[Caravanserraglio]
Pensieri, parole, opere e... viaggi (reali e mentali) di Latifah
 











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Smettiamola!







sabato, 30 luglio 2005

Cinquanta consigli agli uomini

Come “segnare punti” con la propria compagna

Lo hanno letto milioni di persone in tutto il mondo alle prese con problemi d’amore, o semplicemente desiderosi di migliorare la relazione con il proprio partner: è Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere di John Gray (Sonzogno, 2005), un manuale che analizza in modo semplice le differenze psicologiche fra i due sessi. La tesi dell'autore è, infatti, che “gli uomini e le donne - si legge nel risvolto di copertina - pensano diversamente, vivono diversamente e, soprattutto, parlano lingue diverse”, proprio come se provenissero da due pianeti, per cui “comportamenti simili assumono per gli uni e le altre significati opposti”. All'uomo piace, ad esempio, “sentirsi esperto e apprezzato, ma spesso ha bisogno di solitudine”, e si ritira così nella sua “caverna” (legge il giornale, guarda la tv, fa sport), mentre la donna vuole condividere le proprie sensazioni con altri e chiede in particolare di essere ascoltata dal proprio partner, senza ricevere consigli non richiesti.

Questo libro non svela quindi trucchi e segreti per fare conquiste, ma fornisce un utile “dizionario marziano-venusiano”. E suggerisce, tra l’altro, i comportamenti da tenere per “segnare punti” con il proprio parnter: semplici accorgimenti da mettere in atto per mantenere viva la fiammella dell’amore e magari, anche dopo tanti anni, alimentarla per farla ardere come ai primi tempi.

Vi propongo quindi - a puntate - i consigli di Gray: comincio dai 50 rivolti agli uomini (quelli per le donne sono soltanto 26: eh, si sa, noi siamo più esigenti… ma basta poco - vedrete - per farci felici).

I primi 10 modi per segnare punti con la propria compagna

1. Tornando a casa, per prima cosa cercala e abbracciala.
2. Esercitati ad ascoltare e a fare domande.
3. Resisti alla tentazione di risolvere i suoi problemi… assumi invece un atteggiamento comprensivo.
4. Regalale dei fiori e non solo in occasioni di compleanni e anniversari.
5. Complimentati con lei per il suo aspetto.
6. Offriti di aiutarla quando è stanca.
7. Quando sai che farai tardi, falle una telefonata per avvisarla.
8. Quando ti chiede aiuto, rispondile di sì o di no senza farla sentire in colpa per la sua richiesta.
9. Quando ti parla, posa il giornale o spegni la tv e concedile la tua piena attenzione.
10. Quando esci, domandale se ha bisogno di qualcosa e non dimenticare la commissione che eventualmente ti affiderà.

(segue)

parole di Latifah | 14:31 | commenti (9) | letture2005

mercoledì, 27 luglio 2005

Un altro trasloco in vista

La valigia sul letto

C'è un bar, sotto al mio ufficio, che sembra da film. Le proprietarie sono tre donne: nonna, mamma e figlia ventenne, un po' matte e molto simpatiche. Fino a un paio d'anni fa era il classico locale "da nonni", con il biliardo, i vetri anneriti dalla nicotina, operai al bancone per un cicchetto e i pensionati del quartiere ai tavolini, impegnati in interminabili partite a briscola. Avete letto "54" di Wu Ming? Ecco, sembrava proprio il bar di Robespierre Capponi. Ora, invece, ci vedrei bene Amélie, e non a caso le note di Yann Tiersen, autore della colonna sonora, fanno spesso da sottofondo musicale in questo bar.

Ed è in questo bar che l'altra mattina entro per un caffé e due chiacchiere.
"Vai a fare qualche bella vacanza sub?", mi chiede la proprietaria "di mezzo", una quarantenne-e-rotti appassionata di viaggi e di mare.
"Eh, no, nessuna vacanza sub, perché sai...". E nello spazio di un caffé le riassumo la rivoluzione della mia vita negli ultimi tre mesi. "Così ora vivo in un appartamento con altre due ragazze...", concludo mentre mi avvicino alla cassa per pagare.
"Ti interessa trovare casa in zona? Una mia amica va a lavorare a Milano e cerca qualcuno che subentri, con urgenza...".
"Mah, non ho fretta, però non si sa mai, magari falle un accenno, poi ci sentiamo".
Chiacchiere da bar, insomma. E invece...

