[Caravanserraglio]
Pensieri, parole, opere e... viaggi (reali e mentali) di Latifah
 











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giovedì, 29 aprile 2004

Una riflessione

Blog e dintorni

E’ da poco più di un mese che esiste questo blog. Ed è già tempo di bilanci, per me. Perché io ho deciso da un momento all’altro di aprire il mio Caravanserraglio, il 20 marzo, durante un pomeriggio un po’ noioso di lavoro. Partecipavo già da qualche tempo a un blog a più voci, ma che non è mai (o non è ancora) decollato, per mancanza di tempo o anche per scarso interesse dei partecipanti, gli "avanzi" di un laboratorio di scrittura creativa.

Allora ho pensato di creare uno spazio tutto mio, un taccuino dove annotare i libri che leggo, i film che vedo, le canzoni che ascolto. Pensieri e parole in libertà. Ma, ecco, non credevo che diventasse uno spazio "pubblico". Sì, avevo mandato una mail a qualche amica, intitolata "non se ne sentiva il bisogno…" ("…Ma ho aperto anch’io un blog"). Raccolsi parecchie perplessità. Reazioni tipo "non so cos’è un blog e non mi interessa", oppure "ma come, avevi detto che non te ne fregava niente dei blog, e invece eccoti qua". Be’, a me succede, di cambiare idea. Per fortuna.

Poi, nel giro di pochi giorni, ho ricevute tante (e gradite) visite, grazie a un’amica che si era appena bloggata, e che mi ha presentato alla sua rete di blog-amici. Devo dire che i commenti fanno piacere, sia positivi che critici (se costruttivi), perché in fondo ti consentono di instaurare un dialogo con altri che condividono i tuoi stessi interessi. Compresi i giochi di parole. In fondo, bloggare vuol dire anche giocare.

Devo dire che a me è sempre piaciuto "dialogare a distanza". Da ragazzina mettevo annunci su riviste musicali e di fumetti per cercare corrispondenti. Ero già logorroica, insomma, prima di diventare blogorroica (anche se mi limito a un post al giorno…). Poi, nell’era di internet, ho sperimentato le chat. Piazze virtuali dove si trova un’umanità varia come in quelle reali. Grazie a quel tipo di dialogo, ho imparato soprattutto a prendere confidenza con il computer. Se avevo un intoppo, o un semplice dubbio, bastava entrare in chat e chiedere aiuto. Poi, certo, ho vissuto anche i "corteggiamenti" e subìto il "fascino" di questo mezzo di comunicazione. Ma ho bazzicato (e frequento tutt’ora) anche i newsgroup, perché possono essere fonti alternative d’informazione: dai film ai viaggi, dai libri alle leggende metropolitane.

E ora, eccomi qui nella blogosfera. Dove, in fondo, sono una newbie (ops, scusate! Vecchio retaggio del gergo usenettiano…). Zu, che di lessico se ne intende, mi correggerebbe subito. Ok, sono una neofita. Io non sapevo nemmeno che esistessero delle Blogstar… E non mi interessa frequentarle. Però ogni tanto sbircio Personalità confusa, perché scrive bene. Non avevo mai lasciato commenti, anche perché sembra che uno lo faccia per auto-promuoversi. Se mi capita (e se mi ricordo) cancello la mia url dai commenti. Ma ieri, c’è stato un post che mi ha fatto un po’ arrabbiare, perché tradiva un atteggiamento superior-chic che mi urta (si parlava di Sharm come "la località balneare più battuta dal turismo impiegatizio arrivista milanese tra maggio e luglio"), e giù commenti sdraiati, per compiacere la personalità. L’unico che ha osato scrivere "ma come siete snob" era un anonimo. Ecco perché sono intervenuta, sì, in difesa di Sharm, orribile località ma paradiso tropicale alla portata di tutti, e perciò, forse, deriso nei commenti. Ma mi sono firmata con l’url, proprio per non apparire anonima. E devo dire che il dialogo è diventato interessante, grazie anche al contributo di Gilgamesh.

Poi, ho delle mie personali blogstar. Cioè blog che leggo spesso e volentieri, e che mi suscitano una "commentite" acuta. Vado in ordine sparso: innanzitutto Lia, perché la sua visione del mondo arabo spesso combacia con la mia, e lì trovo notizie (e dibattiti) interessanti. Poi c’è adayinthelife, perché scrive benissimo, è un ragazzo intelligente e ha talento da vendere. Sbircio spesso e volentieri anche la banda del signor Effe, il frog di Massimo e il mondo parallelo di Briciolanellatte. Tutti e tre, in modo diverso, mi fanno riflettere e divertire allo stesso tempo.

Poi, non posso citare qua tutti quelli che visito ogni giorno, perché per vari motivi mi interessano. E non credevo che in rete ci fossero così tante persone che comunicano, con le parole o con le immagini, cose interessanti. Ma per oggi ho meta-riflettuto anche troppo. E non mi ricordo più cosa volevo dire quando ho cominciato a scrivere questo delirio. Temo sia un caso preoccupante di blogghite.

parole di Latifah | 21:25 | commenti (24) | blog

Un quadro Sembra ch...

