[Caravanserraglio]
Pensieri, parole, opere e... viaggi (reali e mentali) di Latifah
 











Creative Commons License
I testi di questo blog
e le foto con firma "Latifah"
sono tutelati da
Creative Commons License.

Gran parte delle immagini
presenti su questo blog
sono state reperite in rete
dai principali motori di ricerca.
Se qualcuno pensa
che siano stati violati diritti,
me lo segnali.
Le immagini saranno subito rimosse.

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder



BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Feed XML offerto da BlogItalia.it
Blog Aggregator 3.0 - The Filter

Smettiamola!







venerdì, 31 marzo 2006

Una comunicazione di servizio

Nuovi feed

Grazie alla segnalazione di un mio lettore (
_Maxime_), ho scoperto che i miei vecchi feed di Blogitalia non funzionano più. Onde per cui, ho aggiunto i feed di Splinder.
Se poi qualcuno mi fa sapere se almeno questi funzionano...

parole di Latifah | 10:48 | commenti (9) | blog

mercoledì, 29 marzo 2006

Un film

Il Caimano

E’ sì un film politico, ma è anche un film comico, e pure drammatico. Ma non è certo fantascientifico, come l’ha dovuto definire lo stesso Nanni Moretti, ospite di Fabio Fazio in una Rai imbavagliata dalla par condicio. No: sullo schermo scorre la nostra italietta, tra orrore e folklore. Scorre l’italietta come l’ha trasformata il Caimano, e come noi tutti, la sinistra per prima, gliel’abbiamo lasciata trasformare.

C’è chi si chiede a cosa serva fare un film su Berlusconi, quando tutti sanno già tutto, e chi vuole sapere già sa... Serve eccome, invece, perché anche un film può aiutare a risvegliare le coscienze, a ricordare ciò che troppo presto abbiamo dimenticato: dai soldi caduti dal cielo fino alla condanna in tribunale, passando per quel documento agghiacciante delle invettive di Berlusconi al “kapò” nel Consiglio Europeo, con un Fini imbarazzato che fa finta di non vedere e non sentire. Ma noi non possiamo più far finta di non vedere e non sentire.

Perciò Moretti risveglia i nostri sensi addormentati con un film politico, ma non del genere impersonato da Gian Maria Volonté, interprete inimitabile di personaggi come Aldo Moro e quello lì dell’Eni. No, non è questo il tempo, non è lo stile dell’autore di Palombella Rossa e Aprile. Che ci tiene anche a ricordare come il cinema non sia solo denuncia e messaggio, ma anche gioco, come nella scena vagamente musical della realizzazione delle scenografie a ritmo di Ya Rayah.

E poi c’è l’aspetto intimo, familiare, quello di una separazione senza apparente motivo. Quella che forse Moretti ha vissuto in prima persona, come lasciava intuire un sottile riferimento di una giornalista dell’Espresso in un’intervista pubblicata nell’agosto 2005 ("a far da cornice alla conversazione, la manciata di metri quadri in cui da qualche anno vive da solo...").

Ma soprattutto, c’è lo schiaffo finale. Che può lasciare interdetti, che all’inizio può non far male, ma poi brucia. E ora che il film l’ho visto due volte, quello schiaffo lo sento. Tanto più dopo aver visto Moretti da Fazio con quella fantascientifica dichiarazione d’impegno a non parlare di politica, e ancor di più dopo averlo ascoltato in radio, ospite di Fiorello e quindi della stessa Rai, a duettare con lo "smemorato di Cologno." Perché così Moretti ha confermato che anche con toni da commedia si può far riflettere. Si ride e si pensa.

E se la sinistra ha pensato che Berlusconi potesse essere sconfitto da un tumore e dalla magistratura, ora ci sono le elezioni. No, questo film non sposta voti, perché chi va a vederlo (a parte gli addetti ai lavori) ha già le idee chiare. Gli altri guardano la tv per casalinghe.

Forse il Caimano non è il miglior film di Moretti. Ma è un film di cui si sentiva l’urgenza. Certo, non è stata una buona idea programmare le elezioni due settimane dopo l’uscita del film...

Ultima nota per gli attori: un grandissimo Silvio Orlando, un sorprendente Michele Placido, un’incisiva Anna Bonaiuto, una ritrovata Margherita Buy. L’elenco sarebbe troppo lungo. L’unica che non mi convince è Jasmine Trinca: caruccia, per carità, ma inadeguata. Moretti deve essersi preso una cotta...