Ieri mattina ricevo un sms, da un mittente sconosciuto. "Ciao, sono Monica, sono a casa per preparare il trasloco, se vuoi passare a vedere la casa chiamami". Pensavo avesse sbagliato numero: avevo dimenticato del tutto la conversazione con la barista! Comunque, telefono. Ci troviamo al bar, prendiamo un caffé, poi andiamo assieme verso casa: è a 100 metri dal mio ufficio. Salgo le scale: una palazzina del centro storico, ben tenuta (come direbbe un agente immobiliare). L'appartamento è al primo piano, sopra c'è una mansarda dove vive un'altra ragazza. Il prezzo è ottimo, almeno per la mia città. Mi aspetto una topaia. E invece...

E' un appartamento mignon, "di sapore" (come direbbe un agente immobiliare), ma l'ho sentito subito mio. Ingressino, cucinina, salottino, camerina, bagnetto. Sembra la casa dei puffi. Però il soffitto è alto quattro metri, il pavimento è di marmo, nel bagno c'è il box doccia nuovo, il riscaldamento autonomo. Lo sapete come si dice a Bologna? Una bazza. Un affare, insomma. Ma...

"Tra poco arrivano i miei genitori, mi aiutano a portare via le mie cose, partiamo appena abbiamo caricato tutto. C'è già una ragazza pronta a entrare in settembre, ma se paghi l'affitto dal primo agosto è tuo. Sei interessata?"
Argh.
Sono molto interessata, ma avrei bisogno di tempo, come faccio a decidere in poche ore? E invece...

Ho deciso. In due ore. Qualche consulto telefonico con le persone più care, per valutare pro (a cinque minuti a piedi dal lavoro, mi cambia la vita!) e contro
 (e adesso come lo dico alle mie coinquiline?). Ma è stata "la pancia" a decidere, non la testa. 

Ci siamo riviste davanti a quel bar. Dieci minuti per trattare l'acquisto del letto e di un tavolo, e l'accordo è fatto. Mi presento alla proprietaria, che abita sullo stesso pianerottolo: una signora simpatica e dolce, con un gatto nero di 16 anni che appena mi vede mi fa "miao".

Monica mi dà le chiavi e mi saluta: "Vedrai, ti troverai bene. Io ci sono stata sei anni. Quella casa è fortunata: ci sono gli angeli...".

Ora ho pochi giorni per trovare chi prenda il mio posto e per organizzare il trasloco. Con calma: frigo e cucina a gas ci sono, il letto e il tavolo pure. Basta poco, per vivere. L'importante è stare bene con se stessi.

Quando torno a casa - quella che presto sarà la mia ex casa - è mezzanotte e metto la valigia sul letto. No, non è per il trasloco... tra dieci giorni andrò in ferie, ma la mia valigia partirà già domani.   

Non so se sia merito di Saturno, ma la mia vita ha cominciato a girare nel senso giusto. E me lo merito.

parole di Latifah | 20:38 | commenti (27) | personale

lunedì, 25 luglio 2005

Una marcia per la pace

Uniti nel no al terrorismo





Mi unisco idealmente al peace walk che ha sfilato nella giornata di ieri a Sharm el Sheikh, e ringrazio Ultraviolet per aver documentato la manifestazione, e avere offerto così un'immagine di un turismo che ha rispetto per la tragedia che ha colpito tutti, stranieri ed egiziani, indistintamente, ma che proprio tra i locali può provocare altre vittime innocenti, anche senza bombe.

(Tutte le immagini della manifestazione del 24 luglio sono qui)

parole di Latifah | 21:16 | commenti (7) | notizie, sharm

Una terrificante foto ricordo

Turisti a Sharm




Ecco, un po' più a destra che si vede meglio il centro commerciale distrutto...
Vai che figata, immagina gli amici che invidia, eh!
Pronti? Cheeeeese
Proprio una vacanza col botto, ah ah!!!