Un quadro

Sembra che sia finalmente arrivata, la primavera. Di sogni ne ho tanti, ma oggi ho poco tempo per scrivere. Allora, eccone due: pace e serenità. Chiedo poco, no?

 

Giorgio De Chirico

Il doppio sogno di primavera

1915

 

 

 

parole di Latifah | 13:38 | commenti (8) |

mercoledì, 28 aprile 2004

Un libro Se io ...

Un libro

Se io fossi un noto scrittore, direi che questo romanzo non è quello che sembra.
Perché se leggi nel risvolto di copertina che l’autore è un poliziotto, e che il suo ultimo libro era una storia ispirata dalle vicende della Banda della Uno Bianca, allora ti aspetti un noir, scritto con un linguaggio crudo, magari intriso di scene violente.

Invece Il mio nome è Tarzan Soraia di Maurizio Matrone (edizioni Frassinelli) è un giallo alla rovescia. Non c’è un omicidio su cui indagare, ma una vita da ricostruire. Perché Tarzan è un ragazzino brutto, sporco, balbuziente e semi-analfabeta, che arriva a Bologna e racconta di essere uno zingaro scappato dal campo. I suoi genitori sono morti e i fratelli lo picchiano e lo costringono a rubare. Mentre la polizia indaga sulla sua identità, Tarzan comincia una nuova vita, grazie a chi gli sta accanto nella casa-famiglia dove viene alloggiato. E saranno proprio i suoi compagni, adolescenti "diversi" e problematici come lui, ad aiutarlo a crescere. E a crearsi una nuova vita.
Intanto, le indagini vanno avanti, per scoprire chi è veramente Tarzan Soraia.

Dunque, il mistero c’è, ed è per questo che l’ultimo romanzo di Matrone può essere definito un giallo. Ma è anche una storia "di cuore", perché narra di amori adolescenti (la prima cotta di Tarzan) e di amori adulti (tra Gerardo e Marianna, i due poliziotti che seguono il caso), che non sono poi così diversi. Perché l’amore aiuta sempre a capire chi siamo, e a dare una svolta - magari dolorosa - alla nostra vita.

E se fossi sempre quel noto scrittore, direi che bisogna fare un passo indietro. Perché questa storia è ispirata a una vicenda vera, accaduta a Bologna una decina d’anni fa. E non si sa che cosa sia successo, poi, al "vero" Tarzan.
Ma "questo" Tarzan è uno di quei personaggi che ti restano dentro. Ed è anche una sensazione così, che dà valore a un romanzo.

Voto: 8

Dello stesso autore ho letto: Fiato di sbirro; Erba alta.

Contatore: 12 libri nel 2004.




parole di Latifah | 14:12 | commenti (8) |

martedì, 27 aprile 2004

Un'amica A volte ba...

Un'amica

A volte basta poco per dare una svolta alla giornata. Ad esempio, basta dare un'occhiata a un blog e scoprire il regalo che ti ha fatto un'amica.

Lievi come petali nell'aria

Allarga le braccia danzando,

Tenue come fiamma musicale

Invita alla gioia ondeggiando

Fascinosa nel costume orientale,

Ammaliatrice di gesti e sguardi,

Ha la grazia d'una farfalla.

Posso (maltusianamente) rispondere soltanto così:

Mi
Inchino
Tesoramia
Insostituibile...




parole di Latifah | 14:19 | commenti (10) |

lunedì, 26 aprile 2004

Una zingarata Qualc...

Una zingarata

Qualche giorno fa, prendendo spunto da una poesia di Rimbaud, ho scritto che non si può essere seri, neanche alla soglia dei 39 anni. E lo ribadisco oggi, perché di lunedì non si può essere seri.

Ecco perché avrei voglia di fare una bella zingarata, invece di essere in ufficio, davanti al pc.

Fare una zingarata, per me, vuol dire vivere con lo spirito che oggi siamo qui, domani chissà. Senza cadere in eccessi tipo Amici miei, magari. Non è che in questo momento andrei in stazione a prendere a schiaffi passeggeri affacciati da un treno...

Ma insomma, a me piace giocare. E credo che non ci si debba nemmeno prendere troppo sul serio.  

E ora, sono pronta ad affrontare la nuova settimana.

parole di Latifah | 11:32 | commenti (28) |

sabato, 24 aprile 2004

Un racconto &nb...

Un racconto

 

E' il mio modo di aderire alla campagna Non pago di leggere contro il prestito a pagamento dei libri in biblioteca. Maggiori informazioni qui.

 

La scelta

Ecco. Mi sta guardando. Forse sceglierà me… in fondo ne ho voglia. E questo tipo mi piace. Avrà una cinquantina d’anni, brizzolato, occhialini da lettura. È ben vestito, completo grigio in fresco di lana, camicia azzurra, cravatta non vistosa. Mani curate. Le mani sono importanti. Una volta mi è capitato uno che aveva le unghie tutte mangiucchiate: fu un’esperienza terribile. Era giovane, ma si vedeva che aveva poca esperienza, e pure poca voglia. Mi diede l’impressione che fosse stato obbligato a farlo.

Accidenti, non si è fermato. Peccato. Mi piaceva proprio. Quanto dovrò aspettare ancora? Dai… torna indietro, verso di me. Vedrai che ti soddisferò, ti terrò compagnia, e non mi dimenticherai tanto facilmente.

