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mercoledì, 31 marzo 2004
Una costellazione Da qualche tempo ho (ri)scoperto quanto sia bello osservare le stelle. Non servono telescopi: persino dal mio balcone, al primo piano, circondato da palazzi alti e minacciato da una buona dose di inquinamento luminoso, riesco ad ammirare lo spettacolo del cielo. In questo periodo, nel mio personale "schermo" sull’universo (affacciato a Sud), si staglia la costellazione del Leone. A dire la verità, a me sembra più un topo… Comunque, riesco a vedere nitidamente le quattro stelle poste a trapezio (la schiena del leone-topo), tra cui la scintillante Regolo, che incorniciano Giove, brillante pianeta, secondo solo a Venere per luminosità. Da segnalare la congiunzione di Luna e Giove, la notte del 2 aprile (nuvole permettendo), come da immagine. Se il meteo è inclemente, è già prevista una replica per la sera del 29 aprile. parole di Latifah | 13:21 | commenti (19) | martedì, 30 marzo 2004 Un film
Oserei dire: un capolavoro (o quasi). Parlo di Big Fish – Le storie di una vita incredibile di Tim Burton, visto domenica scorsa. Un mondo di fantasia che si tramuta in realtà, perché… "…a furia di raccontare un milione di volte la stessa storia, un uomo ‘diventa’ quella storia, e così diviene immortale". Sono le parole che chiudono il film, perfetta conclusione per una poesia di immagini, pervasa da una delicata atmosfera felliniana (le citazioni stile amarcord non mancano, così come è facile cogliere qualche auto-citazione, in particolare da Edward Mani-di-forbice, altro film di Burton che ho amato). Straordinari gli attori: lode in particolare a Jessica Lange, Helena Bonham Carter, Steve Buscemi e Danny de Vito. Voto: 9 parole di Latifah | 14:46 | commenti (9) | lunedì, 29 marzo 2004 Un ricordoNubia Egitto Febbraio 2004 Sull'imbarcazione che porta al tempio di Philae, sul Nilo. Mi volto. Stiamo arrivando all'isola. Tante barche uguali vanno e vengono. Siamo turisti genere "tutto compreso". Mi chiedo se anche il sorriso che mi regala il giovane nubiano faccia parte del pacchetto. La sera metto le collane in valigia. Il sorriso lo conservo nell'album dei ricordi. parole di Latifah | 13:18 | commenti (16) | parole, viaggi, egitto sabato, 27 marzo 2004
Un incipit "Avevo sedici anni e stavano per fucilarmi, ma la cosa peggiore era che sarei morto senza neanche avere addosso un paio di mutande vere. Sotto i pantaloni portavo la stoffa di un ombrello rotto, cucita alla meno peggio: non c’era neppure un elastico. Non avevo paura, avevo vergogna." Sono le prime, folgoranti righe del romanzo "L’Artista" di Gabriele Romagnoli, 240 pagine, Feltrinelli (qui un sito "omaggio", non ufficiale, qui la rubrica di Romagnoli sul sito di Repubblica). Qualche giorno fa Enrico Deaglio, nel presentare il libro, ha paragonato l’incipit a quello di "Cent’anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez: "Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre l'aveva condotto a conoscere il ghiaccio." Be’, il paragone è impegnativo… Però il romanzo di Romagnoli è interessante. All’inizio ho trovato un ostacolo nella scrittura, soprattutto nella costruzione delle frasi: troppe subordinate, troppe virgole. Ma verso pagina 100 ci sono, come dire, "entrata dentro", poi è tutto un crescendo. E le ultime tre righe sono folgoranti, come le prime tre. In mezzo, c’è la storia di un padre e di un figlio, che si dipana tra l’Appennino romagnolo e Bologna, con tre episodi - nel ’44, nel ’64 e nel ’77 - e un personaggio misterioso, l’artista del titolo, "deus ex machina" delle loro vite. Voto: 7 Dall’inizio dell’anno ho letto anche (ma devo averne scordato qualcuno…): L’oscura immensità della morte di Massimo Carlotto (voto: 9) Brother and sister di Simona Vinci (voto: 8) Scarabeo di Michele Giuttari (voto: 5) La stella d’Algeri di Aziz Chouaki (voto: 8) Canto di nozze di Nagib Mahfuz (voto: 7) I principianti di Marco Lodoli (voto: 8) Sul comodino tengo sempre pronti da consultare: Grammatica araba ed. Vallardi Pesci e coralli del Mar Rosso ed. Mondadori Storia dei popoli arabi di A.Hourani ed. Mondadori parole di Latifah | 17:10 | commenti (8) | venerdì, 26 marzo 2004 Un film L’ultimo che ho visto: Non ti muovere di Sergio Castellitto (qui il sito ufficiale). Premetto che non ho letto il romanzo di Margaret Mazzantini, credo che non sia il mio genere. E anche il film non è nelle mie corde. Però Castellitto è bravo (e bello), come attore ma anche come regista: da segnalare qualche buona inquadratura e un espediente geniale, quello della presenza di Italia, seduta sotto la pioggia, nel corridoio esterno dell’ospedale. Un ricordo che si fa carne, "perché chi ama c’è sempre". E poi, Penelope Cruz è straordinaria, una vera scoperta, per me. Claudia Gerini, invece, è inadeguata. Perfetta la parte di Angela Finocchiaro, bravi attori anche nelle parti secondarie. Voto: 7 Vorrei andare più spesso al cinema… tempo crudele! Comunque, dall’inizio dell’anno ho visto anche: 21 grammi di Alejandro Gonzalez Inarritu (voto: 9) Lost in translation di Sofia Coppola (voto: 8) Il declino dell'impero americano di Denys Arcand (voto:7) Abbasso l'amore di Peyton Reed (voto: 6) La rivincita di Natale di Pupi Avati (voto: 5) parole di Latifah | 10:47 | commenti (25) | giovedì, 25 marzo 2004 Una canzone
