[Caravanserraglio]
Pensieri, parole, opere e... viaggi (reali e mentali) di Latifah
 











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Smettiamola!







giovedì, 30 giugno 2005

Blog momentaneamente chiuso per mancanza di tempo

(e per eccesso di caldo, di lavoro, di stanchezza...)

Le trasmissioni riprenderanno appena possibile

parole di Latifah | 11:46 | commenti (15) |

martedì, 28 giugno 2005

Un risveglio martellante

Quando il buongiorno si vede dal mattino  

TUNG TUNG TU-TUNG

Dev'essere il mal di testa. Stanotte alle due ero ancora lì a rigirarmi nel letto e nel sudore...

TUNG TU-TUNG TUNG TUNG

Un sogno futurista? No, sono sveglia... e sono appena le 6,15.

TUNG TUNG TUNG TU-TUNG

Ma vaff... ma chi e' che smartella a quest'ora? Mi alzo, tiro su la tapparella: sotto di me, in un palazzo attiguo, un ponteggio traballante con tre operai che demoliscono un terrazzo a colpi di martello e piccone. Non è possibile... riguardo l'orologio: è l'alba!

Vado in sala, cerco l'elenco del telefono, Polizia Municipale, Comando operativo. Accendo il cellulare.

TUNG TUNG TUNG TU-TUNG TU-TUNG TUNG

Sto per comporre il numero dei vigili quando sento un urlo provenire da un altro palazzo (censuro il contenuto: questo è un blog ancora rispettabile). Gli operai si bloccano di colpo.
Hanno ripreso alle 8 in punto, come da regolamento comunale.

Morale: per farsi rispettare bisogna alzare la voce.
Dovrei farlo anch'io.
E in molti aspetti della mia vita...

(Credo che non ne sarò mai capace, però.)

parole di Latifah | 20:45 | commenti (5) | personale

lunedì, 27 giugno 2005

Una serie di film

Brevi “schedine” (non ho tempo!)

Visto che ormai aggiornare il blog per me è un lusso, provo a buttare giù poche righe di appunti sulle ultime visioni al cinema. Altrimenti, nel giro di poche settimane rischio di dimenticare che cosa ho visto. Colpa del super-lavoro, e dell’età che avanza...

La febbre di Alessandro D’Alatri
Filmino carino, di quelli che vedi volentieri perché ti ci identifichi. In fondo, siamo tutti geometri con l'ambizione di diventare artisti, o di aprire un locale alternativo, no? Fabio Volo mi piace, lo avevo apprezzato anche in "Casomai", e qui si conferma un non-attore che sa tenere la scena meglio di tanti altri attori. Cameo di Arnoldo Foà nella parte del presidente della Repubblica. Fastidio per l'ingombrante presenza pubblicitaria di una birra italiana, con il marchio sempre in primo piano.
Voto: 7

Le crociate di Ridley Scott
Questo me lo sono già dimenticato o quasi. Non amo i film "cappa e spada" e nemmeno i kolossal, però - semplificando - mi è piaciuto di più rispetto a "Il gladiatore". Solita parata di attoroni, da Liam Neeson a Jeremy Irons, da Edward Norton (ottimo e riconoscibilissimo nonostante la maschera sul volto) a Orlando Bloom. Belle le scene di battaglia (anche se le migliori, nel genere, per me restano quelle iniziali di "Giovanna d'Arco" di Luc Besson). E Saladino non è poi così feroce...
Voto: 7

Sin City di Frank Miller e Robert Rodriguez più Quentin Tarantino
Non conoscevo il fumetto, quindi non posso giudicare la trasposizione sullo schermo. Ma tecnicamente è un gran film. Violento, sì, ma non fastidioso, grazie alla preponderanza del bianco-bianco/nero-nero, con qualche macchia di colore. Troppo lungo, difetto che accomuna quasi tutti i film che ho visto ultimamente. Una gioia per gli occhi maschili, grazie alla parata di bellezze capitanata da Jessica Alba e Rosario Dawson, e parata di attoroni, con un irriconoscibile Mickey Rourke, il solito Bruce Willis e un Benicio Del Toro ciccione.  
Voto: 8

