[Caravanserraglio]
Pensieri, parole, opere e... viaggi (reali e mentali) di Latifah
 











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mercoledì, 24 marzo 2004

Una città

Tangeri

Emana il fascino di una vecchia puttana: ha le tette sfatte, il viso solcato da rughe, ma è ancora capace di stregare. Questa è Tangeri, porta occidentale dell’Africa, al confine tra Mediterraneo e Oceano Atlantico. Nel labirinto della Medina, la vecchia città araba, mi sono persa più volte. Ma lì ho ritrovato me stessa.

Impressioni di settembre, che non sfumano. La terrazza del vecchio hotel coloniale affacciato sul porto, mio rifugio per quei dieci giorni. Il profumo delle sarde fritte in strada, il piatto colmo per un euro e ti danno anche pane e lenticchie. La luna piena che in pochi secondi sorge dietro il profilo dei primi monti del Rif, e occhieggia complice. Gli occhi tristi di Suad, mentre guarda le foto di 30 anni fa, giovane danzatrice con il ventre svelato, "ma non ditelo a mia figlia che ve le ho mostrate – dice nel suo spagnolo zoppicante – potrebbe piangere". Il sorriso del piccolo Younes, quando gli chiedo di scegliere un nome arabo per me, e lui dice Latifah, "gentile", perché così si chiama la nonna. La sera, sul comodino, mi aspetta "Giorno di silenzio a Tangeri", di Tahar Ben Jelloun, ma dalla strada, una notte, si levano le urla di gioia delle donne, che danno la sveglia a una promessa sposa, e alla città, all’alba della cerimonia di nozze.

Contraddizioni di una vecchia puttana che si concede ancora, ma solo a chi sa apprezzarne il fascino nascosto.

parole di Latifah | 14:21 | commenti (12) | viaggi, personale, marocco

grazie a squidfingers x gli sfondi (background)