È difficile restare delusi da me. Sono ormai dieci anni che sono qui, e ho perso il conto di tutti quelli a cui ho regalato un paio d’ore diverse. Certo, non è sempre facile. Specialmente all’inizio c’è un po’ di diffidenza, ci sono aspettative che possono restare deluse, lo capisco. A volte il contatto è un po’ affrettato, ma appagante ugualmente. C’è persino chi è tornato una seconda volta, apposta per me.

Eccone un altro. Beh, non è male. È più giovane di quell’altro, ma mi sembra distinto. Non del genere snob, tipi che non sopporto perché si credono superiori e mi guardano storcendo il naso. Questo mi sembra piuttosto un ragazzo curioso, aperto a nuove esperienze, che non è venuto qui per me, ma ci sta facendo un pensierino. Mi fissa, ha reclinato il capo verso destra, come per mettere meglio a fuoco. Ecco, ora allunga una mano. Questo momento mi innervosisce sempre. Però il tocco delle sue dita è delicato, non prepotente. Emana anche un buon profumo.

È fatta! Mi ha scelto. Mi porta all’ingresso. Ora sentirò anche la sua voce.

"Buongiorno. Ecco, ho fatto la mia scelta. Mi chiamo Botti, Fabio Botti. Quanto tempo ho? Due mesi? Bene, saranno più che sufficienti. Altre biblioteche mettono un limite di 15 giorni…".

parole di Latifah | 12:09 | commenti (15) |

venerdì, 23 aprile 2004

Un pianeta Da u...

Un pianeta

Da un paio d’anni sono entrata in una nuova fase della mia vita: il periodo rosso. Tutto è cominciato con l’acquisto di un paio di scarpe rosse, col tacco alto e il cinturino alla caviglia. "Non le metterò mai", pensavo. E invece, ogni tanto, le metto. Poi, sono passata a gonne rosse, maglie rosse, pantaloni rossi, smalto rosso, rossetto rosso, e ho persino un orologio da polso rosso. (Però non li metto tutti assieme, anche perché abbinare i rossi è difficilissimo!).

Insomma, il rosso mi piace. Perché è il colore del sangue, quindi della vita, ma anche del fuoco, e perciò lo si identifica con la passione. E poi, è il colore di Marte. Che fa pensare alla guerra, forse, ma fa pensare anche al genere maschile (se contrapposto con Venere), e quello è un genere che mi piace.

Fino all’estate scorsa ignoravo che Marte si potesse vedere ad occhio nudo. L’ho scoperto una sera di fine agosto: ero ad una festa ("rossa" anch’essa, guarda un po’) con un gruppo di persone, alcune amiche, altre lo sono diventate. Ad un certo punto uno mi fa: "Ma secondo te, quella stella là, che cos’è?". Era un globo molto luminoso, e io, sicura, ho risposto: Venere! Però era rossastra… e mi sono venuti dei dubbi. Così il giorno successivo apro SanGugol e scopro, grazie agli astrofili, che in quei giorni Marte si trovava alla più breve distanza dalla Terra mai raggiunta da migliaia di anni. Il culmine della visibilità è stato raggiunto il 27 e 28 agosto 2003. Ma per tutta l’estate e inizio autunno era facile distinguerlo, proprio per quella luce rossastra. Poi, quando sono arrivati i terrestri, mi sembrava che brillasse in modo particolare. Forse tutte quelle sonde gli facevano il solletico.

Stasera c’è un’occasione particolare per avvistare il pianeta rosso.
E’ un evento astronomico suggestivo - dicono gli esperti - e visibile ad occhio nudo: guardando a ovest, nella costellazione del Toro, si potrà scorgere una sottile falce di luna crescente, e al suo fianco, due gradi a sud, ci sarà Marte. Poco distante, anche la brillante Venere. Uno spettacolo romantico, no? Sipario alle 21.30.


parole di Latifah | 14:37 | commenti (7) |

Un aggiornamento Al...

Un aggiornamento

Allora. Abbiamo capito che il programma di Lucarelli non è andato in onda perché la mafia non rispetta la par condicio. Bene. Ma le quote delle donne le rispettano? Vogliamo almeno il 30%. Ecco.

parole di Latifah | 14:31 | commenti (5) |

giovedì, 22 aprile 2004

Una censura Torno a...

Una censura

Torno a casa alle 22. Do da mangiare al gatto. Accendo la tv. Penso: adesso mi vedo la fine del programma di Lucarelli. Telecomando. Raitre. Un vecchio film. Ma non è giovedì sera BluNotte? Cazzo, non ho il giornale... Televideo. Pagina 505. Programmi della sera: film con Clint Eastwood. Oibò, sarò rincoglionita, penso. Ceno. Sparecchio. Apparecchio per la colazione. Eppure è di giovedì... Accendo il pc. Apro internet, cerco la pagina di RaiTre. Connessione a 56k, il mio pc non ce la fa. Vedo solo un titolo: Giovedì 22 aprile ore 21. La foto di un ammannettato. Ma non si carica. Vado su GoogleNews. Digito: LUCARELLI RAI TRE. Ecco il risultato.

