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sabato, 29 maggio 2004 Una cartolina Stanotte ho dormito otto ore filate: erano anni che non mi succedeva. Stamattina ho fatto il bagno in mare da sola, con muta, maschera e boccaglio, e ho nuotato fino a dove non toccavo: non l'avevo mai fatto. A pranzo ho mangiato una frittura di pesce: l'ho digerita subito. Sono stata parecchie ore al sole sensa soffrire: non ho (ancora) tracce d'eritema. Insomma, qui tutto bene. Anzi, di più. Saluti dall'Isola d'Elba. parole di Latifah | 17:01 | commenti (19) | mercoledì, 26 maggio 2004
Un’isola L’attesa del traghetto, sul molo, spiando l’interno delle altre auto, con i bambini capricciosi per il viaggio, o giovani fidanzati carichi solo di uno zaino, con il desiderio che frigge sotto pelle. Il profumo della liquirizia sul ciglio dell’anello occidentale. Il soffitto del terrazzo punteggiato di stelle, che così tante ne ho viste solo in Egitto. Il silenzio ritmato dalle onde che schiaffeggiano la scogliera, ai piedi della casa. La colazione all’aperto, con una fetta di crostata alla crema appena uscita dal forno. La passeggiata in paese, in fila per una fetta di schiaccia e una porzione di torta di ceci. Le chiacchiere con i negozianti, ancora amichevoli perché non assueffati alle orde di vacanzieri. Le carezze del sole e la nuova emozione del mare visto da dentro, magari esplorando un relitto affondato sotto costa. Ne ho proprio bisogno, di una vacanza così. Di un tramonto così. Solo acqua, e cielo, e il profilo di Pianosa che si stende sull’orizzonte. Ci vediamo tra qualche giorno… Domani ho un appuntamento con l’isola d’Elba.
Pianosa vista dalla costa occidentale Elba, ottobre 2001 parole di Latifah | 18:42 | commenti (24) |
Un appuntamento Ore 14.14. Rispondi. Sono le due e mezza passate. So che lui ha un impegno alle tre e mezza. Finisco un lavoro urgente, assegno alcuni incarichi alla segretaria, acchiappo lo zainetto, "vado a mangiare un panino, torno tra mezz’ora". Scendo. Arrivo in via Xxxxxxxxx. Conosco il bar, è al numero 22. In genere ci vado in agosto quando tutti gli altri in zona sono chiusi. Cerco il numero 12. Al 10 c’è un altro bar, un po’ fighetto. Poi dei negozi: 10/b, 10/c, 10/d… Poi un portone. Numero 14. Torno indietro. Tutti 10, con o senza lettere. Il 12 non c’è. Ma che cazzo fa questo qua? Mi dà un appuntamento a un civico inesistente? Ok, è un blogger, un creativo, un artista insomma, ma a che gioco sta giocando? Forse mi vuole mettere alla prova. Sono stata io a contattarlo, per e-mail, un mese fa. Mi piace cosa scrive e come scrive, vive nella mia città, adesso scopro che siamo praticamente dirimpettai. No, non lo sto intortando (N.d.T: corteggiando), figuriamoci, biologicamente potrei essere sua madre. E’ che la sua scrittura mi affascina. Ha talento. Gli scrissi proprio perché a me piace fare complimenti, sinceri e disinteressati. Poi gli ho proposto di prendere un caffè. E lui mi dice di andare in una strada, a un numero che non c’è. Cerca nome. parole di Latifah | 11:56 | commenti (22) | martedì, 25 maggio 2004
Un fumetto Io ho imparato a leggere grazie ai Peanuts. Mio padre era un appassionato di fumetti, in casa avevo tutta la collezione di Linus, dal primo numero: io e quel giornale siamo nati nello stesso anno. Mio padre adorava soprattutto le strisce di Schulz, e i primi "libri" che ho preso in mano, a 4 anni, erano proprio dei volumi dei Peanuts. Linus, rivolto all’insegnante: "Posso fare una domanda, signore? Non che io voglia interrompere... parole di Latifah | 11:58 | commenti (27) | lunedì, 24 maggio 2004 Un brevetto E poi mi piace l'ambiente dei subacquei. Ambientalisti, un po' selvaggi ma disciplinati. Soprattutto altruisti, perché bisogna sempre stare vicini al proprio compagno d'immersione, essere pronti ad aiutarlo nelle difficoltà. E' una piccola scuola di vita. parole di Latifah | 11:55 | commenti (18) | venerdì, 21 maggio 2004
