[Caravanserraglio]
Pensieri, parole, opere e... viaggi (reali e mentali) di Latifah
 











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Smettiamola!







giovedì, 08 luglio 2004

Un condizionatore

Istruzioni per l’uso dell’odiata bestia

"Scusa, puoi abbassare un po’?". Ora, se questa domanda ti viene rivolta mentre stai ascoltando la radio o la tv, il messaggio è chiaro. Ma se riguarda l’aria condizionata, urge un chiarimento: "Cioè, vuoi più caldo o più freddo?".
La guerra della temperatura è una costante di questa stagione. Da anni la combatto in ufficio, dove ho il privilegio di manovrare il telecomando. Ma da una settimana la battaglia si è allargata anche a domicilio. Dopo anni di sofferenza, abbiamo deciso l‘acquisto di un condizionatore portatile, "così vedrai che quest’estate farà freddo…". La cabala, però, ha funzionato solo un paio di settimane, e il momento di testare l’apparecchio è scoccato. A me, l’onere di studiare le istruzioni e l’onore di manovrare il telecomando (tendo a comandare un po’ dappertutto, con e senza "tele", in effetti…). Al mio compagno, il compito di protestare "perché fa caldo lo stesso". Anche la temperatura è un’opinione.

Prima sera: sperimentiamo la funzione "benessere notturno". Ovvero, si decide la temperatura di partenza (da me settata a 25 gradi), poi si spinge un pulsantino che dopo due ore alza la temperatura di un paio di gradi e abbassa il rumore. Alle 4 di notte lui si sveglia in un lago di sudore e protesta. Abbasso la temperatura manualmente. La mattina il gatto ci sveglia con violenti starnuti: spengo il condizionatore e mi preparo ad accendere l’aerosol (avete mai provato a fare l’aerosol al gatto? Be’, è un’esperienza… magari un giorno ci scrivo un post).

Seconda sera: proviamo la funzione "timer". Setto la temperatura a 24 gradi, con spegnimento alle 2 di notte e riaccensione alle 5 di mattina. Alle 4 lui si sveglia sudato fradicio e protesta. Annullo il timer e riaccendo il condizionatore. Il gatto miagola davanti alla porta: per la prima volta lo abbiamo chiuso fuori dalla camera e non capisce perché.

Terza sera (ieri). Portiamo la bestia in bagno perché deve fare pipì. Non, non il gatto, ma l’odiata macchina. Non capisco perché i condizionatori abbiano mille funzioni - manca solo che prendano la tv via satellite - epperò debbano essere spurgati dell’acqua in modo quasi umano. E il catetere non è in dotazione. Nel negozio di elettrodomestici dove l’ho comprato non ce l’hanno: "Provi in un negozio di giardinaggio, provi a prendere un tubo di quelli per innaffiare, forse funziona…". Forse?
Vabbe’, ieri non ho avuto voglia di cercarlo, era il mio compleanno e ho preferito girare per orologiai per trovare il regalo che mi ha fatto il mio lui: un orologio Citizen Promaster Aqualand II, che nemmeno Maiorca ce l’ha. Ma eravamo in bagno per le funzioni fisiologiche del condizionatore… Togliamo il tappino, prepariamo gli stracci, facciamo "psss psss" e lui fa una pisciatina. Be’, si vede che non era ancora pieno. Riportiamo la bestia in camera (intanto il gatto è partito per le ferie con mia mamma, almeno non c’è il rischio di una ricaduta del raffreddore o di miagolii notturni) e testiamo la funzione "benessere", tout court. In pratica, decide da solo qual è la temperatura e il grado di ventilazione ideale. Intelligente, no? Non tanto. Ci svegliamo alle 4 sudati fradici, tutti e due. Silenzio. Buio. Il condizionatore non dà segni di vita. Mi alzo, lo tocco, lo accarezzo persino. Morto. Non è possibile, era così giovane…
Prendo il libretto di istruzioni. Capitolo "malfunzionamenti". Tipologia: "Il condizionatore non funziona". Causa: "Manca la corrente". Soluzione: "Attendere il ripristino della corrente". Mi chiedo chi sia il genio che scrive queste cose. Comunque, non si sa mai, magari si è rotta proprio la presa… Prendo un phon: va. Continuo la lettura delle istruzioni.
Seconda possibile causa: "La spina non è inserita". Soluzione: "Inserire la spina nella presa della corrente". Ma mi pigli per scema? Comunque, non si sa mai, magari funziona come con il computer, che fai ctrl-alt-canc e si riprende. No. Continuo la lettura delle istruzioni.
Terza possibile causa: "Serbatoio dell’acqua pieno". Eh, no, stavolta non mi freghi! Lo abbiamo svuotato tre ore fa, prima di accenderlo, e non ci penso neanche, in piena notte, di riportarlo in bagno. F*nc*lo. Già mi preparo la telefonata all’assistenza, mi immagino lunghe attese con Per Elisa in sottofondo e mia personale interpretazione vocale con tutti gli improperi che conosco… Torno a letto. Boccheggio. Il mio compagno suda copiosamente, senza protestare. Spengo la luce. Riaccendo la luce. Ok, maledetta bestia, faccio quest’ultimo tentativo, ti porto in bagno! Tolgo il tappo, e mi piscia sui piedi un litro di acqua bollente… Però, l’umidità dev’essere altina, stanotte! Lo riporto col guinzaglio in camera da letto. Attacco la presa e… magia! Va. Mi cambio il pigiama, zuppo di sudore e di (mal)umori, piglio il telecomando, setto sui 24 gradi e, finalmente, dormo.

Domani vado a Roma. In treno mi studierò le istruzioni dell’orologio subacqueo. Spero (per voi) che non mi ispiri un altro attacco di blogorrea come questo…

parole di Latifah | 13:14 | commenti (27) | parole, personale, meteo, nerone

grazie a squidfingers x gli sfondi (background)