[Caravanserraglio]
Pensieri, parole, opere e... viaggi (reali e mentali) di Latifah
 











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Smettiamola!







mercoledì, 12 marzo 2008

Un nome, un destino

Ma quei genitori...

Già uno nasce con un cognome impegnativo come Coraggio...
Fosse capitato a me, avrei cercato un nome "normale". Che so, Paolo o Giovanni.
Loro, no. Quel figlio l'hanno chiamato Generoso.

Di nomi e cognomi curiosi me ne sono capitati tanti, nella vita.
Ricordo una fantastica accoppiata Borsellino-Colletta: uno presidente e l'altro direttore della filiale di Bologna della Banca d'Italia.
Oppure un mio ex amministratore di condominio, il signor Palazzo.
E per la serie "dio li fa, poi li accoppia", ho conosciuto anche i coniugi Desiderio-Romantico.

Ma il dottor Generoso Coraggio è veramente una perla.

Specie se di mestiere fa il direttore Enac. E in particolare si occupa della sicurezza aeroportuale a Bologna.

Coraggio, Generoso. Spero solo che, se hai figli, tu non li abbia chiamati, che so, Fedele o Forza.

parole di Latifah | 15:16 | commenti (5) | parole

venerdì, 07 marzo 2008

Uno spazzolino da denti

Quando gli oggetti sono in rivolta

Pioveva forte, stanotte. Ma non è stato il ticchettio della pioggia a svegliarmi. Erano da poco passate le 5 quando dal bagno si è levato un rumore metallico. Sembrava che il lavandino stesse tremando.
Intontita dal sonno, ho pensato che fosse la tempesta, a creare una sorta di pressione nei tubi. Succede, a volte.

Ma quel rumore era ritmico, insistente.
Come se qualcuno stesse battendo con un attrezzo sul lavabo.
Ero persino un po' spaventata, quando ho deciso di alzarmi.

Non credevo ai miei occhi, quando ho scoperto l'autore di quel baccano.
Era lo spazzolino da denti.

Ho preferito non chiedermi come si potesse essere acceso da solo. E perchè fosse lì, dentro al lavandino.
L'ho spento, riposto nel bicchiere e sono tornata a letto.

Stavo quasi per riaddormentarmi quando ho sentito una sommessa vibrazione. Sono tornata in bagno e lo spazzolino stava pulsando nervosamente, quasi per farsi spazio tra il dentifricio e il rasoio.
L'ho preso, spento e riposto su un mucchietto di panni sporchi.

Io non ho più preso sonno. Lo spazzolino, invece, sì. Per fortuna.

Stamattina - lo ammetto - avevo un po' di timore ad entrare in bagno.
Forse è meglio tornare ad uno spazzolino manuale...

parole di Latifah | 15:42 | commenti (2) | personale

martedì, 04 marzo 2008

Una libreria reale e virtuale

Alla ricerca dei titoli perduti

Sono caduta anch'io nella rete di aNobii. E mi sento già un po' addicted...

Il lavoro di catalogazione nuda e cruda (ovvero la digitazione dei codici ISBN) l'ha fatto qualcun altro per me. Io ora sto cercando di aggiungere le altre annotazioni, come il voto, le categorie, un eventuale commento.

Ma la vera potenzialità di questo strumento, per me, è di poter cominciare a tenere traccia dei miei ex-libri. Ovvero dei libri che ho quasi posseduto, in passato, ma che sono rimasti nella mia vita precedente.

Un aspetto buffo di aNobii è che, appena entrata, e non so nemmeno come, sono subito incappata nelle librerie di persone che conosco, de visu o via blog.

Il mondo è proprio piccolo. Sia reale che virtuale.

parole di Latifah | 17:57 | commenti (1) | blog, letture2005, letture2006, letture2007, letture2008

sabato, 01 marzo 2008

Un libro ansiogeno

Strada Provinciale Tre di Simona Vinci

Ha cominciato camminando, poi ha accelerato, passi sempre più lunghi, rapidi e contratti. Uno di seguito all'altro.

Nelle prime 50-60 pagine non succede praticamente nulla. C'è questa donna che corre lungo la Trasversale di Pianura. Forse scappa da qualcuno, o da qualcosa. E tu continui a leggere perché ti dici: ok, adesso succederà qualcosa, no? Però hai il fiatone anche tu, come quella donna che fugge, da chissà cosa e da chissà chi. E ti viene l'ansia.


"Di cos’altro ci si può vergognare? Solo di essere poveri. Questa è la vergogna, l’unica rimasta: la povertà… nessuno più si vergogna di essere ignorante, maleducato, cattivo… crudele, incapace di pietà".

Poi, sì, in effetti qualcosa succede. Più cose. L'ansia diventa incertezza ma anche schifo. E quella donna - ma come avrà fatto a ridursi così? - incontra persone, "reietti" come lei, almeno all'apparenza. Un immigrato, un vecchio, una negra (sic). E poi cominciano a succedere tante, troppe cose. E il finale arriva un po' affrettato.

Però devo ammettere che a me la scrittura di Simona Vinci piace. La definirei "finta sciatta".

Un punto di forza di questo romanzo è la trasposizione dell'accento russo e della lingua "creola" di due dei co-protagonisti. In questo la Vinci ha fatto davvero un ottimo lavoro.

Infine, una curiosità: questo romanzo appare come work in progress proprio su Splinder. Infatti la scrittrice della "scuola bolognese" ha aperto un blog nel pieno della creazione di "Strada Provinciale Tre". Era l'8 agosto 2006 e nessuno, per parecchi post, se ne accorse. Ora è interessante andare a curiosare come è nata e si è sviluppata l'idea.

Be', le mie letture del 2008 sono cominciate abbastanza bene, dai.

Voto: 7,5

Della stessa autrice ho letto: Dei bambini non si sa niente; In tutti i sensi come l’amore; Brothers and sisters.

parole di Latifah | 11:20 | commenti | bologna, letture2008

grazie a squidfingers x gli sfondi (background)