E adesso la censura si scaglia su Lucarelli

Non va in onda stasera su Raitre la puntata di 'Blu Notte' dedicata alla mafia, perché "il programma non è stato riconosciuto dall'azienda come una trasmissione informativa riconducibile alla responsabilità di una testata giornalistica, come previsto dalla legge sulla par condicio e dalle disposizioni della Commissione parlamentare di Vigilanza". Lo spiega in una nota il direttore di rete Paolo Ruffini. "Sento il dovere di scusarmi con i telespettatori - sottolinea Ruffini nella nota - per l'impossibilità di mandare in onda stasera, così come annunciato, la puntata del programma 'Blu notte' dedicata alla mafia, in quanto il programma non è stato riconosciuto dall'azienda come una trasmissione informativa riconducibile alla responsabilità di una testata giornalistica, come previsto dalla legge sulla par condicio e dalle disposizioni della Commissione parlamentare di Vigilanza". Al posto del programma di Lucarelli, verrà programmato, annuncia Ruffini, il film 'Impiccalo piu' in alto con Clint Eastwood.

"Ormai è evidente" - afferma il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti. "Un ordine politico tassativo è arrivato al direttore generale Cattaneo: dare un'interpretazione folle alla deliberazione della commissione di vigilanza, in modo da espellere dal palinsesto tutto quel che è satira e informazione. E si interviene adesso per bloccare la puntata di "blunotte" di carlo lucarelli dedicata a un tema delicato e scomodo (per certuni) come la "trattativa" di apparati dello Stato e di certe forze politiche con Cosa Nostra. E' un autentico scandalo, chiedo ala vigilanza e alla rai di intervenire a garanzia della libertà di informazione".

Non ero rincoglionita io.

Poi penso che hanno senso dell'umorismo (involontario?) in Rai. Basta vedere il titolo del film... "Impiccalo più in alto".

POSTILLA (la scrivo stasera perché non si sa mai...)

La serie di BluNotte che sta (stava?) andando in onda in queste settimane è dedicata alle associazioni a delinquere in senso ampio. Due puntate sono state dedicate alle Br, una al mostro di Firenze. Questa che è stata censurata era sulla mafia. So che era intenzione di Lucarelli dedicare una puntata anche alla Cia. Voglio proprio vedere che fine farà... La trasmissione, intendo. Carlo, per favore, non accettare caffé, anche se te lo offrono.

parole di Latifah | 23:42 | commenti (2) |

Un libro In gen...

Un libro

In genere leggo libri di autori italiani. Sì, lo so che è un limite grave, e quanti autori mi perdo, e poi le traduzioni a volte migliorano persino l’opera originale ecc.ecc. Però i gusti sono gusti, no?
E in genere leggo libri di scrittori contemporanei. Ma come, e i classici? Ok, nella prossima vita li leggerò tutti, prometto.
E non disdegno i cosiddetti libri "di genere", gialli, polizieschi, noir. Ne troverete parecchi, qui. Oh, d’altra parte una che si fa un mazzo così tutto il giorno, la sera avrà pure il diritto di svagarsi un po’, no?
Un’altra mia passione sono i racconti. Perché si leggono bene a letto, aspettando l’autobus, in sala d’aspetto, e perché mi piace proprio la struttura dei racconti brevi. E in questo genere spazio da Buzzati a Carver.
Infatti, non disdegno del tutto la letteratura straniera. E c’è una lingua che prediligo (e che vorrei tanto imparare…): l’arabo.

Il libro che ho appena finito di leggere riassume alcune di queste mie passioni. E’ Rose del Cairo. Racconti di scrittrici egiziane (edizioni e/o, una delle case editrici che preferisco). Tutte contemporanee, praticamente sconosciute in Italia. Ed è una vera scoperta.
Sono racconti diversissimi tra di loro, per stile e contenuto. Ma offrono uno spaccato interessante della vita di tutti i giorni delle donne arabe. Delle donne cairote, innanzitutto, perché più o meno tutte vivono e lavorano nella capitale (sono docenti universitarie, giornaliste, registe, impegnate in enti culturali e associazioni letterarie). Alcuni racconti potrebbero tranquillamente essere ambientati a Roma, Parigi o New York, tanto per dire.
Sono storie di vita quotidiana, di amori finiti, di delusioni e di speranze. Poi, magari, qualche scrittrice accenna al velo, o al canto del muezzin. Dettagli che, d’altra parte, fanno ormai parte delle nostre città.

E ho una gran voglia di andare a vivere al Cairo, per qualche mese. Lei l’ha fatto. Chissà, magari, anch’io, un giorno…

Voto: 8

Contatore: 11 libri nel 2004.







parole di Latifah | 21:26 | commenti (3) |

Un blog Tutto è n...

Un blog

Tutto è nato dall’idea geniale di un’amica, che una settimana fa ha dedicato un post ai versi maltusiani, rilanciando così una vera e propria moda letteraria molto divertente – scrive PlacidaSignora - che esplose in Italia ai primi del Novecento grazie ai futuristi che gravitavano attorno alla rivista Lacerba. Erano chiamati Maltusiani perché facevano riferimento alle teorie dell’economista inglese T.R. Malthus, sostenitore della necessità della limitazione delle nascite; allora il metodo anticoncezionale più diffuso era il coitus interrupts. E le giocose poesiole maltusiane hanno la caratteristica di interrompere l'ultima parola dell'ultimo verso:

Maltusiano è quella cosa

ch’ogni cosa agguanta e inguanta

il pungetto bene impianta

ma si ferma sul più bel.