Una petizione Oggi pomeriggio parto per la Toscana: destinazione, Argentario. Nei prossimi due giorni ho l’esame per prendere il mio primo brevetto sub. Purtroppo le previsioni del tempo danno nuvole nere e stormi di temporali in cammino, direbbe Battiato, ma soprattutto mare mosso. Il brevetto è in pericolo… Partirò con una scorta di libri, il modo migliore per ingannare il tempo, anche quello meteorologico. Perché questa è un'isola che c'è. E il rischio è che presto non ci sia più. parole di Latifah | 10:28 | commenti (12) | giovedì, 20 maggio 2004 Una statistica
Strane ricerche Da un paio di settimane ho ceduto anch’io a ShinyStat (lo "strumento di analisi dell’audience internet attraverso le statistiche web", come si legge sulla home page) e ogni tanto curioso tra le tabelle per vedere chi entra nel mio Caravanserraglio. Mi impressiona pensare che posso controllare in qualsiasi momento i flussi che portano fino al mio blog, che in fondo è una goccia nell’oceano di internet. Lo sapevo già, ma così ho potuto verificare che siamo tutti controllati, secondo per secondo: basta un clic per conoscere i miei gusti, le mie letture, i percorsi che seguo in rete... Altro che Grande Fratello! Ma cerco di non pensarci. Allora mi concentro sull’aspetto più divertente di questo strumento: i referrers, ovvero le chiavi di ricerca con cui mi raggiungono nuovi visitatori. E’ proprio per questo motivo che mi sono registrata su ShinyStat. Le mie rubriche dedicate ai libri mi hanno portato due visite: qualcuno che cercava "commissario soneri barbareschi", e spero di essere stata utile, visto che al personaggio dei romanzi di Valerio Varesi, che presto sarà interpretato in Tv da Barbareschi, ho dedicato una recensione; sarà rimasto più deluso chi voleva "trama e commenti del libro ‘guernica’ di carlo lucarelli", perché io ho parlato solo del quadro Guernica di Picasso, e Lucarelli non mi ricordo nemmeno di averlo citato. Chissà cosa voleva chi ha digitato "tarzan fresco", poi… io di Tarzan ho scritto a proposito di un romanzo di Maurizio Matrone, "Il mio nome è Tarzan Soraia", ma "fresco" cosa c’entra? E immagino lo sconcerto di chi è arrivato in questo Caravanserraglio cercando "susanna tutta panna p*rn*star"! Comunque siate arrivati fin qui, siete i benvenuti. In fondo, un caravanserraglio serve a questo. Lo spiegavo nel mio primo post, due mesi fa: nel mondo islamico e nell’Asia occidentale, è un "luogo recintato e talvolta protetto da tettoie dove si ricoverano le carovane per la notte o il riposo". Così, anche qui, nel mio caravanserraglio, ci si può fermare per una breve sosta, o più a lungo, in attesa di partire per una nuova meta. E ci si può sempre tornare… parole di Latifah | 13:11 | commenti (14) | referrers, blog mercoledì, 19 maggio 2004
Un album Prima è nato l’album, nel 1979, poi è uscito il film, nel 1982, con la regia di Alan Parker (non ricordavo più l’ordine esatto, ho chiesto aiuto a google…). In quegli anni ero al liceo, e la musica che ascoltavo allora poi l’ho rinnegata (roba tipo AcDc, Kiss, Black Sabbath… argh!), ma The Wall mai. Anzi, è tornato sotto diverse forme. Ora ho il doppio cd, Live in Berlin, registrato nel 1990, dopo la caduta del muro. parole di Latifah | 14:05 | commenti (15) | martedì, 18 maggio 2004 Una parola Problematica. Io questa parola la odio. Quando