Sto leggendo: N. Mahfuz - Il giorno in cui fu ucciso il leader
Ho letto: AA. VV. - Parola di donna, corpo di donna. Antologia di scrittrici arabe contemporanee (6) Y. B. - Zero Kill (5) Y. Ghata - La notte dei calligrafi (8) I. McEwan - Chesil Beach (6,5) S. Vinci - Strada provinciale Tre (7,5)
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Visto che ormai aggiornare il blog per me è un lusso, provo a buttare giù poche righe di appunti sulle ultime visioni al cinema. Altrimenti, nel giro di poche settimane rischio di dimenticare che cosa ho visto. Colpa del super-lavoro, e dell’età che avanza...
La febbre di Alessandro D’Alatri
Filmino carino, di quelli che vedi volentieri perché ti ci identifichi. In fondo, siamo tutti geometri con l'ambizione di diventare artisti, o di aprire un locale alternativo, no? Fabio Volo mi piace, lo avevo apprezzato anche in "Casomai", e qui si conferma un non-attore che sa tenere la scena meglio di tanti altri attori. Cameo di Arnoldo Foà nella parte del presidente della Repubblica. Fastidio per l'ingombrante presenza pubblicitaria di una birra italiana, con il marchio sempre in primo piano. Voto: 7
Le crociate di Ridley Scott
Questo me lo sono già dimenticato o quasi. Non amo i film "cappa e spada" e nemmeno i kolossal, però - semplificando - mi è piaciuto di più rispetto a "Il gladiatore". Solita parata di attoroni, da Liam Neeson a Jeremy Irons, da Edward Norton (ottimo e riconoscibilissimo nonostante la maschera sul volto) a Orlando Bloom. Belle le scene di battaglia (anche se le migliori, nel genere, per me restano quelle iniziali di "Giovanna d'Arco" di Luc Besson). E Saladino non è poi così feroce... Voto: 7
Sin City di Frank Miller e Robert Rodriguez più Quentin Tarantino
Non conoscevo il fumetto, quindi non posso giudicare la trasposizione sullo schermo. Ma tecnicamente è un gran film. Violento, sì, ma non fastidioso, grazie alla preponderanza del bianco-bianco/nero-nero, con qualche macchia di colore. Troppo lungo, difetto che accomuna quasi tutti i film che ho visto ultimamente. Una gioia per gli occhi maschili, grazie alla parata di bellezze capitanata da Jessica Alba e Rosario Dawson, e parata di attoroni, con un irriconoscibile Mickey Rourke, il solito Bruce Willis e un Benicio Del Toro ciccione. Voto: 8
Quo vadis, baby? di Gabriele Salvatores
Me ne avevano parlato molto bene, così avevo aspettative alte che sono andate deluse, come spesso accade in questi casi. Tratto dall'omonimo romanzo della scrittrice-attrice-cantante bolognese Grazia Verasani, offre un'immagine noir di Bologna forse un po' stereotipata. Se non lo boccio con un'insufficienza è per motivi affettivi, sia legati alla città che alla protagonista Angela Baraldi, un po' attrice, un po' cantante, magari diventerà scrittrice pure lei, chi lo sa... Di lei ho un ricordo legato ai suoi esordi di recitazione: frequentammo assieme un seminario di tango argentino e per due settimane fu la mia tanguera, visto che - come al solito - di ballerini maschi non c'era manco l'ombra. Salvatores l'ha imbruttita a dismisura, ma continua ad esercitare un fascino un po' maudit. E' l'unica donna per cui abbia mai provato una specie di attrazione... Ignobile, invece, la recitazione della co-protagonista Claudia Zanella, che sfigurerebbe persino in una televendita di pentole e "cucchiò". Si salva Gigio Alberti. Ma sono tutti poco credibili.
Quel che mi è piaciuto di più di questo film è il filo conduttore della potenza dell'immagine: dal filmino in super8 (per rendere i ricordi d'infanzia) all'obiettivo fotografico (l'occhio attraverso il quale la detective Baraldi spia mogli infedeli), dalle videocassette (che riportano "in vita" la sorella della protagonista, suicidatasi anni prima) al fascino del grande schermo (il titolo è una citazione da "Ultimo tango a Parigi", il protagonista maschile è un regista, manifesti cinematografici sono un indizio per svelare la trama, che d'altra parte si intuisce dopo 10 minuti). Fino all'immagine riflessa nei vetri e negli specchi. Tutto è finzione, insomma. Ma è anche, molto spesso, banalità trita e ritrita. Voto: 6,5
Batman Begins di Christopher Nolans
Si dice che chi ben comincia è a metà dell'opera. Qui, invece, si comincia bene, ripercorrendo i primi anni di vita di Bruce Wayne (un insipido Christian Bale) e le motivazioni che lo porteranno a diventare l'uomo pipistrello per salvare Gotham dalla corruzione. La morale è che bisogna affrontare le paure per vincerle (ma dai?). Poi sarà stata la stanchezza accumulata con i ritmi di lavoro che sono costretta a sopportare negli ultimi tempi, sarà stata l'ora tarda, ma da quando sulla scena appare Batman mi sono addormentata, e del film non so dirvi altro. Anche questo dura troppo, comunque, e i big (Michael Caine, Morgan Freeman, Liam Neeson, Rutger Hauer) reinterpretano loro stessi senza un guizzo. Noia nonostante la profusione di effetti speciali. Voto: 6