Subito la blogosfera si è scatenata, riempiendo di maltusiani moderni la pagina dei commenti. E’ nata così questa meravigliosa stanza dei giochi.

A me è sempre piaciuto giocare con le parole, ma non mi ero mai misurata con i versi. Però l’idea mi ha tentato subito, e così ho esordito con un maltusiano ispirato dalla triste giornata del lunedì. Poi, prendendo spunto da un doppio intervento sul cavatappi (uno mio, di due giorni fa, e uno sempre della PlacidaEnciclopedica), ho ideato un acrostico. Dopo qualche altro tentativo, oggi ho scritto un vero e proprio delirio. E che Ungaretti mi perdoni…

parole di Latifah | 12:48 | commenti (13) |

mercoledì, 21 aprile 2004

Un anonimo Io n...

Un anonimo

Io non sono un’appassionata di baciperugina. Però sembra che bar e tabaccai debbano smaltire le scorte accumulate in occasione di San Valentino, visto che in questo periodo, sui banconi, abbondano scatole colme di baci sfusi, a 40 centesimi l’uno (capperi, ma sono 800 lire! Non sono troppe per un cioccolatino?).

Ma l’occasione fa la donna golosa, così per addolcire il caffè, che bevo rigorosamente amaro, ogni tanto ci casco, e pesco un bacio. Con immancabile occhiata alla frase sulla "velina" racchiusa nel "cartiglio". Ultimamente, sono tutte firmate "Anonimo". Eccone una piccola collezione:

Dall'amicizia all'amore c'è la distanza di un bacio (mah… io bacio anche gli amici)

La felicità è nascosta dappertutto, basta scovarla (e la bacchetta da rabdomante, dove la trovo?)

Il bacio fa più giovane il cuore e cancella l'età (di sicuro, costa meno di un lifting)

L'amore non vede i difetti, l'amicizia li ama (questa proprio non la capisco)

Questa notte sei stata la mia luna (evidente l’influenza leopardiana)

Un vero amico riesce a non farti essere nessuno se non te stesso (argh, tripla negazione!)

Chi ama con passione non ha altro pensiero (a parte il mutuo, le bollette, il 730…)

Allora mi chiedo: ma chi sarà questo Anonimo che verga siffatte perle di saggezza? Ma soprattutto: lo pagheranno? Perché, se è così, quasi quasi mando un curriculum alla Perugina e mi propongo per la posizione di Anonima. Sarebbe un lavoro divertente… Anche se mi viene da pensare: ridateci Edmond Rostand e il suo Che cos'è un bacio? Un apostrofo rosa sulla parola "t'amo".

Mi sa che ora mi faccio un pocketcoffee. E do un "cazzotto" al collega che da due giorni mi rompe le palle. Magari, si addolcisce un po’.

parole di Latifah | 13:13 | commenti (22) |

martedì, 20 aprile 2004

Un oggetto A me p...

Un oggetto

A me piace il vino. Mi piace berlo e mi piace servirlo. Qualche tempo fa avevo pensato anche di fare un corso da sommelier, cominciai a cercare informazioni su internet, poi inciampai in un corso di scrittura creativa. Che non è proprio la stessa cosa, però ho bevuto parecchio anche così, tra una lezione e l’altra (e, a volte, anche durante…).

Dicevo che a me piace il vino, e siccome non so cucinare, quando ho ospiti a cena curo in particolare l’aspetto enologico, e cerco di darmi un "tono". Perciò, non uso il cavaturaccioli più "facile", quello che quando ero piccola chiamavo "l’ometto". Bensì il levatappi più "professionale", che richiede anche più forza e fa molto più chic. E per tagliare la capsula, naturalmente, utilizzo il coltellino…

Ma una sera è successo un incidente. Invece di tagliare la capsula, mi sono tagliata un dito. E sapete tutti che le dita sanguinano copiosamente, anche quando ci si taglia semplicemente con un foglio di carta. Così ho spruzzato sangue sulla tovaglia, sui piatti e anche sulle portate. Un figurone, insomma.

Poi, la rivelazione! Ho scoperto un oggetto meraviglioso, di quelli che ti cambiano la vita e ti aprono nuove prospettive. (Ok, forse sto un po’ esagerando..). Il "tagliacapsule". Lo deve avere inventato qualcuno dopo essersi tagliato un dito. E’ geniale. Tu lo appoggi sulla capsula e zac! Basta un veloce movimento di polso e quella maledetta ricopertura viene tagliata via di netto. Neutralizzata.

E’ un’idea regalo carina. Me ne devo ricordare per Natale. Ma perché queste idee mi vengono sempre in aprile?

parole di Latifah | 11:19 | commenti (9) |

lunedì, 19 aprile 2004

Un nudibranco F...