Voto: 8

N.B. Domani mattina (giovedì 30 marzo) Nanni Moretti sarà in diretta sul circuito radiofonico di Popolare Network dalle 10.40 alle 11.30.

parole di Latifah | 19:40 | commenti (8) | berlusconi, visioni2006

sabato, 25 marzo 2006

Una settimana impegnativa

Presente, ma in banana

Insomma, ho passato giorni particolari, diciamo così, che mi hanno tenuta impegnata, fisicamente e psicologicamente. Ci sono, anche se mi vedete poco nel Caravanserraglio e per niente negli altri blog che mi piace frequentare. Appena riuscirò a restare concentrata per più di due minuti, cercherò di dire la mia sul Caimano di Nanni Moretti, che naturalmente ho visto ieri sera. Poi ne avrei da dire, oh se ne avrei! Basta solo un po' di pazienza...

parole di Latifah | 18:53 | commenti (16) | personale

domenica, 19 marzo 2006

Un'esperienza

Shopping del sabato pomeriggio, alla scoperta di H&M

Metti un sabato pomeriggio che non lavori e il tuo fidanzato è andato a sciare. Che fai? Un giro in centro per un po' di sano window shopping. Anche perché ci sono un paio di negozi nuovi da sperimentare.

Il primo è il nuovo punto vendita di Sephora. E' in via Farini, al posto dell'antica libreria Cappelli, dove il sabato pomeriggio di 30 anni prima andavi con tuo padre, appassionato di saggi di storia. Entri e ammiri gli scaffali alti fino al soffitto, con profumi al posto di volumi d'arte. Sali le vecchie scale in legno e trovi un nail point, dove una ragazza è impegnata in una seduta di french manicure. Fai un rapidissimo dietro-front, scartando crocchi di commesse impegnate a confabulare tra di loro.

Poi ti dirigi verso piazza Maggiore, ma eviti via D'Azeglio, che a quest'ora il sabato è affollata come un supermercato. Allora percorri via Val D'Aposa, e ti accorgi che il cestaio dove ti piaceva andare tanto tempo fa, quando stavi mettendo su casa per la prima volta, c'è ancora, ma ora vende soprattutto "delicatezze alimentari", come tisane inglesi e marmellate austriache. Costeggi la Questura, dove una quindicina d'anni prima muovevi i primi passi nel giro di "nera", e ti dirigi all'Upim di via Ugo Bassi, dove una decina d'anni prima, un pezzo alla volta, hai acquistato quasi tutto il tuo corredo di pentole e accessori vari per la cucina. Compri un mascara, una matita per gli occhi e un paio di calze primaverili. La sera, tornata a casa, ti accorgerai che gran parte di quel corredo non l'hai più: è rimasto nella vita precedente.

Con quel sacchetto dell'Upim in mano, di cui ti vergogni un po', decidi di passare per via Montegrappa per puntare verso via Indipendenza. Incontri una coppia di amici: anche loro fanno parte della tua vita precedente. Due chiacchiere di prammatica, mentre sbirci la fila davanti a H&M, il colosso svedese (lo chiamano l'Ikea dell'abbigliamento) che ha aperto il giorno prima nella palazzina liberty che fu sede dello storico Caffè Majani, quello della scorza di cioccolato e dei cioccolatini Fiat. Ed è questo il secondo negozio in cui curiosare. Saluti quella coppia, un altro pezzo del tuo passato, e ti metti in coda, tenuta a bada da un palestrato che fa la security. Manco ci fosse Stella McCartney in persona nel negozio.

Quando è il tuo turno, entri e affronti l'esperienza. Quattro piani stipati di magliette e abituzzi a buon mercato e di bassa qualità. Vedi signore e ragazzotte che si accapigliano per entrare prima nei camerini: l'attesa media è di mezz'ora. Sali tutte le scale fino all'ultimo piano, non trovi neanche un capo che attiri minimamente la tua attenzione finché non arrivi al reparto di intimo. Compri un set di cinque slip di Snoopy di colori diversi a 9,90 euro. Sei un po' indecisa sulla taglia: alla fine opti per un USA4-EUR34 e speri che sia più o meno una Small. Più tardi, tornata a casa, scoprirai che avresti avuto bisogno di almeno due taglie in più.

E pensi che nemmeno le taglie sono più quelle di una volta.

parole di Latifah | 17:08 | commenti (15) | bologna

giovedì, 16 marzo 2006

Una 'missione' in Iraq

Guerra e pace

1 marzo 2006
Silvio Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti:
"In Iraq siamo impegnati in compiti di pacificazione e di costruzione della democrazia".