Quo vadis, baby? di Gabriele Salvatores
Me ne avevano parlato molto bene, così avevo aspettative alte che sono andate deluse, come spesso accade in questi casi. Tratto dall'omonimo romanzo della scrittrice-attrice-cantante bolognese Grazia Verasani, offre un'immagine noir di Bologna forse un po' stereotipata. Se non lo boccio con un'insufficienza è per motivi affettivi, sia legati alla città che alla protagonista Angela Baraldi, un po' attrice, un po' cantante, magari diventerà scrittrice pure lei, chi lo sa... Di lei ho un ricordo legato ai suoi esordi di recitazione: frequentammo assieme un seminario di tango argentino e per due settimane fu la mia tanguera, visto che - come al solito - di ballerini maschi non c'era manco l'ombra. Salvatores l'ha imbruttita a dismisura, ma continua ad esercitare un fascino un po' maudit. E' l'unica donna per cui abbia mai provato una specie di attrazione... Ignobile, invece, la recitazione della co-protagonista Claudia Zanella, che sfigurerebbe persino in una televendita di pentole e "cucchiò". Si salva Gigio Alberti. Ma sono tutti poco credibili.
Quel che mi è piaciuto di più di questo film è il filo conduttore della potenza dell'immagine: dal filmino in super8 (per rendere i ricordi d'infanzia) all'obiettivo fotografico (l'occhio attraverso il quale la detective Baraldi spia mogli infedeli), dalle videocassette (che riportano "in vita" la sorella della protagonista, suicidatasi anni prima) al fascino del grande schermo (il titolo è una citazione da "Ultimo tango a Parigi", il protagonista maschile è un regista, manifesti cinematografici sono un indizio per svelare la trama, che d'altra parte si intuisce dopo 10 minuti). Fino all'immagine riflessa nei vetri e negli specchi. Tutto è finzione, insomma. Ma è anche, molto spesso, banalità trita e ritrita.
Voto: 6,5

Batman Begins di Christopher Nolans
Si dice che chi ben comincia è a metà dell'opera. Qui, invece, si comincia bene, ripercorrendo i primi anni di vita di Bruce Wayne (un insipido Christian Bale) e le motivazioni che lo porteranno a diventare l'uomo pipistrello per salvare Gotham dalla corruzione. La morale è che bisogna affrontare le paure per vincerle (ma dai?). Poi sarà stata la stanchezza accumulata con i ritmi di lavoro che sono costretta a sopportare negli ultimi tempi, sarà stata l'ora tarda, ma da quando sulla scena appare Batman mi sono addormentata, e del film non so dirvi altro. Anche questo dura troppo, comunque, e i big (Michael Caine, Morgan Freeman, Liam Neeson, Rutger Hauer) reinterpretano loro stessi senza un guizzo. Noia nonostante la profusione di effetti speciali.
Voto: 6

Contatore: 19 film visti al cinema nel 2005. 

parole di Latifah | 12:00 | commenti (7) | visioni2005

giovedì, 23 giugno 2005

Un turno di lavoro

Vi ricordate le 35 ore? 

Per contratto dovrei lavorare 7 ore e 12 minuti al giorno, per un totale di 36 ore a settimana. Ma queste 7 ore e spiccioli le devo garantire "nell'arco di 10 ore". Morale: da quando ho il nuovo capo lavoro dieci ore consecutive al giorno. Quando va bene, prendo una pausa pranzo di 20 minuti, con il risultato che il panino mi va di traverso. Brufoli e occhiaie a go-go.

Ma negli ultimi giorni ho toccato il record. Ieri sera sono uscita alle nove... e stamattina ero di nuovo qua alle nove. Il pensiero di dover tornare in ufficio dopo appena 12 ore mi ha fatto andare di traverso anche la pizza. Sto meditando di portarmi il sacco a pelo, almeno mi risparmio lo stress del parcheggio...

Adesso che ore sono? Mancano pochi minuti alle nove, toh! Faccio un rapido calcolo: negli ultimi tre giorni ho lavorato 35 ore. Quelle per cui cadde il governo Prodi.

Insomma, se non aggiorno il blog, se non vengo a trovarvi - lo ripeto - non è perché non ho nulla da dire. Anzi. Direi che @#!?X e poi potrei aggiungere che =@*%\¢ e anche che Æ&€ç!!!

parole di Latifah | 20:40 | commenti (14) | personale

mercoledì, 22 giugno 2005

Una gaffe europea

Berlusconi playboy? L'avranno travisato...

Ora che la Finlandia ha convocato l'ambasciatore italiano per avere chiarimenti sulle "arti" rispolverate dal nostro presidente del Consiglio, già mi immagino la giustificazione...


parole di Latifah | 20:58 | commenti (5) | notizie

martedì, 21 giugno 2005

Un presidente playboy

E non è una barzelletta...