(Altre immagini su www.repubblica.it)

parole di Latifah | 14:02 | commenti (10) | notizie, sharm

sabato, 23 luglio 2005

Una devastazione

Sharm, la città della pace

Seguo attonita le dirette via web, in radio e tv. Durante i miei due soggiorni a Sharm El Sheikh - nominata dall'Unesco "città della pace" nel 2002 - passavo tutte le sere davanti al Ghazala Garden, a Naama Bay, sul viale principale ribattezzato "Peace Road". L'agenzia di viaggi lo aveva proposto anche a noi, come meta per un last minute. Lo rifiutammo perché non aveva accesso diretto al mare: l'ingresso è infatti sul vialone principale di Naama. Forse proprio per questo - penso - è stato scelto per un attentato con un'autobomba...

Ricordo le serate a Sharm vecchia, l'ex villaggio di pescatori ora trasformato in un bazar per turisti, ma sempre meglio di Naama Bay, che sembra Riccione. Ho cenato tre volte in un ristorante, l'unico della zona che non accettava euro ma solo lire egiziane. Il cameriere ti sciorinava il menù a voce, in egiziano naturalmente. Birra neanche a parlarne. Ai tavoli solo turisti arabi ed egiziani più qualche "locale". Ho ancora il biglietto da visita, anch'esso solo in caratteri arabi. Eravamo seduti a un tavolino all'aperto e ci godevamo il passeggio. Questo, oggi, è il panorama che si vede da quell'angolo della città vecchia:



Leggo il forum dei subacquei, con la testimonianza di Claudio Di Manao, un diver che da anni vive a Sharm El Seikh, autore di due libri e piuttosto noto nell'ambiente. Claudio ha inviato un messaggio stanotte stessa, per tranquillizzare gli amici. "
C'è stato un botto, credo il primo, all'Old Market, nel parcheggio, opposto al nuovo centro commerciale. Eravamo lì 3 miniti dopo l'esplosione, a casa avevano tremato le mura ad 1 Km di distanza. Morti e vetri rotti. Macchine distrutte. Era già pieno di ambulanze e pompieri, arrivati in tempo reale. Poi ho sentito altri due botti. Erano le bombe di naama, al parcheggio di taxi e davanti al ghazala garden (comunicazione telefonica di un manager informato e preoccupato del suo staff). Migliaia di persone affollano l'ospedale centrale, noi cercavamo di donare il sangue. Il numero delle persone, quasi tutti egiziani, dà l'idea della gravità. Siamo andati a vedere a Naama. il parcheggio dei taxi era il luogo della seconda esplosione. la terza il gazala gardens. La facciata del gazala è strappata, le macerie attraversavano la doppia carreggiata: nessuna idea di quante vittime. Di sicuro la maggior parte erano egiziani, per i luoghi e per l'orario delle esplosioni.
Difficile commentare oltre, farsi venire in mente una frase da dire."

Uno choc condiviso da chi, come me, a Sharm El Sheikh c'è stato anche solo per una vacanza balneare.

La Farnesina ha deciso di sconsigliare le partenze. Già molti turisti, stamattina, hanno rinunciato, e un po' li capisco, specie se per loro era la prima volta. Forse oggi o domani no, non partirei nemmeno io, ma tra una settimana sì. Ho sentito servizi in radio, stamattina, come al solito imprecisi: è normale, di fronte a una strage. E non perché sia avvenuta in Egitto, per favore... basti pensare alle prime notizie da Londra, il 7 luglio. 
Un giornalista della radio ha detto che l'ospedale di Sharm è una piccola struttura, inadatta ad affrontare un'emergenza del genere. Be', quell'ospedale fa invidia a molte strutture sanitarie del nostro paese, ve lo assicuro (vedere foto qui sopra). Ovvio che sia impreparato ad assistere 200 feriti da esplosione...

Stamattina ho saputo della strage da un sms, prima di uscire per andare al lavoro. Sono entrata al bar sotto casa a prendere un caffè. Mentre davo un'occhiata al giornale, ho sentito un uomo, alle mie spalle, commentare gli attentati di Sharm con la barista. Mi aspettavo le solite battute qualunquiste e razziste sugli arabi. Invece... "Credo che sia giunto il momento di fare una conferenza mondiale per la pace", ha scandito in perfetto italiano ma con un accento vagamente mediorientale.
Mi sono voltata, ho osservato il volto di quell'uomo, scuro, dai lineamenti marcati. "Io partirei anche tra una settimana per Sharm", ho detto. "C'è stata di recente?", mi ha chiesto lui. "Sì, due volte, un anno fa... è un paradiso".
Abbiamo scambiato due chiacchiere. Ho preso coraggio e gli ho chiesto da dove venisse. "Egitto".
"Masa'l kheir", mi è venuto da dire. Ma mi sono sbagliata: vuol dire buonasera.
"Sabah'l'kheir, gamila", mi ha corretto lui, con un complimento.
"Massalàma", l'ho salutato.