13 marzo 2006 
George W. Bush, discorso a Washington (testo completo):
"We will finish what we started in Iraq", the president said. "We will complete the mission".
("Finiremo ciò che abbiamo cominciato in Iraq, ha detto il presidente. "Completeremo la missione")

16 marzo 2006 
Offensiva aerea Usa in Iraq, la più intensa dal 2003
(Operation Swarmer)

Dev'essere un allenamento in vista dell'operazione "Pace in Iran"...

parole di Latifah | 20:10 | commenti (4) | notizie

Una wishlist

Voglio...

...avere più tempo per me stessa.
...digerire la cotoletta di ieri sera.
...dormire di più.
...studiare arabo.
...cambiare lavoro.
...in alternativa, lavorare meno.
...avere più tempo per gli altri.
...la primavera.
...(e che duri più di quattro giorni).
...andare un mese tutto di seguito in ferie.
...ma anche soltanto una settimana in un luogo caldo e assolato.
...smettere di fumare.
...avere più tempo per leggere, scrivere, danzare, pensare, amare.

Non chiedo poi tanto, no?

parole di Latifah | 16:19 | commenti (10) | pensieri

mercoledì, 15 marzo 2006

Un gruppo d'ascolto

Birra, pop corn e sms

Ieri sera, davanti alla televisione, eravamo organizzati come per una finale di campionato: birra, popcorn e schieramenti dichiarati, anche fisicamente. Il divano diviso a metà: due a sinistra e due a destra (anche se la proporzione reale era tre e uno). Ad ogni gol, un'ovazione da una parte e un sorriso tirato dall'altra. Chi punta l'indice sull'arbitro, chi se la prende con il regolamento, chi spera nel match di ritorno.

Durante la partita, vengo sommersa di sms da un'amica, impegnata in una visione solitaria. In questi casi, invece, si sente il bisogno di condividere il tifo, e le do corda. E' tutto un "leggi" e "invia", una sorta di telecronaca in diretta.

Il suo ultimo messaggio riassume il senso di questo duello televisivo elettorale: "Sì, è vero, non sposterà neanche un voto. Però ha perso e lo ha pure ammesso. Vuoi mettere la soddisfazione?". 

parole di Latifah | 12:51 | commenti (15) | notizie

lunedì, 13 marzo 2006

Una canzone

Breve saggio su "Ya rayah", aspettando il Caimano

Tra pochi giorni (uscirà nelle sale il 24 marzo) sarà svelato il mistero che circonda "Il caimano", il nuovo film di Nanni Moretti. Intanto, a parte
alcune indiscrezioni uscite con il contagocce, si conosce un cartellone pubblicitario e, soprattutto, il trailer. Dura appena 82 secondi e ha, come colonna sonora, la canzone "Ya rayah" di Rachid Taha (è il rockettaro nella foto a destra). Da quel che ho capito, si tratta della versione live interpretata dai cosiddetti "tre tenori Raï", ovvero assieme a Khaled e Faudel, nell'album "1, 2, 3 soleil".

Premetto una dichiarazione di fede. Io sono una morettiana convinta: i miei preferiti sono Sogni d’oro e Palombella Rossa, ma non ne scarto neanche uno. Credo che sia il solo regista italiano contemporaneo vivente (Pasolini a parte, quindi) che sia riuscito, con così pochi titoli, a incidere contemporaneamente nella vita culturale e politica italiana. Con modi di dire come "continuiamo così, facciamoci del male", "sono uno splendido quarantenne" oppure "dì qualcosa di sinistra" ormai entrati nel linguaggio comune. Insomma, AMO Moretti, ok? E tra le caratteristiche dei suoi film che me lo fanno amare, c’è anche la colonna sonora.

Ed è proprio della canzone che fa da sfondo al trailer del "Caimano" che voglio parlare oggi. Perché io questo pezzo lo AMO da anni, da quando lo sentii per la prima volta nel 1999. E’ stato pubblicato nel 1998, brano di punta dell’album "Diwan", anche se si tratta di un remake: è una canzone shaabi (popolare) interpretata negli anni ‘60 da Abderrahmane Amrani, meglio noto come Dahmane El Harrachi (1926–1980).

Non credo che Moretti abbia scelto "Ya rayah" per le parole: è in dialetto algerino, praticamente incomprensibile anche a chi parla arabo madrelingua. Ma il testo è interessante e "politico": parla infatti di esilio. Il titolo, testualmente, significa "tu che vai", e in rete ho avuto non poche difficoltà a trovare una traduzione completa (in
questo saggio sul Raï, al paragrafo 29, ci sono alcuni versi tradotti in inglese). Più facile, invece, trovare il testo originale.

