Sto leggendo: N. Mahfuz - Il giorno in cui fu ucciso il leader
Ho letto: AA. VV. - Parola di donna, corpo di donna. Antologia di scrittrici arabe contemporanee (6) Y. B. - Zero Kill (5) Y. Ghata - La notte dei calligrafi (8) I. McEwan - Chesil Beach (6,5) S. Vinci - Strada provinciale Tre (7,5)
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C'è un bar, sotto al mio ufficio, che sembra da film. Le proprietarie sono tre donne: nonna, mamma e figlia ventenne, un po' matte e molto simpatiche. Fino a un paio d'anni fa era il classico locale "da nonni", con il biliardo, i vetri anneriti dalla nicotina, operai al bancone per un cicchetto e i pensionati del quartiere ai tavolini, impegnati in interminabili partite a briscola. Avete letto "54" di Wu Ming? Ecco, sembrava proprio il bar di Robespierre Capponi. Ora, invece, ci vedrei bene Amélie, e non a caso le note di Yann Tiersen, autore della colonna sonora, fanno spesso da sottofondo musicale in questo bar.
Ed è in questo bar che l'altra mattina entro per un caffé e due chiacchiere.
"Vai a fare qualche bella vacanza sub?", mi chiede la proprietaria "di mezzo", una quarantenne-e-rotti appassionata di viaggi e di mare.
"Eh, no, nessuna vacanza sub, perché sai...". E nello spazio di un caffé le riassumo la rivoluzione della mia vita negli ultimi tre mesi. "Così ora vivo in un appartamento con altre due ragazze...", concludo mentre mi avvicino alla cassa per pagare.
"Ti interessa trovare casa in zona? Una mia amica va a lavorare a Milano e cerca qualcuno che subentri, con urgenza...".
"Mah, non ho fretta, però non si sa mai, magari falle un accenno, poi ci sentiamo". Chiacchiere da bar, insomma. E invece...
Ieri mattina ricevo un sms, da un mittente sconosciuto. "Ciao, sono Monica, sono a casa per preparare il trasloco, se vuoi passare a vedere la casa chiamami". Pensavo avesse sbagliato numero: avevo dimenticato del tutto la conversazione con la barista! Comunque, telefono. Ci troviamo al bar, prendiamo un caffé, poi andiamo assieme verso casa: è a 100 metri dal mio ufficio. Salgo le scale: una palazzina del centro storico, ben tenuta (come direbbe un agente immobiliare). L'appartamento è al primo piano, sopra c'è una mansarda dove vive un'altra ragazza. Il prezzo è ottimo, almeno per la mia città. Mi aspetto una topaia. E invece...
E' un appartamento mignon, "di sapore" (come direbbe un agente immobiliare), ma l'ho sentito subito mio. Ingressino, cucinina, salottino, camerina, bagnetto. Sembra la casa dei puffi. Però il soffitto è alto quattro metri, il pavimento è di marmo, nel bagno c'è il box doccia nuovo, il riscaldamento autonomo. Lo sapete come si dice a Bologna? Una bazza. Un affare, insomma. Ma...
"Tra poco arrivano i miei genitori, mi aiutano a portare via le mie cose, partiamo appena abbiamo caricato tutto. C'è già una ragazza pronta a entrare in settembre, ma se paghi l'affitto dal primo agosto è tuo. Sei interessata?"
Argh.
Sono molto interessata, ma avrei bisogno di tempo, come faccio a decidere in poche ore? E invece...
Ho deciso. In due ore. Qualche consulto telefonico con le persone più care, per valutare pro (a cinque minuti a piedi dal lavoro, mi cambia la vita!) e contro (e adesso come lo dico alle mie coinquiline?). Ma è stata "la pancia" a decidere, non la testa.
Ci siamo riviste davanti a quel bar. Dieci minuti per trattare l'acquisto del letto e di un tavolo, e l'accordo è fatto. Mi presento alla proprietaria, che abita sullo stesso pianerottolo: una signora simpatica e dolce, con un gatto nero di 16 anni che appena mi vede mi fa "miao".
Monica mi dà le chiavi e mi saluta: "Vedrai, ti troverai bene. Io ci sono stata sei anni. Quella casa è fortunata: ci sono gli angeli...".
Ora ho pochi giorni per trovare chi prenda il mio posto e per organizzare il trasloco. Con calma: frigo e cucina a gas ci sono, il letto e il tavolo pure. Basta poco, per vivere. L'importante è stare bene con se stessi.
Quando torno a casa - quella che presto sarà la mia ex casa - è mezzanotte e metto la valigia sul letto. No, non è per il trasloco... tra dieci giorni andrò in ferie, ma la mia valigia partirà già domani.
Non so se sia merito di Saturno, ma la mia vita ha cominciato a girare nel senso giusto. E me lo merito.