Arrivederci a presto, Sharm
.

parole di Latifah | 13:52 | commenti (18) | pensieri, viaggi, personale, notizie, egitto, mar rosso, sharm

giovedì, 21 luglio 2005

Due leggende metropolitane

I cinesi non muoiono mai... e la raccolta differenziata non serve

Tra le tante leggende metropolitane, c'è quella per cui "i cinesi non muoiono mai": la triade farebbe sparire i cadaveri per riciclare i documenti e, quindi, "legalizzare" dei clandestini. Tanto, si assomigliano tutti, no?

Ma allora - dice la gggente, primo fra tutti mio cugggino - dove finiscono i corpi? Ma nel pollo alle mandorle, no?

Oggi, però, una notizia mi ha aperto gli occhi. I pezzi del cadavere trovato nei giorni scorsi in un paio di impianti per rifiuti in Romagna non sarebbero, come sembrava in un primo momento, di una giovane donna bianca, ma di un uomo asiatico.

Chiunque abbia buttato quei resti in un bidone di Bologna ha commesso un errore: ha scelto il cassonetto giallo, quello per la raccolta differenziata, invece di quello grigio, il cui contenuto sarebbe finito subito in un inceneritore. Così, gli addetti alla separazione dei rifiuti, nel rullo su cui scorrevano bottiglie e giornali, hanno visto una gamba e hanno dato l'allarme.

In questo modo, si sfata un'altra leggenda: quella per cui i rifiuti finiscono tutti in cenere. La raccolta differenziata, insomma, almeno a Bologna, funziona. Quindi, ricordatevi di separare plastica, vetro e carta da tutto il resto. E tutti tranquilli al ristorante cinese!

Però, quasi quasi, prendo gli spaghetti di riso alle verdure... così vado sul sicuro, no? 

parole di Latifah | 20:59 | commenti (10) | notizie, leggende metropolitane

mercoledì, 20 luglio 2005

Una luna piena

Preparate tre desideri!

In assenza della nostra PlacidaAmica, vi ricordo l'appuntamento di stanotte con la "luna dei regalini".

E' la più grande luna piena dell'anno, perciò è un'occasione da non perdere per scrutare il cielo.

Io devo ancora pensare a due desideri. Il terzo lo so già: sarà tutto per lei e per i suoi cari...

parole di Latifah | 13:54 | commenti (13) | pensieri

martedì, 19 luglio 2005

Una congiura

Strani giorni

Ieri il blackout.
Stanotte un tifone tropicale.
Stamattina le cavallette, anche sotto il mio ufficio.
E per tutta la giornata internet (per me indispensabile per lavorare) a singhiozzo, con delle "apnee" lunghissime.

Morale: ho bisogno di ferie...

...ma quando arriva il 6 agosto?

parole di Latifah | 18:06 | commenti (11) | personale, notizie, meteo

lunedì, 18 luglio 2005

Un blackout inquietante

Montecitorio e giornali al buio

Se l'Italia fosse un Paese normale - come potrebbe dire Lucarelli - non ci sarebbe nulla di strano.

Ma siccome l'Italia tanto normale non è, a me questo blackout che ha oscurato per oltre mezz'ora una vasta zona centrale di Roma, comprendente la sede della Camera dei deputati, nonché le redazioni di giornali e agenzie di stampa, mi dà uno strano senso di inquietudine...