BERLUSCONI INAUGURA L'AGENZIA ALIMENTARE A PARMA 
"HO DOVUTO FARE PERSINO IL PLAYBOY

PARMA. Il varo dell'Autorita' alimentare Europea a Parma e' "il risultato di un'azione tenace" del governo italiano, passata attraverso un intenso lavoro diplomatico, durato due anni, ma non solo. Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, ricorda con ironia che per ottenere questo risultato "io ebbi a fare la corte alla presidente della Filandia", e infatti "
quando si insegue un risultato si devono usare tutte le arti"; tanto che, per l'occasione, il premier - oggi a Parma per l'inaugurazione ufficiale della sede dell'Authority - dice di avere "rispolverato tutte le arti da playboy".
In origine, infatti, l'Autorita' alimentre era stata affidata alla Filandia, con tanto di provvedimenti e impegni gia' assunti, "ma mi sembrava inaccettabile", afferma Berlusconi. Infatti, "ero stato in Filandia e avevo dovuto sottostare alla dieta finlandese", scoprendo che "non c'era alcuna possibilita' di confronto tra cio' che, anche oggi, offriremo al presidente Barroso", il quale potra' gustare il culatello di Parma e non "la Renna affumicata" che avrebbe trovato in Finlandia. "Penso che gradira'", afferma Berlusconi.

(No comment. Ho da lavorare, io...)

parole di Latifah | 13:15 | commenti (19) | notizie

sabato, 18 giugno 2005

Un libro e un fumetto


Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi 
Persepolis – Storia di un’infanzia” di Marjane Satrapi
 

La rivoluzione islamica in Iran vista da due donne: lo sguardo adulto e colto di Azar Nafisi, docente di Letteratura inglese a Teheran negli anni del potere di Khomeini, poi emigrata negli Stati Uniti dal 1997, e gli occhi di una bambina, Marjane Satrapi, costretta a crescere troppo in fretta sotto le bombe della guerra tra Iran e Iraq.


Sono due autobiografie in cui il privato è storia, ma due letture molto diverse: Leggere Lolita a Teheran (Adelphi, 2004) può essere considerato, allo stesso tempo, un saggio di letteratura, un manuale di storia e un romanzo sulla condizione della donna in un regime musulmano; Persepolis – Storia di un’infanzia (Repubblica serie Oro, 2005) è invece un fumetto, semplice nel disegno ma di fortissimo impatto nel contenuto. Due volumi che ho letto a brevissima distanza e che oggi risultano di grande attualità, anche per capire meglio l’andamento delle elezioni in corso in Iran.

In breve, il romanzo di Azar Nafisi è un affresco della vita quotidiana delle donne, e in particolare delle studentesse universitarie, costrette allo chador: un velo che cala anche sull’istruzione, tanto che la docente, ormai impossibilitata a insegnare letteratura inglese, decide di creare un corso a casa propria basato sulla lettura di “Lolita” e di altre opere di Nabokov. Ma nel libro vengono ripercorse anche lezioni su Henry James, Jane Austen e “Il grande Gatsby” di F. Scott Fitzgerald. La letteratura diventa così occasione di confronto, ma anche di scontro culturale.

Il fumetto di Marjane Satrapi, pluri-premiata all’estero (vive in Francia da anni), si apre con l’immagine della piccola protagonista che nel 1980, a dieci anni, posa per la foto di classe con il capo celato dal velo: quasi impossibile distinguerla dalle coetanee. Eppure, Marjane si distinguerà per la precoce presa di coscienza politica, aiutata da un ambiente familiare laico e rivoluzionario. La vicenda si dipana in 14 anni e ripercorre tutte le tappe della storia iraniana, attraverso il racconto delle vicissitudini personali della protagonista.

Voto: 8 (entrambi)

Contatore: 12 libri letti nel 2005 (più 2 ancora da schedare).

 

parole di Latifah | 17:14 | commenti (11) | notizie, islam, letture2005

giovedì, 16 giugno 2005

Un incarico

Anzi, due

Sarà che Saturno, pianeta che in astrologia è considerato il "distruttore" per eccellenza (ma sulle ceneri si può sempre  ricreare qualcosa di nuovo), sta per lasciare il mio segno dopo un anno di presenza malefica...
Sarà che ho deciso di riprendere in mano la mia vita, e quella che consideravo una semplice - seppur impegnativa - svolta sta diventando un'inversione a U, e davanti ho una serie di rotatorie che mi possono portare in tante direzioni diverse...
Sarà che sto liberando energie sopite da troppo tempo...