la vedo scritta o la sento pronunciare, mi vien il mal di stomaco. Ognuno di noi ha delle idiosincrasie lessicali, immagino. Un mio ex capo, ad esempio, odiava la parola apposito. "Che senso ha dire che è stata costituita un'apposita commissione? Se è stata costituita, è ovvio che è apposita, no?". Tra le espressioni che mi stanno antipatiche, c'è anche com'è noto: perché in genere viene utilizzata per parlare di fatti assolutamente non noti. Cioè, non è che sui giornali si legge "il presidente della Repubblica, che com'è noto è Carlo Azeglio Ciampi" (perché quello, almeno, dovrebbe essere noto, o quasi). No: in generale, specialmente ai convegni, il relatore di turno prende la parola e declama: "Com'è noto, il decreto legislativo numero xx del 1998 poi modificato nel 2001 con determinazione xyz..." e io m'incazzo perché non ho la più pallida idea di cosa stia parlando. Quindi, non è poi così noto, a parer mio. Ma il sostantivo problematica, proprio non lo sopporto. Cioè, non mi si può dire che la fame nel mondo o l'aids o anche solo il doping sono "una problematica". Sono "problemi", dico io. Per non parlare di tematica. La parola "temi" non basta? Io questa coppia che finisce per -atica l'abolirei dal dizionario. Ma oggi sono un po' nervosa, forse. Ecco, mi viene da dire che è una giornata problematica... parole di Latifah | 13:23 | commenti (29) | lunedì, 17 maggio 2004
Un libro A me ma non solo a me, credo, son sicura, vien da dire che sto scrittore qua, che vi devo dire ancora chi è, è Paolo Nori, scrive come parla, anzi no, scrive come pensa che poi è buffo vedere come pensa uno, no? Poi sto qua anzi Nori lo posso chiamare per cognome tanto vi ho appena detto come si chiama dicevo che Nori è emiliano e quindi ha la parlata anzi meglio la pensata che assomiglia alla mia perché qualcuno di voi sa che io sono emiliana cioè sono nata in Emilia ma a dire il vero mia mamma è romagnola e mio babbo molisano ma suo babbo cioè mio nonno era pugliese e suo babbo a sua volta cioè mio bisnonno era napoletano ma poi mio babbo mi raccontava quando ero piccola che noi siam Normanni perché tanti secoli fa sono venuti giù in meridione e si sono un po’ mischiati e quindi tanti pugliesi son biondi con gli occhi chiari e anch’io sono un po’ così ma poi mi sono mischiata anch’io che son mezza romagnola. Ma io qui dovevo scrivere di un libro che ho finito di leggere ieri sera e non di me ma poi quando uno legge un libro di Nori gli viene da scrivere come fa lui cioè come pensa, che qualcuno che ha studiato direbbe che è un flusso di coscienza e comunque a me diverte un casino Nori che avevo già letto di lui Gli scarti che me l’ha prestato una mia amica che si chiama Sara che mi aveva detto che era molto divertente che lei l’ha comprato a una lettura integrale cioè c’era Nori che ha letto tutto il libro un pomeriggio in un’osteria di Bologna e allora ho pensato che se lei l’ha comprato dopo che l’aveva già ascoltato tutto allora deve esser proprio divertente sto libro e infatti lo è. Allora io quando gliel’ho ridato Gli scarti a Sara sono andata a comprarne uno che aveva scritto prima, Nori non Sara, e ho comprato Grandi ustionati che poi è il libro che ho finito di leggere ieri e mi son divertita un casino se non si è capito. Il problema è che poi dopo aver letto Nori un po’ lui ti influenza, ecco, ma poi passa, come l’influenza, è solo questione di tre o quattro giorni poi giuro che torno a scrivere come prima però mi è piaciuto proprio se non si è capito. Voto: 7 Contatore: 14 libri nel 2004. parole di Latifah | 13:04 | commenti (36) | domenica, 16 maggio 2004