Insomma, non è una canzonetta, ma il ritmo incalzante è riuscita a imporla nelle classifiche di molti Paesi. Tra l’altro, è un ritmo tipicamente nordafricano e un po’ particolare: si chiama Karachi (l’ho studiato per la prima volta proprio una settimana fa, durante uno stage di danza araba) ed è praticamente l’unico ritmo di tabla (o darbouka) che comincia con il tak e non con il dum (per le adepte e per chi cerca informazioni via Google: è un 2/4 e si canta ta-ca DUM tak, ta-ca DUM tak;
qui potete sentirne qualche misura).

Un'ultima curiosità: stando a quanto riporta
Repubblica, "Ya Rayah" fu scelta come canzone di chiusura alla manifestazione dei Girotondi in piazza San Giovanni a Roma il 14 settembre 2002.

Perché ho scritto tutto questo? Per la precisione, direbbe qualcuno. Perché su certe cose che mi appassionano sono maniacale, aggiungo io.

E se riesco a dedicare un lunghissimo post alla parte musicale di pochi secondi del trailer, non oso pensare quando avrò visto il film…

parole di Latifah | 17:03 | commenti (10) | ascolti, araberie, visioni2006, danza orientale

venerdì, 10 marzo 2006

Una comunicazione di servizio

Uno-due-tre prova prova

Sono presente, anche se ultimamente spesso assente dal blog (per motivi di lavoro e personali).
A fine febbraio avevo anche "privatizzato" il Caravanserraglio, ma dal primo marzo dovrebbe essere nuovamente visibile a tutti. Invece qualcuno continua a segnalarmi "sbarramenti" nell'accesso... Non so se siano i soliti, ricorrenti, problemi splinderiani, oppure se devo sistemare qualcosa.
Perciò, fatemi sapere se mi ricevete forte e chiaro!
E a prestissimo ;-)

parole di Latifah | 12:40 | commenti (11) | blog

mercoledì, 08 marzo 2006

Tre sacrosante verità

Parole di Gabriel Garcia Marquez

Il compleanno "è un giorno come tutti gli altri, niente torte".

"Ho fatto il giornalista tutta la vita e so come lavoriamo: troppo di corsa. Ci vuole più tempo per fare le cose bene. Non basta mai"

"E' vero, 
nella vita non c'è nulla di più bello che essere amati".

(da un'intervista a
Repubblica)

parole di Latifah | 11:30 | commenti (4) | parole

martedì, 07 marzo 2006

Una ricorrenza

Tra mimose, opere di bene e pubblicità  

L'ho già scritto un anno fa e oggi lo ripeto: a me la mimosa proprio non piace. Se proprio proprio mi vuoi regalare un fiore, preferisco una rosa, ancora meglio una margherita, basta che non sia l'8 marzo.

E mi sa che la mia avversione è piuttosto diffusa. Non a caso molte aziende e istituzioni stanno sostituendo il tradizionale omaggio floreale alle proprie dipendenti, in occasione della festa della donna, con donazioni a progetti di solidarietà.

Poi c'è chi approfitta dell'occasione per fare pubblicità: chi produce profumi, cioccolatini e biancheria sfrutta l'8 marzo proprio come San Valentino.

Però, c'è modo e modo. E come lo ha fatto un'azienda che produce una tintura per tessuti, be', non sarà etico, però a me ha fatto sorridere!

parole di Latifah | 13:03 | commenti (13) | pensieri, spot

lunedì, 06 marzo 2006

Una meteo-metafora

Previsioni

L'oroscopo della settimana per noi cancerini prevede "eventi simili a una grandinata a ciel sereno o a un triplo arcobaleno all'alba. Ma se ti lascerai affascinare e divertire, e non ti farai portare fuori strada da questi strani fenomeni, non sarà un problema".  

E' proprio così.

Ieri fischiava il vento e infuriava la bufera.
Ma io ero, e sono, al riparo di un abbraccio.
Certo, oggi fa un po' freddo e il sole è timido, insidiato da qualche nuvola.
Però la primavera sta arrivando, è già nell'aria.
E io la aspetto, pronta a indossare abiti nuovi.

parole di Latifah | 16:47 | commenti (4) | pensieri, meteo, oroscopi

venerdì, 03 marzo 2006

Una storia

In direzione ostinata e contraria

1992-2005
"Una storia sbagliata

E' una storia da dimenticare
e' una storia da non raccontare
e' una storia un po' complicata
e' una storia sbagliata.
(...)
Per il segno che c'e' rimasto
non ripeterci quanto ti spiace
non ci chiedere piu' come e' andata
tanto lo sai che e' una storia sbagliata



2006

"Canzone dell'amore perduto"

(...)
E sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.