Ora, però, la luce è tornata, e con essa anche il collegamento internet (da me era saltata la linea di Fastweb). Quindi, mi tocca chiudere il solitario e ricominciare a lavorare. Però, davvero, è meglio così.  

parole di Latifah | 17:00 | commenti (6) | notizie

Una guida sicura

A piedi nudi nel traffico

Via libera a infradito e sabot, anche al volante. Sono 13 anni che non vige più l'obbligo di guidare con calzature chiuse, ma quando arriva l'estate mi viene sempre il dubbio. Oggi ho trovato (via Zeusnews) la conferma, direttamente nel sito della Polizia di stato: "Nel codice della strada in vigore sino al 1992 era espressamente previsto nel regolamento di esecuzione il divieto di condurre i veicoli indossando calzature aperte (tipo zoccoli, ciabatte, ecc.). Tale limitazione è stata eliminata, lasciando al conducente la discrezionalità e l'apprezzamento di opportunità circa il tipo di scarpe da utilizzare durante la guida". Una mia amica, nel dubbio, preferisce guidare a piedi nudi: si vede che la sua auto è più pulita della mia... 

Sempre dallo stesso sito della Polizia, ho scoperto che esiste un numero di telefono (848.782.782, al costo di uno scatto) per conoscere il "punteggio" della propria patente. Ho provato a chiamare, ma dà sempre occupato (strano, eh?). Presumo, comunque, di aver conquistato il bonus di due punti in più, premio agli automobilisti prudenti, quale io mio considero. Mantengo sempre la distanza di sicurezza, osservo i limiti di velocità, uso il telefono cellulare solo con l'auricolare, mi fermo al semaforo rosso (quasi sempre...) e davanti alle strisce pedonali.

A proposito: visto che mi trovo più spesso nelle condizioni di pedone che in quelle di automobilista, segnalo che i pedoni hanno SEMPRE ragione quando attraversano la strada... che vi piaccia o no. E se qualcuno vi becca a tagliare la strada a un pedone un po' imprudente, sappiate che rischiate di perdere da due a cinque punti. L'articolo 191, comma 2, stabilisce infatti una sanzione di due punti in caso di "
Violazione dell’obbligo di consentire al pedone che abbia già impegnato la carreggiata l’attraversamento in una strada sprovvista di strisce pedonali". E se non ci si ferma davanti alle zebre, i punti sono cinque. Per conoscere nel dettaglio tutte le violazioni che comportano la perdita di punti, c'è una tabella piuttosto chiara.  

Però, ho un dubbio: mandare sms mentre si è fermi ad un semaforo, rientra nell'uso del telefonino durante la guida? Perché, in questo caso, a botte di cinque punti alla volta, altro che bonus... sarei decisamente sotto zero!

parole di Latifah | 12:22 | commenti (11) | notizie

sabato, 16 luglio 2005

Una rivoluzione planetaria

Saturno lascia il Cancro ed entra in Leone  

Si sa, quando si è un po' in crisi può capitare di levare gli occhi al cielo... nel senso di leggere gli oroscopi. Così, sono mesi che aspetto questo momento: tra oggi e domani Saturno abbandona il segno del Cancro e va a rompere le scatole ai nati del Leone (cavoli vostri!).

Saturno è tradizionalmente considerato il "grande malefico", perché - dicono gli astrologi - tende a "distruggere", a porre ostacoli che sembrano impossibili da superare, a fare un bilancio della propria vita e - a volte - costringe a fare punto e a capo. Come spiega André Barbault, Saturno è "una forza che taglia, separa, isola, dato che la sua tematica fondamentale è tutta una serie di distacchi di ogni tipo". Eh, ne so qualcosa, io...

Insomma, per più di due anni quel pianeta all'apparenza così simpatico, a forma di trottola, mi ha fatto girare su me stessa. Finché non ho trovato la forza di liberarmi dal suo impulso centripeto (anche se non sono ancora sicura su quale direzione prendere).

Io non lo so se sia colpa di Saturno, dei 40 anni o, semplicemente, delle casualità della vita, se gli ultimi anni sono stati un po' così. Però sono fiduciosa: qualcosa sta per cambiare. Mi aspetto cambiamenti positivi in amore, nel lavoro, per i soldi e la salute, le classiche categorie degli oroscopi. Grande rivoluzione in vista. Voglio pensare positivo, insomma.

Ma allora - mi chiedo - perché, di sabato 16 luglio, invece di essere al mare con George Clooney, in attesa di un romantico tramonto e di una serata bollente, sono davanti alla mia scrivania a lavorare come faccio tutti i sabati da dieci anni??? Ok, non devo avere fretta. Domani è un altro giorno!  

