzione di Fabrizio De André parole di Latifah | 15:19 | commenti (4) | ascolti giovedì, 25 marzo 2004 Una canzone
Vecchi amanti Certo, ci fu qualche tempesta. Anni d'amore alla follia. Ed ogni mobile ricorda, in questa stanza senza culla, i lampi dei vecchi contrasti. So che hai avuto degli amanti. Bisogna pur passare il tempo… Ma c'è voluto del talento per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti. E non c'è peggior insidia che amarsi con monotonia. Ti amo ancora, sai, ti amo. Versi liberamente tratti da La canzone dei vecchi amanti, di Jacques Brel. L’ho scoperta grazie a Battiato, forse il cantante-autore che amo di più, assieme a De André, che - guarda caso - ha proprio Brel tra i suoi maestri dichiarati. Qui il testo originale, qui la versione in italiano nel sito ufficiale di Battiato. parole di Latifah | 12:53 | commenti (24) | ascolti |
grazie a squidfingers x gli sfondi (background)