Un film Anzi, due. Nel giro di 48 ore ho visto Kill Bill Vol.1, in videocassetta, e il Vol.2, al cinema. In una parola, un quasi-capolavoro, "quasi" perché un gradino inferiore a Pulp Fiction (che nella mia personale classifica è al secondo posto dopo Apocalypse now). Credo che se avessi visto il Volume 1 al cinema, quando uscì, sarei rimasta alquanto perplessa, o forse incazzata: perché fu questa la mia reazione quando vidi il primo episodio del Signore degli anelli, ignorando che avrei dovuto aspettare due anni e altri due film per sapere, molto semplicemente, "come va a finire" (ma gli altri due episodi, comunque, non li ho visti: Tolkien, e il fantasy in genere, non fa per me). Ma così, è come se avessi visto Kill Bill come un film unico. Perché è nella sua interezza che va visto e valutato. Un appello: da qualche parte in internet (forse proprio in un blog) giorni fa avevo letto di un sito in cui vengono "svelate" tutte le citazioni di Kill Bill. Se conoscete l’indirizzo, scrivetemelo nei commenti. Grazie! Voto: 9 Contatore: 10 film al cinema nel 2004 parole di Latifah | 21:15 | commenti (6) | sabato, 15 maggio 2004 Una Latifah Questa Latifah è un'insegnante tedesca (ecco il suo sito), ma non posso dirvi molto di più perché la mia conoscenza della lingua si limita a qualche frase di sopravvivenza turistica (tipo: Haben Sie eine doppelzimmer mit bad und dusche?). Devo ammettere che la galleria fotografica di questa mia "omonima" è piuttosto triste... Non so se si limiti a insegnare o si esibisca anche. Però non è bello ciò che è bello, no? La foto che ho scelto ritrae un ballo tradizionale egiziano, la danza col bastone. Ed è proprio quella che sto studiando io in questo periodo. Se qualche mio concittadino vede una tipa girare con un borsone nero da cui spunta un bastone dorato... be', potrei essere io. Ma, che ci crediate o no, siamo in parecchie ad essere state folgorate sulla via di Damasco, o meglio del Cairo, della danza col bastone. parole di Latifah | 13:05 | commenti (7) | venerdì, 14 maggio 2004
Un libro (Premessa: provo a tornare alla "normalità", dopo varie riflessioni autoreferenziali dovute alla Splindernovela di questi giorni… anche oggi i post vanno e vengono, il contatore fa conti più assurdi del solito, ma penso positivo!) Non vado più a lavorare in autobus, complice la quasi-primavera che mi permette l’uso della bicicletta, quindi ultimamente leggo un po’ meno. E devo dire che questo romanzo è un po’ "lento", forse anche per la sua ambientazione: sulle rive del Po, nel parmense, dove il tempo è ritmato dallo scorrere del fiume e dalle sue bizze. E’ Il fiume delle nebbie di Valerio Varesi (edizioni Frassinelli), giornalista alla redazione bolognese di "Repubblica", autore già di diversi romanzi gialli "seriali" che hanno come protagonista il commissario Soneri. Un investigatore un po’ a metà strada tra Maigret e Montalbano, che presto vedremo in tv, impersonato da Barbareschi: una scelta che mi lascia perplessa (oltretutto la fiction sarà ambientata a Torino), ma ci si sente sempre prevenuti quando un personaggio, che si è conosciuto e amato su "carta", viene trasposto in immagine. Voto: 7 Dello stesso autore ho letto: Ultime notizie di una fuga. Contatore: 13 libri nel 2004 parole di Latifah | 15:06 | commenti (4) | giovedì, 13 maggio 2004 Una sensazione Precarietà. Ecco, mi sento una co.co.co del blog. Oggi c'è, domani chissà. parole di Latifah | 20:11 | commenti (15) | Un trucco Anzi, uno Splindertrucco! In attesa che la nuova piattaforma del nostro gentile ospite la smetta di traballare, ho sperimentato un modo per fare apparire i commenti fantasma (ma vale solo per i