Non lo so cos'è. Fatto sta che una rivoluzione tira l'altra, e questo stravolgimento della mia esistenza ora coinvolge anche il lavoro.
Due giorni fa ho ricevuto un incarico importante, che non so se sarò in grado di reggere. E' una sfida da cui posso uscire con ferite mortali, o con una medaglia. Per rendermi le cose ancora più difficili, a questo incarico oggi è stata sommata un'altra responsabilità. Il tutto, naturalmente, a pari stipendio.

Insomma, non avrò più lo stesso tempo di prima per seguire i blog, il mio e i vostri. Se non rispondo ai commenti, se scrivo con meno assiduità, è solo per questo motivo. 
Sto lavorando per me...

Aggiornamento

Il mitico Rob Brezsny mi consiglia, per la settimana a venire, di imitare il blogger più noioso del mondo. Questa la previsione per il Cancro, dal 17 al 23 giugno:

Il tuo compito di questa settimana è battere il blogger più noioso del mondo. L'autore misterioso di www.wibsi te.com/wiblog/dull scrive cose come: "Ero a casa, seduto su una sedia con una mano poggiata su un bracciolo. Tamburellavo con le dita facendo un rumore appena percettibile. Ho pensato di accendere lo stereo e mettere un po' di musica. Ho guardato i cd per un po', ma poi non ne ho scelto nessuno". E che motivo avrei, potresti chiedermi, per essere più palloso di questo tizio, conosciuto solo per la sua capacità di far sbadigliare?
Il motivo astrologico, Cancerino, è che hai temporaneamente bisogno di moderare, e parecchio, la tua agitazione. Per il momento lascia perdere i drammoni appassionanti e fatti un giro ringiovanente nella pigrizia più noiosa.

Eh già, mi piacerebbe! Ma mancano quasi due mesi alle ferie, e ora non mi posso proprio permettere di essere pigra.

A parte qui sul blog... 

parole di Latifah | 12:51 | commenti (18) | personale, oroscopi

martedì, 14 giugno 2005

Un film

Una lunga domenica di passioni

[L’ho visto ormai due mesi fa, e il ricordo delle emozioni si è già annacquato. Sono rimasta indietro in tutto, travolta dalla mia nuova quotidianità, eppure sto trovando un nuovo equilibrio: perciò voglio sforzarmi di riprendere ad aggiornare anche questo mio “taccuino” con le schede dei libri letti (troppo pochi...) e dei film visti.]


Amore e guerra: un’accoppiata classica, quella di  “Una lunga domenica di passioni”, ma Jean Pierre Jeunet sa renderla in modo originale, pennellando sullo schermo i colori freddi della terribile vita di trincea, alternati alle tinte calde dei sentimenti, con un giusto equilibrio.

Non sono un’adepta del “Meraviglioso mondo di Amélie” (di Jeunet ho preferito “Delicatessen”), ma qui Audrey Tatou è perfetta nella parte della giovanissima orfana disabile, Mathilde, che resta vedova ancor prima di sposarsi, perché il fidanzato, Manech, viene dato per morto al fronte, condannato a morte perché si era ferito da solo per ottenere una licenza. Ma la nostra eroina non si rassegna e comincia la propria indagine...

Da segnalare un cameo di Jodie Foster, superlativa, qui alle prese con un tentativo di fecondazione eterologa d’antan: il marito, sterile, incarica un amico di metterla incinta, per ottenere – anche lui – la licenza per paternità, con la speranza che nel frattempo la guerra finisca.

Una curiosità: nel film i due innamorati, lei a casa, lui al fronte, si rifugiano nei ricordi tipici di una coppia. Uno di questi è la scritta “MMM”. Io l’ho capita solo a film finito: sta per “Matech aime Mathilde”, perché “aime” si pronuncia “em”, proprio come la lettera dell’alfabeto. Insomma, un TVB d’altri tempi...

Voto: 7,5

Contatore: 14 film visti al cinema nel 2005 (più altri 3 ancora da recensire).

parole di Latifah | 13:15 | commenti (6) | visioni2005

lunedì, 13 giugno 2005

Una débacle

L'Italia è una Repubblica fondata sul Vaticano

Il banner "1... 2... 3... 4 volte sì!" è ancora lassù, triste e inutile, sul mio blog come su tanti altri. Potrei anche cancellarlo...

Chiedo invece la collaborazione di qualche blog-creativo. Che ne dite di creare un banner con una scritta di protesta?

