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giovedì, 29 aprile 2004 Una riflessione
Blog e dintorni E’ da poco più di un mese che esiste questo blog. Ed è già tempo di bilanci, per me. Perché io ho deciso da un momento all’altro di aprire il mio Caravanserraglio, il 20 marzo, durante un pomeriggio un po’ noioso di lavoro. Partecipavo già da qualche tempo a un blog a più voci, ma che non è mai (o non è ancora) decollato, per mancanza di tempo o anche per scarso interesse dei partecipanti, gli "avanzi" di un laboratorio di scrittura creativa. Allora ho pensato di creare uno spazio tutto mio, un taccuino dove annotare i libri che leggo, i film che vedo, le canzoni che ascolto. Pensieri e parole in libertà. Ma, ecco, non credevo che diventasse uno spazio "pubblico". Sì, avevo mandato una mail a qualche amica, intitolata "non se ne sentiva il bisogno…" ("…Ma ho aperto anch’io un blog"). Raccolsi parecchie perplessità. Reazioni tipo "non so cos’è un blog e non mi interessa", oppure "ma come, avevi detto che non te ne fregava niente dei blog, e invece eccoti qua". Be’, a me succede, di cambiare idea. Per fortuna. Poi, nel giro di pochi giorni, ho ricevute tante (e gradite) visite, grazie a un’amica che si era appena bloggata, e che mi ha presentato alla sua rete di blog-amici. Devo dire che i commenti fanno piacere, sia positivi che critici (se costruttivi), perché in fondo ti consentono di instaurare un dialogo con altri che condividono i tuoi stessi interessi. Compresi i giochi di parole. In fondo, bloggare vuol dire anche giocare. Devo dire che a me è sempre piaciuto "dialogare a distanza". Da ragazzina mettevo annunci su riviste musicali e di fumetti per cercare corrispondenti. Ero già logorroica, insomma, prima di diventare blogorroica (anche se mi limito a un post al giorno…). Poi, nell’era di internet, ho sperimentato le chat. Piazze virtuali dove si trova un’umanità varia come in quelle reali. Grazie a quel tipo di dialogo, ho imparato soprattutto a prendere confidenza con il computer. Se avevo un intoppo, o un semplice dubbio, bastava entrare in chat e chiedere aiuto. Poi, certo, ho vissuto anche i "corteggiamenti" e subìto il "fascino" di questo mezzo di comunicazione. Ma ho bazzicato (e frequento tutt’ora) anche i newsgroup, perché possono essere fonti alternative d’informazione: dai film ai viaggi, dai libri alle leggende metropolitane. E ora, eccomi qui nella blogosfera. Dove, in fondo, sono una newbie (ops, scusate! Vecchio retaggio del gergo usenettiano…). Zu, che di lessico se ne intende, mi correggerebbe subito. Ok, sono una neofita. Io non sapevo nemmeno che esistessero delle Blogstar… E non mi interessa frequentarle. Però ogni tanto sbircio Personalità confusa, perché scrive bene. Non avevo mai lasciato commenti, anche perché sembra che uno lo faccia per auto-promuoversi. Se mi capita (e se mi ricordo) cancello la mia url dai commenti. Ma ieri, c’è stato un post che mi ha fatto un po’ arrabbiare, perché tradiva un atteggiamento superior-chic che mi urta (si parlava di Sharm come "la località balneare più battuta dal turismo impiegatizio arrivista milanese tra maggio e luglio"), e giù commenti sdraiati, per compiacere la personalità. L’unico che ha osato scrivere "ma come siete snob" era un anonimo. Ecco perché sono intervenuta, sì, in difesa di Sharm, orribile località ma paradiso tropicale alla portata di tutti, e perciò, forse, deriso nei commenti. Ma mi sono firmata con l’url, proprio per non apparire anonima. E devo dire che il dialogo è diventato interessante, grazie anche al contributo di Gilgamesh. Poi, ho delle mie personali blogstar. Cioè blog che leggo spesso e volentieri, e che mi suscitano una "commentite" acuta. Vado in ordine sparso: innanzitutto Lia, perché la sua visione del mondo arabo spesso combacia con la mia, e lì trovo notizie (e dibattiti) interessanti. Poi c’è adayinthelife, perché scrive benissimo, è un ragazzo intelligente e ha talento da vendere. Sbircio spesso e volentieri anche la banda del signor Effe, il frog di Massimo e il mondo parallelo di Briciolanellatte. Tutti e tre, in modo diverso, mi fanno riflettere e divertire allo stesso tempo. Poi, non posso citare qua tutti quelli che visito ogni giorno, perché per vari motivi mi interessano. E non credevo che in rete ci fossero così tante persone che comunicano, con le parole o con le immagini, cose interessanti. Ma per oggi ho meta-riflettuto anche troppo. E non mi ricordo più cosa volevo dire quando ho cominciato a scrivere questo delirio. Temo sia un caso preoccupante di blogghite. parole di Latifah | 21:25 | commenti (24) | blog |
grazie a squidfingers x gli sfondi (background)