propri commenti, non per quelli lasciati dagli altri). Io faccio così: scrivo il mio commento, invio, e se appare quel messaggio di errore pieno di codici astrusi e numerini senza senso, pigio il tasto F5 e voilà! Il commento riappare. Lo so, è un rimedio estemporaneo. Ma che si deve fà pe' bloggà! parole di Latifah | 13:09 | commenti (29) | mercoledì, 12 maggio 2004 Una LatifahNome da cani Alcuni lettori mi chiedono da dove derivi il nick che ho scelto per il blog. L'ho spiegato all'inizio di questa avventura (il post è del 24 marzo, quando capirò come si attiva il permalink metterò il collegamento...). Oggi ho provato a fare una ricerca su Google, tra le immagini, per vedere chi altro sceglie Latifah come nome. Sapevo già dell'esistenza di Queen Latifah, attrice e cantante di colore. Ma ora ho scoperto che questo nome (arabo, diffuso soprattutto in Marocco, significa "gentile") attrae molti proprietari di animali. E' così che ho deciso di dare il via a questa mini-rubrica fotografica. L'onore di aprirla, visti gli scherzetti che ci sta facendo Splinder in questi giorni, va a questa Latifah... (*) Non credo che questo "bestione" sia adatto a fare il cane da guardia, ma se dovesse appalesarsi anche da queste parti il mitico Enrico68, oppure l'innamorata di Baldo Bruno, magari ci pensa due volte, prima di piazzarsi qua! parole di Latifah | 18:17 | commenti (25) | blog, personale
Un film culto Ognuno di noi ha le sue personali classifiche di "preferiti": libri, film, attori, modelle, siti internet (e ora anche di blog). Dopo aver visto "Alta fedeltà" di Stephen Frears, in cui il protagonista stila classifiche "top-five" di qualunque cosa, io decisi di compilare la mia "top-seven" (cinque erano insufficienti) di film e di libri. Quello che rende Apocalypse Now un cult, secondo me, è anche la sua incredibile attualità. E proprio oggi Vittorio Zucconi, in un commento su Repubblica, lo cita (e, con il film, anche il romanzo da cui è tratto, "Cuore di tenebra" di Conrad), per parlare dell’orrore della guerra, che sfrutta sempre di più l’effetto horror delle immagini. "Nella risalita del fiume della guerra verso il ‘cuore di tenebra’ che ieri ha raggiunto una stazione d'orrore indicibile – scrive Zucconi - nessuno riesce più a controllare le immagini". E ora "il fiume della guerra si gonfia di orrori commessi dagli altri, di martiri da vendicare, di rabbie da sfogare. Così, nella certezza della propria indiscussa superiorità morale, il buio avanza, squarciato ormai solo da lampi di verità elettronica che attestano ogni giorno la sconfitta d'ogni civiltà". Ma è un orrore – aggiungo io – a cui non dobbiamo, non possiamo abituarci. parole di Latifah | 12:40 | commenti (22) | martedì, 11 maggio 2004 Un tramonto Ogni sera PlacidaSignora ci dedica un tramonto. E' diventata ormai una dolce abitudine, per me. Un appuntamento che aspetto con curiosità, e che mi regala serenità, spesso in momenti frenetici di chiusura del lavoro. Quello di stasera mi ha fatto venire in mente un'isola che è diventata un po' la mia seconda casa. D'estate è frenetica e invivibile, ma fuori stagione, a maggio o a ottobre, è un vero porto di tranquillità. E regala dei tramonti indimenticabili. E' il dono che, questa sera, vorrei dedicare alla dolce amica di tanti tra noi. Isola d'Elba Ottobre 2001 parole di Latifah | 20:37 | commenti (12) |