Al momento mi viene solo da pensare che avrei voglia di emigrare. Che so, magari in Spagna... Quasi quasi comincio a mandare qualche curriculum: "Periodista italiana busca trabajo..."

(Intanto provo con yahoo.es, non si sa mai!)


parole di Latifah | 16:22 | commenti (36) | notizie

sabato, 11 giugno 2005

Una catena letteraria

Dopo gli ascolti, le letture

Ecco un nuovo tormentone, dopo quello musicale che ha infestato i blog qualche settimana fa. Ora gira una “catena” che mi è più congeniale: perciò, invitata da Kay, ecco le mie risposte.

Libri che posseggo nella mia biblioteca ed in genere
Uhm, cominciamo male. Perché fino a un paio di mesi fa avrei potuto vantare una libreria con un migliaio di titoli. Ma è in corso il trasloco della mia vita... perciò, al momento, ho traslocato solo una ventina di libri, in pratica gli ultimi da me aquistati e ancora da leggere: ad esempio, un paio di Palahniuk, un paio di Tahar Ben Jelloun, qualche romanzo arabo, e anche un paio di gialli Mondadori che ho avuto in regalo (tra cui un romanzo di Danila Comastri Montanari, che ambienta i gialli nell’antica Roma e che mi incurosisce).

Ultimo libro che hai comprato
Sempre causa trasloco in corso, negli ultimi tempi ho tirato la cinghia e ho cercato di limitare spese di ogni tipo. L’ultimo acquisto è “A voce nuda” di Michel Faber, autore di cui non ho ancora letto nulla (e, per ora, non ho una gran voglia di leggerlo...).

Libro che sto leggendo ora
Vale lo stesso se non è un libro? Infatti sto leggendo un fumetto della serie Oro di Repubblica, “Persepolis - Storia di un’infanzia” di Marjane Satrapi: la rivoluzione islamica in Iran vista dagli occhi di una bambina. Poi ho dato un’occhiata alle prime pagine di “Destini peggiori della morte – Un collage autobiografico” di Kurt Vonnegut, ma non ho ancora deciso se sarà davvero la mia prossima lettura.

Tre libri che consiglio ad altri blogger e perchè
Argh, andiamo sul difficile... Perché viene la tentazione di stupire con effetti speciali, scegliere autori colti, titoli del tipo lo-famo-strano, così, per darsi un contegno... Allora segnalo tre romanzi che per me hanno significato molto, negli ultimi anni: una sorta di filo rosso nella mia vita.

I giorni dell’abbandono” di Elena Ferrante (e/o, 2002): Olga, la protagonista, è una donna ancora giovane e soddisfatta della propria esistenza, che viene sconvolta dall’improvviso abbandono del marito.
Perché lo consiglio ad altri blogger? Perché è una lettura intensa, e perché chi ha vissuto un abbandono, da una parte o dall’altra, si può ritrovare in questa storia. Tutto sembra franare ma, quando la distruzione arriva al culmine, si può ritrovare la forza per ricostruire le fondamenta di una nuova vita. E’ in uscita (pare a settembre) la versione cinematografica per la regia di Roberto Faenza.

Il mio nome è Tarzan Soraia” di Maurizio Matrone (Frassinelli, 2004): è la storia (vera ma romanzata) di un ragazzino che racconta di essere uno zingaro fuggito dal campo perché rimasto orfano e maltrattato dai fratelli. Viene ospitato in una casa-famiglia, ma la polizia indaga per scoprire chi è veramente Tarzan.
Lo consiglio perché l’autore è un mio caro amico, perché questo libro è uscito in un periodo particolare della mia vita, perchè mi sono identificata nella storia, ambientata a Bologna, e anche perché, ad un certo punto, compare pure il mio nome (quello vero). Dal momento in cui l’ho letto in bozza, mi sono figurata la trasposizione sullo schermo. E spero che presto qualcuno si decida a trarne un film o una fiction tv...

Di cosa parliamo quando parliamo d’amore” di Raymond Carver (minimum fax, 2001): per chi ama il genere racconto, come me, è una lettura imprescindibile. Il maestro della short story sa arrivare al cuore e allo stomaco con storie “minime” e terribili. Un ritratto impietoso degli Stati Uniti anni ’80 (così simile all’Italia di oggi...): come tanti fotogrammi, non a caso scelti anche da Altman per “America oggi”.
Perché lo consiglio? Perché sì.