????
"Volta la carta"

(...)
Madamadorè sa puzza di gatto
volta la carta e paga il riscatto
Paga il riscatto con le borse degli occhi
piene di foto di sogni interrotti

Angiolina ritaglia giornali
si veste da sposa canta vittoria
Chiama i ricordi col loro nome
volta la carta e finisce in gloria
Chiama i ricordi col loro nome
volta la carta e finisce in gloria.


parole di Latifah | 16:54 | commenti (11) | pensieri, ascolti

giovedì, 02 marzo 2006

Un altro film

Jarhead

Golfo Persico, 1992. Operazione “Scudo nel deserto”, poi “Tempesta nel deserto”.

Ma quanto è dura la vita dei marines.
Ma quanto è bella la vita dei marines.
Ma che bei tramonti.
Ma che begli scoppi.
Ma che bella fotografia.
Ma quanto è assurda la guerra.
Ma quanto è assurdo combattere un nemico che non c’è, in questo deserto dei tartari di beduini.

Ma quante citazioni colte, letterarie e cinematografiche. “Lo straniero” di Camus, il Vietnam, il Cacciatore, Apocalypse now...
Ma quanto è monoespressivo Jake Gyllenhaal.
Mah.
Che noia.

Voto: 6,5

parole di Latifah | 19:12 | commenti (5) | visioni2006

Un film

Munich

Olimpiadi di Monaco, 1972. Un commando di palestinesi dell’organizzazione “Settembre nero” fa irruzione nel villaggio olimpico, uccide due componenti della rappresentativa israeliana e ne sequestra altri nove. Cominciano le trattative, che finiscono in strage. Fin qui, storia nota.

Poi Steven Spielberg ricostruisce (o elabora) quello che avvenne dopo, con la caccia e l’uccisione, ad opera del Mossad, di altri esponenti della lotta per la liberazione della Palestina. Terrorismo contro terrorismo, insomma. Anche questa è storia nota. Ma è giusto, interessante, riproporla.

Quello che un po' annoia di questo film è il bilancino con cui il regista presenta le ragioni degli uni e degli altri: due popoli che rivendicano una terra e il diritto ad esistere. Prevedibile anche la struttura, con alternanza di scene dell’oggi (la vendetta) e dell’ieri (l’attentato).

Notevole la ricostruzione dell’epoca, compreso il colore dell’intera pellicola, un po’ sbiadito proprio come nei film degli anni ’70. Minuziosa la ricerca dei particolari, come le vecchie cabine telefoniche, le insegne pubblicitarie, gli abiti… ma quelle scene ambientate a Roma (girate a Malta!) con auto targate AN (Ancona) o EE (escursionisti esteri) sono l’indizio di un film un po’ “tirato via”.

Nota del tutto personale, che contribuisce ad alzare il mio giudizio: la presenza di Mathieu Kassovitz (che ha pure un blog).
Al di là dei suoi meriti di attore e regista, il suo volto come testimonial di un profumo è stato appeso alla mia bacheca per due anni. Non sapevo chi fosse, mi piaceva e basta.
Non ho ancora trovato un sostituto degno della mia bacheca.

Al suo posto ho appeso una vignetta di Altan.
“Il governo dice bugie, babbo?”
“Governo è una parola grossa”.
Credo, spero, che sia ora di sostituirla.

Voto: 7,5

parole di Latifah | 13:48 | commenti (5) | visioni2006

mercoledì, 01 marzo 2006

Un depistaggio

(Chi vuole intendere intenda)

Allora, dicevamo, no? Che io mi chiamo Valentina, ho 27 anni, sono studentessa fuorisede e fuoricorso (al Dams) e sto cercando lavoro da commessa. Intanto mi arrangio con lavoretti saltuari e ho un sacco di tempo libero. Per fortuna ho un internet point gratuito in una biblioteca vicino a casa perché sono priva di computer, così ogni tanto riesco ad aggiornare il mio blog.

Sono alta 1.68, sono castana (con meches verdi) con occhi castani (porto gli occhiali da vista).
Da grande voglio fare la regista teatrale, ma un posto da impiegata in Comune mi andrebbe più che bene.
Vivo un po' fuori città con il mio cane Bubu.
Non mi interesso di politica e non leggo i giornali.
Sono un'appassionata di fitness e vado almeno quattro volte a settimana in palestra.
Ho registrato il festival di Sanremo in tv così lo posso rivedere quando voglio.
Questo è il mio profilo.

Più o meno...

parole di Latifah | 11:00 | commenti (30) | blog, personale

grazie a squidfingers x gli sfondi (background)