Un nudibranco

Fino a un paio di mesi fa non sospettavo nemmeno l’esistenza di questi esserini, una delle tante meraviglie che ci regala il mare (solo da osservare, non da mangiare…). I nudibranchi sono molluschi, sembrano dei lumaconi senza conchiglia, ma assumono forme e colori spettacolari. Il mio preferito è la Ballerina spagnola (nome scientifico: Hexabrancus), così chiamata perché quando si muove sembra proprio la gonna di una danzatrice di flamenco.

Non ho (ancora) avuto la fortuna di avvistarla, anche perché nelle poche immersioni e snorkelate che ho fatto nel Mar Rosso ero attratta più dai pesci e dai coralli. Però, durante un’escursione in barca all’isola di Tiran, ho potuto ammirare la loro meravigliosa ovatura. Dicono che assomigli ad una rosa o ad un merletto rosso. A me, invece, ha ricordato un’altra immagine legata alla danza: un velo di tulle rosa, quasi un tutù appoggiato a una roccia. Pensavo fosse una madrepora, poi, quando ho cominciato a studiare le creature del mare, ho scoperto che erano le uova della Ballerina. La prossima volta che tornerò là sotto - spero presto - starò più attenta… Perché succede anche nella vita, di non accorgersi di quante cose belle ci circondino, solo perché sono "piccole".

parole di Latifah | 11:54 | commenti (16) |

domenica, 18 aprile 2004

Un libro Nel fi...

Un libro

Nel fiorire di libri gialli, polizieschi e noir, in Italia resta ancora al palo il genere "legal thriller", così di successo negli Usa (tanto, che oltre ad aver importato libri e film alla John Grisham, abbiamo importato pure il processo accusatorio all’americana…). Ora è proprio un magistrato italiano a "tradurre" in italiano il giallo legale: è Gianrico Carofiglio, sostituto procuratore antimafia a Bari. Ho appena letto il suo primo romanzo, Testimone inconsapevole (Sellerio, 2002). Una lettura piacevole, anche se a volte sembra di consultare un Bignami per l’esame di Procedura penale.

Il protagonista non è un giudice, come si potrebbe pensare (anzi, la categoria non avrà apprezzato la descrizione di certi magistrati…), bensì un avvocato sull’orlo dell’abisso, personale e professionale, che ritrova la voglia di vivere, lavorare e amare grazie a un caso che lo appassiona: un immigrato di colore accusato di omicidio di un bambino. La lingua a volte zoppica, ma la trama è avvincente, l’ambiente ben delineato, i personaggi efficaci. E si legge tutto d’un fiato.

Voto: 7

Contatore: 10 libri nel 2004.

parole di Latifah | 12:04 | commenti (8) |

sabato, 17 aprile 2004

Una catena Leggo da...

Una catena

Leggo da un sacco di gente (e copio-incollo da Massimo):

1) Prendi il libro più vicino.
2) Aprilo alla pagina 23.
3) Trova la prima frase degna del benché minimo interesse.
4) Posta il testo della frase nel tuo blog insieme a queste istruzioni.

Ed ecco il mio risultato:
 
FIORI E SAPORI
Legno oliato e acciaio. Ecco il nuovo abbinamento per trasformare il balcone nell'oasi più trendy della città. E c'è di più: usati con fantasia, i portavasi diventano anche un ottimo appoggio per il momento del pranzo. In alto a sinistra: VASSARO montante con portavasi in acciaio galvanizzato, adatto ad ambienti interni ed esterni. € 18
(Che ci posso fare se in questo momento sulla scrivania ho solo il catalogo dell'Ikea???)
 








parole di Latifah | 16:49 | commenti (17) |

Un quadro

Can can

E' sabato, sono al lavoro, piove, fa freddo... e invece avrei voglia di fare un gran can can!



Henry Toulouse-Lautrec,
Moulin Rouge, "La Goulue", 1891

parole di Latifah | 14:12 | commenti (7) | arte

venerdì, 16 aprile 2004

Una canzone

Morire per delle idee

Morire per delle idee, l’idea è affascinante

Per poco non morivo senza averla mai avuta.

(…)

Approfittando di non essere fragilissimi di cuore,

andiamo all’altro mondo bighellonando un poco;

perché forzando il passo finisce che si muore

per delle idee che non han più corso il giorno dopo.

(…)

Gli apostoli di turno, che apprezzano il martirio,

lo predicano spesso per novant’anni almeno;

morire per delle idee, sarà il caso di dirlo,

è il loro scopo di vivere, non sanno farne a meno.

(…)

E voi, gli sputafuoco, e voi, i nuovi santi,

crepate pure per primi, noi vi cediamo il passo;

però, per gentilezza, lasciate vivere gli altri.

La vita è grosso modo il loro unico lusso.

di Georges Brassens – traduzione di Fabrizio De André

parole di Latifah | 15:19 | commenti (4) | ascolti

giovedì, 15 aprile 2004

Un pesce Con una ...

Un pesce

Con una giornata come quella di oggi, con il culo inchiodato alla sedia, gli occhi appiccicati al computer e le orecchie alla radio, posso solo rifugiarmi nell'immaginazione. E allora mi prendo due minuti di pausa per pensare al Napoleone, il pesce più grande, mansueto e simpatico che abbia mai visto, nella mia (per il momento) brevissima esperienza subacquea. Ma ero troppo concentrata a controllare gli strumenti per godere della sua compagnia...