Una rivoluzione Basta. Ho deciso. Si volta pagina. E’ una scelta difficile, cui sono arrivata dopo un lungo ragionamento, ma anche lasciandomi trasportare dall’onda delle emozioni. E’ anche così che avvengono le rivoluzioni, no? Non so come sarà accolta, questa innovazione che sto per annunciare. Chi è nuovista per indole forse apprezzerà, i tradizionalisti storceranno il naso. Sono cosciente del fatto che potrei perdere dei lettori, e questo mi dispiace. Perché, anche se questo blog esiste da nemmeno due mesi, si creano delle consuetudini, delle affinità, dei rapporti. Qualcuno di voi potrebbe anche provare quella sensazione spiacevole del cambio improvviso di gestione. Sapete, quando si entra in un bar di cui si è clienti da anni, e il barista sa che tu vuoi il caffè macchiato caldo con una spolverata di cioccolato senza doverlo nemmeno chiedere, e si informa sulle tue vacanze, sui tuoi affetti, in modo discreto ma partecipato. Invece, un bel giorno, entri e di là dal bancone c’è uno sconosciuto che si rivolge a te in modo professionale e distaccato: "Desidera?". E tu provi un senso di spiazzamento, persino di tradimento. Ma ogni tanto bisogna avere il coraggio di cambiare. Ecco. E’ un momento doloroso ed emozionante, questo, per me. Perché sto per annunciarvi che da oggi, su questo blog, si cambia. D’ora in poi userò solo carattere Verdana, e un solo colore per i titoli. Evidenziatori e Comic, addio. parole di Latifah | 11:32 | commenti (31) | lunedì, 10 maggio 2004 Un esperimento
Sono entrata anch’io nel magico mondo di ShinyStat, uno strumento vagamente onanistico in cui pare che caschino molti bloggers. Ce l’ho da pochi giorni e quindi non ho potuto ancora testare tutte le meravigliose funzioni di quell’iconcina. Per ora, dai motori di ricerca sono entrati in questo blog solo due navigatori che cercavano Latifah, e mi chiedo se cercavano proprio me oppure un’attrice di colore che si chiama Queen Latifah, o magari una mia omonima sedicente p*rn*star. Immagino la delusione… AVVERTENZA: il contenuto delle righe che seguono non rispecchia il pensiero dell’autrice. Inizio dell’esperimento. Te*te - c*lo - f*ga - l*sbo - *rge - Serena - Katia - Grande Fratello - v*line - *ttrici n*de - casalinghe in cal*re - se*so di gruppo - accomp*gnatrici - h*stess – se*so gr*tis - appuntamenti al buio - scambio di co*pie - Bd*M – b*ndage – *rivé – sp*gliarelliste - p*ppe - X*X - Patrick n*do con Ascanio (by ethico) - prezzi vas*ctomia (by ssalveta) - parola*ce in tedesco (by Placida) - reggis*ni blu (by Simone) - v*mito (by Zaritmac) - tasse modello 730 (by Placida) Fine dell’esperimento. Aggiornamento del 29 giugno Ok, l'esperimento è riuscito, ma siccome non mi interessa accogliere nel mio Caravanserraglio ulteriori visitatori in cerca di p*rcate, Ho "censurato" tutte le parole qui sopra e d'ora innanzi metterò steline in tutte le parole osè. parole di Latifah | 13:19 | commenti (25) | referrers domenica, 09 maggio 2004 Una curiosità A me sfuggono le regole dell'economia "virtuale". Ad esempio, mi chiedo come faccia il signor Splinder ad ospitarci tutti qua. E' un benefattore? Un mecenate della parola? Comunque, finché dura, va bene. E non mi lamento neanche tanto per i disservizi, tipo finestra azzurrina, accenti quadrati, post che giocano a nascondino, ecc.ecc. In fondo, ce la dà gratis (la possibilità di postare). Forse i proventi arrivano in altro modo. Qualche anno fa, con il boom di internet, mi sembrava di aver capito che il business stesse tutto nel banner pubblicitario. Ma qui, in testa al template, c'è solo un annuncio timido e discreto. Crea online i tuoi biglietti da visita, gratis! Io sospetto sempre l'inganno, quando vedo la parola gratis. Tantopiù se la vedo su internet. Mi immagino sempre un hacker in agguato, pronto a rubarti i dati della carta di credito per addebitarti spese folli, magari in valuta nigeriana. Compere on-line ne ho