Uhm. In effetti, domani è domenica e dovrei stirare un mucchio di panni... Ma preferisco seguire il consiglio dell'oroscopo di Supereva, che per la giornata di oggi recita: "Senza porvi compiti, ma senza farvi scivolare come miele nella poltrona, gustatevi l’uscita di Saturno, brindate a ciò che esso ha strutturato in voi!"

E allora, mi preparo per un aperitivo in piacevole compagnia. Un brindisi reale e metaforico: che sia un frizzante preludio alla mia nuova vita.  

parole di Latifah | 13:01 | commenti (13) | personale, oroscopi

venerdì, 15 luglio 2005

Un film (in dvd)

Dogma

La battuta più bella è nei titoli di testa, una sorta di disclaimer per prevenire eventuali accuse di blasfemia: "Anche Dio ha senso dell'umorismo: guardate l'ornitorinco".

Per il resto, Dogma di Kevin Smith è una boiata pazzesca. Un film noioso che vuole prendere in giro il cattolicesimo e i dogmi religiosi in generale, con un'accozzaglia di figure pseudo-bibliche: due angeli ribelli che vogliono tornare in paradiso (Ben Affleck e Matt Damon), un 13° apostolo nero che vuole far riscrivere la bibbia, l'ultima discendente di Gesù Cristo che lavora in un consultorio per donne che vogliono abortire (Linda Fiorentino), una musa che ha perso l'ispirazione (Salma Hayek), vari demoni e un dio femmina (Alanis Morissette) che si diverte a prendere sembianze umane per giocare a flipper.

Ai cinefili che amano il genere "famolo strano" sarà piaciuto. Questo conferma che io non capisco nulla di cinema. Per fortuna, almeno in questo campo non esistono dogmi...

Voto: 5

parole di Latifah | 12:12 | commenti (17) | visioni2005

mercoledì, 13 luglio 2005

Un assassino in rete

Stiamo attenti a quel che scriviamo...  

...perché ogni nostra parola, un giorno, potrà essere usata contro di noi.

E' il pensiero inquietante che mi è venuto dopo l'omicidio avvenuto ieri al dipartimento di Matematica dell'Università di Bologna. Basta un clic, come si dice in questi casi, per sbirciare nelle vite dell'assassino e della vittima. Ed è facile, pure scontato, cercare tracce, segnali, o premonizioni, di quel che poi sarebbe accaduto. 

Una frase buttata lì un po' a caso dalla futura vittima, ora, suona sinistra: "Mi piace suonare, disegnare e imparare, e cercare di capire perche' una persona riesce sempre a fare del male a qualcun altro senza saperlo", scrive lo studente universitario, di 22 anni, ucciso ieri con otto colpi di pistola, dopo aver sostenuto un esame scritto di meccanica razionale. Un movente "passionale", dicono gli inquirenti: l'assassino si era invaghito di quel ragazzo, che lo aveva respinto.

Ora ci si chiede che cosa può avere portato quel giovane intelligente e sensibile, di 32 anni, laureato e con un master in matematica conseguito in quello stesso dipartimento, ad uccidere per un amore impossibile. Forse la risposta la si può trovare proprio nelle sue pagine personali: "Tutto ciò che pensiamo è un mondo a sé stante, con una sua logica, indipendente dalla realtà fisica. Ne è un esempio l'esperienza onirica in cui, quando noi sognamo, crediamo assolutamente di vivere la realtà, che quella è la realtà, provando tutte le sensazioni, se non addirittura più forti e intense - come succede a me! - di quelle che proveremmo se vivessimo realmente quell'evento. L'intensità delle emozioni io la giustifico con l'acuirsi dello stato di concentrazione della mente, per cui essa, nella condizione onirica, è completamente libera di vagare senza limiti. E la mente è così concentrata su se stessa da riuscire a staccarsi dal mondo fisico e creare al suo interno un'altra realtà".
Il futuro assassino spiega ancora meglio il suo pensiero: "Io credo che gran parte dei suicidi sia attribuibile alla discrepanza fra pensiero e realtà, all'impossibilità di far collimare quella che io chiamo «la realtà potenziale» con la «realtà effettiva», ovvero, in ultima analisi, all'incapacità di realizzare i propri sogni".

Non ci sono solo parole, nei siti personali di questi due ragazzi. Ci sono anche delle foto, e ora l'attenzione degli inquirenti (ma anche degli "sbircioni", come me) si accentra su un'immagine in particolare (a sinistra): quella pubblicata nel sito dell'assassino, intitolata "boyriccardo", e Riccardo è il nome della vittima... Cliccando sulle proprietà, si scopre anche una didascalia "nascosta": "assomigliava ad un ragazzo, ma era molto di più...". 