Se stasera sopravvivo alla mia prima esperienza nella buca profonda 5 metri della piscina, e se in maggio riesco a prendere il brevetto Open Water, spero di poter presto nuotare al fianco di un cucciolone così.

parole di Latifah | 18:15 | commenti (7) |

mercoledì, 14 aprile 2004

Un desiderio Tornar...

Un desiderio

Tornare nel Sahara. Sorseggiare un tè alla menta in una tenda beduina. Dormire sotto un soffitto di stelle. Ascoltare il silenzio del deserto. Sognare la pace.

 

 

Douz, Tunisia

Alle porte del Sahara

1996

 

 

parole di Latifah | 19:44 | commenti (6) |

Un ritornello I...

Un ritornello

Io preferisco ammazzare il tempo,

preferisco sparare cazzate,

preferisco fare esplodere una moda,

preferisco morire d'amore,

preferisco caricare la sveglia,

preferisco puntare alla roulette,

preferisco il fuoco di un obiettivo,

preferisco che tu rimanga vivo.

Da "Follie preferenziali", di Caparezza.



parole di Latifah | 10:49 | commenti (8) |

martedì, 13 aprile 2004

Il quadro di oggi P...

Il quadro di oggi

Piove, senti come piove, madonna come piove, senti come viene giù...

 

 

René Magritte

Golconde

1953

 

 

 

parole di Latifah | 12:53 | commenti (7) |

lunedì, 12 aprile 2004

Un film Detto, fa...

Un film

Detto, fatto. La sera di Pasqua sono andata a vedere Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini (qui una pagina interessante). Procedo secondo "flusso di coscienza".

La fotografia, di Tonino Delli Colli: magistrale (scusate l’abbondare di iperboli, non posso farne a meno). Un bianco e nero sorprendente, suppongo reso così incisivo dal restauro (moto di disappunto nel leggere i titoli di coda: è un’operazione Mediaset). Non ho potuto fare a meno di pensare al Caravaggio, a quella luce che nasce dalle figure umane, che non è proiettata dall’esterno, e che rende l’idea del divino. Solo un ateo come Pasolini poteva fare un’operazione del genere, facendo parlare il Vangelo, senza mediazioni né interpretazioni. Con un distacco e un rispetto anche nelle scene più violente, come la crocifissione: non servono spruzzi di sangue, o primi piani di chiodi che trafiggono la carne, per comunicare la sofferenza!

Primi piani di scugnizzi e di anziani lucani fanno da contrappunto a scene corali che sembrano dipinti rinascimentali. Gesù è così umano, dolcissimo e irascibile. Incantevole la giovane Maria, che sembra una ragazzina palestinese, e invece anche lei è una giovane del Meridione, come quasi tutti gli interpreti. Straordinaria Susanna Pasolini, madre del regista, nei panni di Maria adulta: il suo dolore è materno, trattenuto eppure intenso.

Mi chiedo se sia un caso che questo film sia tornato nelle sale, dopo 40 anni, in contemporanea con La passione: se non è casuale, c’è da rendere merito al film di Gibson. Almeno per questo.

Un’ultima nota, perché non voglio dilungarmi troppo. Ieri sera (proiezione delle 20) in sala c’erano una cinquantina di persone. Una presenza che mi ha confortato: io e la mia amica pensavamo di essere le uniche. Lo considero un buon segnale, dal punto di vista "politico". Non so perché.

N.B. Non me la sento di dare un voto, non sono all’altezza.

Contatore: 8 film visti al cinema nel 2004.

parole di Latifah | 19:04 | commenti (7) |

Il quadro di oggi C...

Il quadro di oggi

Con tutto quello che ho mangiato (e soprattutto bevuto) in questi giorni di festa, oggi mi sento un po' così...

 

 

 

 

 

Fernando Botero

Donna in piedi

1982

 

 

 

 

 

 

parole di Latifah | 16:09 | commenti (7) |

sabato, 10 aprile 2004

Unidea Non ho pa...

Un’idea

Non ho particolari programmi per questi giorni di Pasqua, ma so di sicuro che cosa NON farò: non andrò a vedere La passione di Mel Gibson. Il genere splatter non mi interessa.

Spero invece di avere il tempo, e l’occasione, per vedere la versione restaurata de Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini. Altrimenti, restando in tema, posso sempre ripiegare su Jesus Christ Superstar: sarà datato, ma quella colonna sonora ha accompagnato la mia infanzia e la mia adolescenza, e il film lo rivedo volentieri (da qualche parte, in quell’immenso casino che è casa mia, la videocassetta ce l’ho). Indimenticabile "Could we start again" di Maria Maddalena… E indimenticabile anche il Giuda nero interpretato da Carl Anderson, morto lo scorso febbraio.

Mi piacerebbe però trovare una copia di Godspell, musical che ha la stessa età del più fortunato Jesus Christ Superstar (1973) e a cui sono legata da un ricordo. Dopo averlo visto al cinema con mia madre, tornai a casa così colpita che disegnai la scena della crocifissione: un hippy capelluto in jeans e maglia sdrucita, "appeso" alla porta di un campo da calcio con due stringhe rosse, a simulare il sangue dai polsi. Del film, però, non ricordo altro. In compenso, credo che mia madre quel disegno lo conservi ancora.