fatte anch'io, soprattutto di libri e cd, prima che il dottor Zivago decidesse che non era poi tanto un affare, vendere via internet. E ogni tanto utilizzo la connessione con la banca, per fare bonifici o chiedere estratti conto. Ho fiducia nel mio firewall, insomma. Però sarei curiosa di sapere se qualche splinderiano in ascolto ha mai pensato di onorare il nostro sponsor Vistaprint. Insomma, qualcuno ha mai avuto il coraggio di cliccare su quel bannerino lassù? Ma soprattutto, qualcuno li ha ordinati, quei biglietti da visita? E poi, li ha ricevuti? A che prezzo? Vediamo come va il sondaggio. Perché avrei proprio bisogno di biglietti da visita come Latifah, professione blogger. Altrimenti, se mi capita di partecipare a un raduno, sono costretta a presentarmi a mani vuote, e non è educato, no? parole di Latifah | 17:45 | commenti (14) | venerdì, 07 maggio 2004 Una gita Domani vado a Roma. Il programma della giornata è vario e allettante. Partirò di mattina presto per un allegro viaggio in Eurostar, in compagnia di un collega che ascolterò molto volentieri per tutto il tragitto: partirò infatti dotata di lettore cd con una bella collezione di musica araba classica e di ritmi di tabla. Nel caso cercasse lo stesso di conversare, studierò con molta attenzione il manuale di subacquea (200 pagine che devo leggere entro lunedì), e già che ci sono mi porto dietro un romanzo horror che ho lasciato a metà dopo l'ultimo viaggio di lavoro a Roma: se lo leggo la sera prima di addormentarmi, mi vengono gli incubi... però è di un amico, e prima o poi dovrò dirgli che l'ho finito, no? Seguirà una divertente riunione di lavoro con regolamento di conti ed eventuale lancio di coltelli (ormai sono allenata a schivarli meglio di Vanessa Paradis nel film "La ragazza sul ponte" di Leconte). E Roma? Quella, la vedrò soltanto in cartolina. parole di Latifah | 21:02 | commenti (12) | Un annuncio Stavo preparando un appello da inviare a Chi l'ha visto... Ma pare che oggi si stia aggirando da queste parti. Comunque, se ne avete notizie certe, fatemi sapere. E, soprattutto, non spaventatela. Non vorrei che si allontanasse troppo...
Botticelli Primavera 1482 parole di Latifah | 12:51 | commenti (17) | giovedì, 06 maggio 2004 Un'esclamazione E' appena entrata nel mio ufficio una collega. Mi ha detto: "Hai la faccia distrutta". Eh, lo so. Sono a pezzi. Ma ho almeno ancora un paio d'ore di lavoro. Che fare? Semplice. Ho esclamato... YABBA-DABBA-DUUUUUUUU Ora mi sento un po' meglio. Anche perché questa LA SO. Senza bisogno di aiutini. parole di Latifah | 19:03 | commenti (25) |
Un aiutino Sono smemorata, come ho gia detto. Ma quando non riesco a ricordarmi un nome, un titolo di un film o qualsiasi altra futilita, divento nevrotica. Se poi Splinder ha deciso di tradurre i nostri blog in ostrogoto, mi viene pure il mal di testa. Dicono che sia la nuova versione 2.0 che ha bisogno di rodaggio. Attendiamo pazienti. Comunque, da ieri sera ho in mente un tormentone, forse uno spot della mia infanzia, o una canzone, chi lo sa. E non ho la piu pallida idea di cosa sia. Sono davanti al computer, alla mia decima ora di lavoro, e finalmente salvo un documento pallosissimo su cui sono impantanata da parecchio tempo. Mi sgorga una esclamazione, e non me ne sarei nemmeno accorta se i miei due compagni di stanza non fossero scoppiati a ridere. Ma i miei colleghi sono gggiovani, e non mi hanno saputo aiutare. Per questo invoco la collaborazione dalla blogosfera: Pi-ti-pi-tum-pa! Che capperi era? Me lo date un aiutino? Aggiornamento parole di Latifah | 10:23 | commenti (23) | mercoledì, 05 maggio 2004 Un film A me pi...