Che sia proprio una foto della vittima? La somiglianza (vedere a destra) c'è.

D'altra parte, non è necessario aprire un sito personale per affidare la memoria di sé alla rete. Ci pensano anche dei siti istituzionali: come quello del dipartimento di Matematica, che ha immortalato il momento della consegna del diploma di master al futuro assassino.


Io spero di non diventare mai un caso di cronaca... chissà quante cavolate ho scritto, su questo blog, che potrebbero ritorcersi contro di me! In ogni caso, ricordate: Latifah è solo un nick, mi assomiglia molto, ma Roberta è una persona. E ogni riferimento a persone, luoghi e fatti, perciò, potrebbe essere anche casuale. Non si sa mai.

parole di Latifah | 17:06 | commenti (17) | blog, notizie

venerdì, 08 luglio 2005

Un giorno dopo

E' necessario...

Il
7 luglio 2005 non passerà alla storia come giorno del mio 40esimo compleanno.
E' come se i fatti tragici di Londra mi avessero ricordato che io sono piccola piccola, e le mie gioie, come i miei dolori, sono del tutto insignificanti. Un ridimensionamento che è sempre bene tenere a mente.

Vi ringrazio tutti per i commenti, i messaggi, le mail e gli sms. O anche solo per aver letto quel "bignami" della mia vita. L'avevo buttato giù la sera prima, tutto d'un fiato, senza alcuna velleità. Ma è stato un esercizio molto utile a me stessa.

Ieri sera, poco prima di uscire per cena, ho ascoltato una canzone dei Tiromancino. L'avevo sentita soltanto una volta, il primo maggio. E mi ha colpita perché rappresenta l'ideale prosecuzione del mio post di ieri.

Ve la dedico, come ringraziamento, in attesa di trovare il tempo per venirvi a trovare uno ad uno...

Io so che non è facile
riuscire a proiettarsi nel futuro
immaginando come sarà
la vita andando avanti;
le scelte che farò
saranno sempre più importanti
dei dubbi che ho
che oggi sono ancora tanti.

E’ necessario che io sia coerente con me stesso
per dare il peso giusto e un senso a tutto il resto
ed è importante che non faccia cose in cui non credo
per non confondermi e dover tornare indietro...
e’ necessario, è necessario...

Oggi è un nuovo giorno
e se vorrò potrò passarlo meglio,
guardando verso il sole
cercando il tuo sorriso al mio risveglio;
non so cosa farò
non mi farò troppe domande,
so solo che vivrò
e questo forse è più importante... 

  
  

parole di Latifah | 20:32 | commenti (7) | ascolti, personale

giovedì, 07 luglio 2005

Un bilancio

Quattro decenni

A 10 anni…
…faccio la mia prima vacanza da sola: una settimana a Cortina, in un kinderheim. Dopo una brutta pertosse, il medico mi ha prescritto “aria di montagna”. I miei genitori sono già in crisi (si separeranno fra tre anni) e pensano bene di spedirmi in una specie di collegio. Diciamo una colonia invernale per piccoli borghesi. Sono l’unica femmina, gli altri bambini vivono lì tutto l’anno, frequentano l’attigua scuola elementare e di pomeriggio vanno sui campi da sci. Anch’io dovrei frequentare il corso, già dall’anno prima ho una “stelletta” e lo spazzaneve lo so fare. Ma riesco a farmi amica una “dada” e la convinco a portarmi al Palazzo del ghiaccio. Diserto le piste, non prenderò mai la seconda stelletta e non salirò mai più sugli sci. Non sono una sportiva, studio danza classica e sono tra le allieve migliori. Dopo le medie, mi iscrivo al liceo scientifico con indirizzo linguistico. Studio poco, ma ho sempre voti alti. Eccello in italiano, inglese e francese. Da grande voglio insegnare: danza o lingue. Mi piace scrivere e viaggiare. Mi diplomo con un immeritato 60/60 e mi iscrivo a Lingue e letterature straniere moderne.
Sono una bambina e un’adolescente un po’ sola, ma con le idee chiare, e che sa farsi valere.