Vecchi amanti Certo, ci fu qualche tempesta. Anni d'amore alla follia. Ed ogni mobile ricorda, in questa stanza senza culla, i lampi dei vecchi contrasti. So che hai avuto degli amanti. Bisogna pur passare il tempo… Ma c'è voluto del talento per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti. E non c'è peggior insidia che amarsi con monotonia. Ti amo ancora, sai, ti amo. Versi liberamente tratti da La canzone dei vecchi amanti, di Jacques Brel. L’ho scoperta grazie a Battiato, forse il cantante-autore che amo di più, assieme a De André, che - guarda caso - ha proprio Brel tra i suoi maestri dichiarati. Qui il testo originale, qui la versione in italiano nel sito ufficiale di Battiato. parole di Latifah | 12:53 | commenti (24) | ascolti mercoledì, 24 marzo 2004 Una cittàTangeri Emana il fascino di una vecchia puttana: ha le tette sfatte, il viso solcato da rughe, ma è ancora capace di stregare. Questa è Tangeri, porta occidentale dell’Africa, al confine tra Mediterraneo e Oceano Atlantico. Nel labirinto della Medina, la vecchia città araba, mi sono persa più volte. Ma lì ho ritrovato me stessa. Impressioni di settembre, che non sfumano. La terrazza del vecchio hotel coloniale affacciato sul porto, mio rifugio per quei dieci giorni. Il profumo delle sarde fritte in strada, il piatto colmo per un euro e ti danno anche pane e lenticchie. La luna piena che in pochi secondi sorge dietro il profilo dei primi monti del Rif, e occhieggia complice. Gli occhi tristi di Suad, mentre guarda le foto di 30 anni fa, giovane danzatrice con il ventre svelato, "ma non ditelo a mia figlia che ve le ho mostrate – dice nel suo spagnolo zoppicante – potrebbe piangere". Il sorriso del piccolo Younes, quando gli chiedo di scegliere un nome arabo per me, e lui dice Latifah, "gentile", perché così si chiama la nonna. La sera, sul comodino, mi aspetta "Giorno di silenzio a Tangeri", di Tahar Ben Jelloun, ma dalla strada, una notte, si levano le urla di gioia delle donne, che danno la sveglia a una promessa sposa, e alla città, all’alba della cerimonia di nozze. Contraddizioni di una vecchia puttana che si concede ancora, ma solo a chi sa apprezzarne il fascino nascosto. parole di Latifah | 14:21 | commenti (12) | viaggi, personale, marocco martedì, 23 marzo 2004 Un pesceBalestra Picasso Non voglio sembrare troppo intellettuale... Parlare solo di libri, di film, di parole, che palle! E allora, ecco a voi un pesce. Un simpaticissimo Balestra Picasso. E' il mio preferito, tra i tanti pesciolini e pescioloni che ho potuto ammirare nei fondali del Mar Rosso. Sarà che il nome "balestra" mi sta simpatico (chissà poi perché...), e poi sembra proprio un quadro cubista! Non vedo l'ora di tornare nel "grande blu". Proprio ieri sera ho cominciato il corso di subacquea. E' buffo... Sono arrivata a scoprire questo mondo grazie a una malattia. Quando il chirurgo mi disse: "Se lei vuole evitare una terza operazione alla schiena, deve fare nuoto", io lo guardai come se mi avesse detto "deve andare su Marte". E invece... Ce l'ho fatta. Era il febbraio del 2001. Ho imparato a nuotare. Ho superato la paura dell'acqua. Nel novembre 2003 mi sono buttata per la prima volta in mare aperto. E nel febbraio 2004 ho affrontato, quasi per scherzo, la mia prima immersione. Magia dell'Egitto! Ma di questo, parlerò un'altra volta. parole di Latifah | 11:25 | commenti (5) | animali, personale, subacquea, mar rosso lunedì, 22 marzo 2004 Un libro Attenti a leggere questo romanzo, perchè il rischio è di dimenticarsi il pentolino del latte sul fuoco... Sto parlando dell'ultimo libro di Massimo Carlotto, L'oscura immensità della morte (Edizioni e/o). Un noir travolgente, e che fa riflettere su tanti temi. Alcuni universali, come il perdono e la vendetta. Altri più legati alla realtà italiana, come il sistema carcerario, il meccanismo che regola la richiesta di grazia, lo Stato che abbandona i parenti delle vittime, il volontariato e la solidarietà "pelosa" come riscatto dei propri fallimenti personali. Ma anche la struttura del romanzo è notevole, con due voci narranti, il "carnefice" e la "vittima" (con una lenta ma inesorabile inversione di ruoli). Insomma. Si capisce che mi è piaciuto? Voto: 9 parole di Latifah | 11:56 | commenti (5) | domenica, 21 marzo 2004 Una parolaCaravanserraglio Dal vocabolario Zingarelli: Caravanserraglio (persiano karwan-sarai, albergo per carovane) s.m. Nel mondo islamico e nell’Asia occidentale, luogo recintato e talvolta protetto da tettoie dove si ricoverano le carovane per la notte o il riposo. Ecco, quando ho pensato a un nome per questo blog, mi è venuta subito in mente l’immagine del caravanserraglio. Perché anche qui, nel mio caravanserraglio, ci si può fermare per una breve sosta, o più a lungo, in attesa di partire per una nuova meta. E ci si può sempre tornare… parole di Latifah | 22:16 | commenti (3) | blog, araberie sabato, 20 marzo 2004 Benvenuti sul blog di Latifah! parole di Latifah | 15:13 | commenti | |
grazie a squidfingers x gli sfondi (background)