Cinque blogger cui passo il testimone
Calma, ragazzi, non spingete, c’è posto per tutti... Lancio il bouquet in aria: se avete voglia di dare un’occhiata alla vostra libreria e dare qualche consiglio di lettura, fatelo e segnalatemelo nei commenti. Ma non voglio infliggere il tormentone a nessuno in particolare.

Piuttosto, ricordatevi di dire quattro SI’: c’è tempo fino a lunedì mattina, ma è meglio se lo fate già domani!

Aggiornamento
Hanno raccolto (volontariamente!) il testimone:
EmanuelaZini
Roque

Unoeessuno
E per proseguire la catena, non c'è scadenza: i consigli di lettura sono sempre ben accetti!

parole di Latifah | 14:02 | commenti (19) | letture2005

giovedì, 09 giugno 2005

Una rapita di serie B

Liberata Clementina Cantoni

Lo ha annunciato il tg2. Persino l'Ansa è arrivata a rimorchio del secondo tg Rai...

Sono contenta per lei. Poi un giorno cercherò di capire perché anche a me questo sequestro, e ora questa liberazione, non abbia interessato un granché. E' triste, ma è così.

parole di Latifah | 19:28 | commenti (10) | notizie

mercoledì, 08 giugno 2005

Un libro

Niente, più niente al mondo di Massimo Carlotto

“Devo mettere a posto la spesa. Tra poco arriveranno e non voglio che trovino la casa in disordine. Ne troveranno solo nella sua camera ma lì niente più niente al mondo potrà mettere ordine”.

E’ l’incipit di Niente, più niente al mondo di Massimo Carlotto (edizioni e/o, 2004), intenso racconto di 69 pagine (peccato che costi come un romanzo “vero”: 7 euro). E’ il libro che mi ha riconciliato con la lettura, dopo un lungo periodo di crisi. Sì, perché niente più niente al mondo mi farà finire “Q”. Non ce la posso fare, è più forte di me, sono arrivata a leggerne quasi metà ma mi annoia mortalmente, quindi mi appello a Daniel Pennac e ai suoi diritti dei lettori, tra cui è annoverato il diritto di non finire un libro.

Così’, una sera, ho scelto nel mucchietto di libri intonsi il più piccolo (proprio come si faceva a scuola...). Bastano 20 minuti per leggerlo, ma sono 20 minuti ben spesi. Come fa intuire il sottotitolo, “Monologo per un delitto”, si tratta di un drammatico sfogo per voce sola: quella di una casalinga disperata, e mica una bellaebbona del telefilm Usa. No, una vera casalinga di una famiglia operaia torinese alle prese con “una vita da discount, da cinesi, da rate a interessi zero, da affari imperdibili”. Il marito licenziato dalla Fiat e una figlia diciottenne, “la bambina”, che non ha voluto seguire i preziosi consigli della mamma: “Poteva andare dalla De Filippi, prendere contatto con qualche agenzia. (…) Una volta che sei nel giro, qualche cosa succede sempre”. (…) “E anche se fossi diventata una battona di classe, sarei stata fiera lo stesso, era sempre meglio che vivere come me!”. Unica consolazione: “il vermouth, tre bottiglie, a volte anche quattro, a settimana…”.

Il titolo, che torna più volte nel romanzo come un ritornello, deriva dalla canzone suonata al matrimonio della protagonista, “Il cielo in una stanza”. “Allora pensavo di avere un futuro, di potermi giocare la vita. Ero giovane. Invece in ventidue anni ‘sto cazzo di cielo non l’ho mai visto. Il soffitto è sempre stato lo stesso”.

E ora “niente più niente al mondo servirà a mettere a posto le cose”.

Voto: 8

Dello stesso autore ho letto: L’oscura immensità della morte; Il corriere colombiano.

parole di Latifah | 14:00 | commenti (23) | letture2005

lunedì, 06 giugno 2005

Un ponte

Senza paura

Sono riuscita ad attraversare un ponte: quello del 2 giugno. Mi ha portato fino al mare, e non ho avuto paura, anzi. Sole, spiaggia, relax, passeggiate, chiacchiere, e una mangiata di pesce che ricorderò a lungo.
Peccato per la tonsillite, giusta punizione per il primo tuffo del 2005 in un’acqua cristallina ma gelida (hai voluto fare il bagno? E adesso soffri, tiè!).
Nessuna vacanza è perfetta. Soprattutto perché troppo breve...
Ora mi tocca aspettare agosto. Nessun piano preciso, e tanti piani. Proprio come la mia vita.

parole di Latifah | 11:19 | commenti (14) | personale

grazie a squidfingers x gli sfondi (background)