 

parole di Latifah | 16:22 | commenti (9) |

Il quadro di oggi C...

Il quadro di oggi

Colgo volentieri il suggerimento di Primularossa e, visto che oggi c'è pure un pallido sole, ecco un'opera d'arte benaugurale per le gite di Pasquetta!

 

 

Edouard Manet

Le dejeuner sur l'herbe

1863

 

 

 

parole di Latifah | 10:47 | commenti (6) |

venerdì, 09 aprile 2004

Un quadro Oggi mi s...

Un quadro

Oggi mi sento un po' così...

 

Edward Munch

L'urlo

1893

 

 

 

 

 

parole di Latifah | 10:39 | commenti (11) |

giovedì, 08 aprile 2004

Un libro Quando...

Un libro

Quando hai appena finito un libro che ti è piaciuto tanto, ma proprio tanto, è sempre un problema scegliere cosa leggere. Così, dopo Vonnegut, la scelta era veramente difficile. Ma, come a volte capita nella vita, stavolta è stato il libro a scegliere me.

Succede che dovevo andare a cena con un gruppo di amici. Uno di quegli appuntamenti fissati da settimane. Ma uno di quegli amici, un po’ all’ultimo momento, si è ricordato che proprio quella sera doveva assolutamente partecipare alla presentazione di un libro. Così si decide di andare tutti assieme all’incontro, rimandando la cena di un’oretta. Be’, una serata deliziosa: una lettura affidata a un attore con accompagnamento musicale di un gruppo jazz. Il libro era "Piano Delta" di Guido Leotta e Giampiero Rigosi, ed. Mobydick. Comprato subito, assieme a un cd del gruppo jazz, i Faxtet.

"Piano Delta" è un librino, se mi passate il termine. Poco più di cento pagine, che però scorrono via come il Po, perché il Delta del titolo è proprio quello del grande fiume. Una storia noir di tre amici che, alle prese con un "colpo" che potrebbe cambiare le loro vite, si trovano poi scaraventati in un paesotto padano dove le loro vite hanno sì una svolta, seppure diversa da quella che sognavano.

Un’ultima annotazione: come avvertono gli autori, in questo libro non si trova un solo telefonino, acceso o spento che sia. E’ "una precisa scelta morale", dicono Leotta e Rigosi: "Lasciateci leggere in pace, per lo meno…".

Voto: 7

Di Rigosi ho letto anche: Dove finisce il sentiero; Notturno Bus; Medical Thriller.

Contatore: 9 libri nel 2004.

parole di Latifah | 18:40 | commenti (2) |

Un quadro Oggi non ...

Un quadro

Oggi non lavoro. Quindi, per quel che mi riguarda, tutti gli orologi possono fare questa fine qui...

 

Salvador Dalì

La persistenza

della memoria

1931

 

 

 

 

 

parole di Latifah | 12:32 | commenti (5) |

mercoledì, 07 aprile 2004

Una poesia Non si...

Una poesia

Non si può essere seri a diciassette anni
locali rumorosi di luci sgargianti
con i bicchieri freschi di limonata fresca
e sotto i tigli verdi a passeggiare e basta
(…)

Diciassette anni a giugno e ci si lascia andare
la linfa è uno champagne che ti farà ubriacare
e sulle labbra schiuse immaginare un bacio
e poi dimenticare di non averlo dato
(…)

E quella sera andrai al solito locale
stessa limonata identico rumore
non si può essere seri a diciassette anni
sotto i tigli verdi e passeggiare lenti

Versi estratti da "Non si può essere seri a diciassette anni", poesia di Arthur Rimbaud ("Roman", qui la versione originale in francese).

Una poesia che è anche una canzone, anzi, due: la prima è del grandissimo Leo Ferré (qui il sito ufficiale); la seconda è una versione in italiano con traduzione a cura di Daniele Silvestri (questo è il sito ufficiale, ma io preferisco questo, non ufficiale) e inserita in un cd dei Tetes de bois, band romana ma vagabonda: suonano in teatri e in festival europei, ma anche in stazioni ferroviarie e nei metrò. Io ho avuto la fortuna di assistere a un loro concerto in un centro sociale, ormai un anno fa: in tutto 30, massimo 40 persone… (questo è il loro sito ufficiale, ma è un po’ che non lo aggiornano). Il titolo del cd è "Ferrè, l’amore e la rivolta", ed. Il Manifesto CD (qui): una collana che è una sicurezza.

Tutto questo per dire che, secondo me, si può anche non essere seri… alla soglia dei 39 anni.













parole di Latifah | 18:15 | commenti (15) |

Una foto   ...

Una foto

 

 

Tina Modotti

La macchina da scrivere    di Julio Antonio Mella

1928

 

 


 

Previsione per oggi: giornata pesante di lavoro.


parole di Latifah | 10:51 | commenti (10) |

martedì, 06 aprile 2004

Un quadro Ultime no...

Un quadro

Ultime notizie dal fronte

 

 

Pablo Picasso

Guernica

1937

 

"Siete voi che avete fatto questo?”, domandò un ufficiale tedesco, indicando una riproduzione di Guernica.

Picasso prontamente rispose: "No, voi".