A 20 anni…
…vinco una borsa di studio e volo negli Stati Uniti. Frequento un college universitario per un anno accademico, con l'obiettivo di approfondire la letteratura inglese, francese e americana del XX secolo. Allo stesso tempo lavoro al Dipartimento di Italiano come lettrice. Ingrasso 15 chili in 10 mesi, nonostante due o tre ore di danza al giorno: corsi di classica, jazz, contemporanea, coreografia. Invece di concentrarmi sulla letteratura, vagheggio una carriera da ballerina. Entro in una compagnia studentesca e anche in un gruppo semi-professionale. Partecipo a una mini-tournée in riformatori, carceri femminili, strutture di recupero. Incontro Merce Cunningham e John Cage. Appena posso, visito musei di arte contemporanea. Passo ore nella biblioteca dell’Onu e del Congresso per cercare un’altra borsa di studio che mi permetta di restare negli Usa. Niente da fare. Torno in Italia, abbandono la Facoltà di Lingue straniere e mi iscrivo a Scienze Politiche. Non arriverò mai alla laurea. Comincio a insegnare danza jazz. Collaboro con qualche giornale locale nel settore cultura. Lavoro part-time in un ufficio stampa. Ho un paio di storie d’amore brevi ma importanti. Muore mio padre. Abbandono l’università, conquisto l'ammissione ad una scuola di giornalismo. Sogno di diventare corrispondente da New York per un grande quotidiano. Voglio realizzarmi nel lavoro. Vengo selezionata per un programma giornalistico televisivo: mi trasferisco a Roma, ma dopo un mese rinuncio. Torno a casa, anche per amore.
Sono una sognatrice, ma con i piedi per terra, pronta a spiccare il volo verso una vita da adulta.

A 30 anni…
…ho un lavoro fisso, quello che ho sempre desiderato fare. Sono diventata giornalista, dopo anni di sacrifici. Mi occupo di politica per un giornale locale e, anche se non è il massimo, mi considero fortunata: non tutti ce la fanno. Il lavoro, però, non è tutto per me, anzi. Continuo a coltivare la mia passione per la danza, nonostante un brutto intervento alla schiena. Entro in una compagnia amatoriale che prepara spettacoli per beneficenza. Sono realizzata anche nella vita affettiva: fidanzata da due anni, vado a convivere. Un rapporto maturo, che mi riempirà la vita e il cuore per altri dieci anni. Un decennio di stabilità, e al contempo di crescita, incrinato da qualche brutto evento: una nuova operazione alla schiena, con esiti più gravi e un lungo, faticoso recupero; l’accantonamento del progetto di fare un figlio; due pesanti crisi sentimentali, che incrinano il rapporto. Mettiamo assieme i cocci, ma la colla non tiene.
Sono una donna cosciente di avere vissuto degli anni bellissimi, pieni, intensi, ma conscia anche del fatto che il passato è passato, e si può ancora guardare al futuro con fiducia.

Oggi compio 40 anni…
…da un paio di mesi ho ripreso in mano la mia vita. Ho avuto coraggio, e non è stato facile, per nulla. E’ come avere riposto in cantina un quaderno ormai pieno, un po' ingiallito, con il dorso slabbrato. Ora ho una moleskine intonsa, le pagine ancora attaccate, e ne accarezzo la copertina. So quello che voglio scrivere: non ho mai avuto il “blocco del foglio bianco”. L’incipit è sempre un po’ difficile, è vero. Bisogna scegliere le parole giuste, l’immagine efficace, concentrarsi sull’emozione. La trama potrà essere diversa da quella che ho in mente ora, forse i personaggi non sono ancora ben definiti. Ma la protagonista sono io.
Sono una donna matura che vive nel presente, ma che non dimentica il passato, per essere pronta a un nuovo futuro.

E soprattutto... ora posso dirlo: sono una splendida quarantenne!

parole di Latifah | 08:16 | commenti (42) | personale

martedì, 05 luglio 2005

Una riapertura straordinaria

Per un'occasione straordinaria 

Perché un'amica è come una perla: rara, preziosa, delicata.
Ma, se vera, è per sempre.



Tanti auguri a un'amica Placida e straordinaria!

parole di Latifah | 11:36 | commenti (9) | personale

grazie a squidfingers x gli sfondi (background)