Un film A me piace andare ai cinema parrocchiali. A volte le poltrone sono scomode, lo schermo è piccolo, lo spazio tra le file angusto, e mancano gli effetti speciali. Ma spesso sono le sale più adatte per vedere film "minori", visto che ormai non esistono più cinema di seconda visione. E nella mia città ci sono alcuni parrocchiali che hanno una programmazione interessante. Così sabato sera ho visto L’amore ritorna di Sergio Rubini. E ho riflettuto sul fatto che spesso non riusciamo a cogliere certi piccoli, grandi segnali d’amore. A me è successo qualche mese fa, di rendermi conto che l’amore ritorna. E’ uno di quegli episodi che mi capitano perché sono poco fisionomista (ne ho parlato un paio di giorni fa, di questa mia caratteristica). Voto: 8. Contatore: 9 film al cinema nel 2004. parole di Latifah | 12:14 | commenti (15) | martedì, 04 maggio 2004 Un'eclissi Guardo i...Un'eclissi parole di Latifah | 10:52 | commenti (19) | lunedì, 03 maggio 2004 Un topo Io non ...
Un topo Io non sono per nulla fisionomista. Per intenderci: non riconosco mia madre, se la incontro per strada. Giuro che è vero, mi è successo, anche se non ho problemi di vista. E l’esempio di mia madre è quello che ripeto sempre quando qualcuno mi saluta e io non ho la più pallida idea di chi sia. Circostanza che mi capita spesso: persone che mi fermano, e io ho il vuoto davanti a me. "Scusa sai, io non riconosco nemmeno mia madre per strada…". Poi mi fanno domande tipo: "Allora, come stai? Abiti sempre lì? E il lavoro come va? Stai sempre con…?". In passato facevo finta di niente, buttavo lì domande a caso per cercare di capire chi mai potesse essere quel perfetto estraneo. Poi, ho imparato che è meglio dire la verità: "Scusa, non ricordo chi sei". Così evito gaffes peggiori. La sera vado a casa di mia madre e recupero le foto di quel saggio. Poi faccio alcune considerazioni. 1. Non sono cambiata per nulla negli ultimi 30 anni. (No. Questa la scarto subito, visto che sono cresciuta almeno di mezzo metro in altezza, a occhio e croce anche di 20 chili e passa, e ho le mie brave rughe in faccia…). 2. Chi fa carriera ha una memoria strepitosa. E’ una dote che accomuna molti potenti. So per certo che persone come Romano Prodi, Montezemolo e Casini, tanto per fare tre nomi a caso, basta che ti vedano una sola volta e ti riconosceranno anche ad anni di distanza. (Ne deduco che io non farò mai carriera. Peraltro, non è mai stato un mio obiettivo). 3. Io sono una che non passa inosservata. E, spesso, questa non è una caratteristica piacevole. Cioè, sono un po’ esibizionista, è vero (non nel senso che Insomma. Se vi conosco ma non vi saluto, non è perché "sto sulle mie". Sono soltanto sbadata. E tra topi e puffi, mi viene da pensare che prima o poi devo diventare una persona seria. Ma non ne ho mica tanta voglia. parole di Latifah | 10:19 | commenti (31) | domenica, 02 maggio 2004 Un incipit Dopo il ...Un incipit Dopo il gioco della pagina 23, c'è una nuova catena che si aggira tra i blog. E' quella degli incipit. Io ne ho letto la prima volta a casa di PlacidaSignora, ma l'idea è partita dal blocco di appunti di AngeloCesare. "Leggo solo libri usati. Questo è uno dei libri della mia personale topten di letteratura. Adoro De Luca, la sua prosa poetica, le sue atmosfere. Dello stesso autore ho letto "Tu, mio" e "Il contrario di uno". Ma parecchi libri suoi stazionano sul mio comodino, in stand-by. parole di Latifah | 11:28 | commenti (12) | sabato, 01 maggio 2004 Una festa Lo so che...Una festa Lo so che è un modo un po' irrituale per celebrare una giornata dedicata ai lavoratori. Ma è da stamattina che ho in mente quella scena... E sapete, quando si è afflitti da un tormentone, è difficile liberarsene. Anche perché quel film è un cult (devo però dire che Amarcord, nella mia personale topten, lo supera). Lavoratori... Lavoratori della malta... Prrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!! (Alberto Sordi ne I vitelloni di Federico Fellini, 1953) parole di Latifah | 16:50 | commenti (4) | |
grazie a squidfingers x gli sfondi (background)